Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Zaia’

4207658665_bf6e64c452_oAnche se probabilmente collegato a un’eccessiva dimestichezza col Prosecco – Zaia si è diplomato alla scuola Enologica di Conegliano – l’invito alla rivoluzione rivolto ieri ai Veneti è indiscutibilmente un reato di cui dovrà giocoforza occuparsi la Magistratura.
Il «rivolgimento» chiesto infatti dal Presidente della Regione Veneta non riguarda genericamente il significato scientifico della parola. Benché probabilmente avvinazzato, Zaia sapeva quello che diceva e non ha chiesto infatti ai cittadini di girare l’uno attorno all’altro per compiere un giro completo e nemmeno di trasformarsi in singolari solidi di rotazione. Nel suo delirio, Zaia non ha confuso cittadini e corpi celesti e la situazione non si è presentata come un serio problema di salute mentale.
Con incoscienza caratteristica dei leader della Padania, Zaia ha incitato la popolazione a realizzare una trasformazione radicale dell’ordine Costituzionale dello Stato e della Società italiana, in modo rapido e violento, sovvertendo le Istituzioni e minacciando i Meridionali: voi non ci date la secessione camuffata da autonomia? Noi ce la prendiamo con la forza!
Chi ricorda la recente tragedia nei Balcani ora sa sin dove siamo giunti e capisce che i casi sono due: o Zaia sarà immediatamente incriminato per i suoi reati, o i cittadini settentrionali e meridionali minacciati dalle bande di Zaia e non più tutelati dallo Stato, dovranno prepararsi a difendersi assieme dal Masaniello veneto.

 

 

classifiche

Annunci

Read Full Post »

0056c4201008ae4074ffa8f6aba80d47

Il primo, inconscio segnale di un doloroso tormento interiore è stata la corona mariana baciata nella pubblica piazza, alla maniera di «battuti» e «flagellanti». Lo dicono in pochi, ma è facile capirlo: l’«autonomia differenziata» è da qualche tempo il tormentoso cilicio di Salvini, stritolato tra l’antico  delirio secessionista a la recente, misteriosa passione unitaria e garibaldina.
Capo di tre Leghe, infatti – la Lega Nord per l’indipendenza della Padania, creata da Bossi nel 1991, la Lega per Salvini premier, nata nel dicembre 2017, e la Lega-simbolo elettorale, aggiunta alle altre due per inventarsi un movimento nazionale che guarda a tutti gli italiani, compresi gli ascari meridionali – Salvini, giunto al governo grazie ai Cinque Stelle, ha ormai davanti la sua inevitabile Caporetto. Non a caso Giorgetti, gelido e tagliente come un serpente, l’ha già avvisato: «ha fatto tutto da solo e risponderà  del risultato».
Poiché fuori dal governo Salvini non potrà mai realizzare il demenziale progetto, consegnando a Zaia e compagni il trofeo della separazione dal Sud, i vecchi arnesi della Lega Nord per l’indipendenza della Padania ripudieranno il capitano e verranno alle mani con quelli della «Lega Nazionale», che, intanto, mangiata la foglia, da giorni non muovono un dito di fronte al trattamento che il Sud sta riservando all’immigrato in camicia verde. Fallito lo sfondamento nelle colonie meridionali e mollata dalla Lega per l’indipendenza della Padania, la Lega di Salvini tornerà a essere rapidamente  l’antica, e asfittica e formazione  locale.
Noi, intanto, usiamo per legittima difesa l’arma che la sua legge ci ha regalato e acceleriamo il processo: teniamo vivo il tema e facciamo che Salvini muoia rapidamente del suo secessionismo autonomista.

 classifiche

Read Full Post »

Sono anni che Bossi prende soldi a palate per governare l’Italia che intende affondare. A Roma fa il ministro della repubblica, a Pontida, il “padre della patria” d’una barzelletta che chiama Padania e smania, minaccia sfracelli e promette macelli. Come la gru di Chichibbio sta in equilibrio precario: nessuno sa se ha due zampe o una sola. In quanto alla testa è piuttosto modesta. A Pontida protesta ma a Roma è ortodosso, si veste da fesso e domanda perdono se la spara più grossa. Ce l’ha duro a Milano e s’ammoscia per lo scirocco romano. A Pontida è guerriero feroce, A Roma si tace, a Bergamo pare Brighella, sui colli fatali è un gran Pulcinella, a Strasburgo domanda insistente un brevetto per l’inesistente. E’ un delirio che prende i padani, la repubblica dei ciarlatani a spese dei contribuenti italiani. Ogni giorno fa guerra il carroccio, ma in pace, da vero fantoccio, si tace rapace quando mette i piedi e le mani nei salotti e gli affari romani.

In un Paese normale Bossi e compagni sarebbero il paranormale, un fenomeno da baraccone, la rissa d’un ubriacone. Qui da noi governano l’Italia per conto della Padania, con un grande programma nazionale: la graduatoria regionale dei docenti, non importa se deficienti, bambini neri affamati nella scuola privatizzata, un ghetto per alunni stranieri in una scuola specializzata in negrieri, sputi alla bandiera, campi di concentramento e l’obbligo d’insegnamento della lingua di Cassano Magnago, Verona, Pastrengo e Legnago. Il programma è centrato sui discorsi politici di Bossi, sul federalismo targato Cota, sulla musica e il folclore di Zaia governatore, sulla politica delle integrazioni pensata dal geniale Maroni.

Ameana puella defututa
Tota milia me decem poposcit,
[…] Propinqui, quibus est puella curae,
amicos medicosque convocate:
non est sana puella…

Amici e voi che avete la ragazza in cura, i medici convocate! E’ malata, si vede, non è sana, è impazzita davvero la fanciulla.

Read Full Post »