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Posts Tagged ‘Vincenzo Delehaye’

Lettera aperta a Vincenzo Delehaye che mi chiede giustamente una mano nella sua battaglia di studioso e di antifascista militante per “rendere fruibili i Fascicoli su Napoli dell’Armadio della Vergogna” e contrastare il dilagare del revisionismo storico.

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Caro Vincenzo,
ho trascorso tanti anni della mia vita cercando in archivio documenti preziosi e riportandone il significato profondo nella battaglia politica. Un tempo si diceva “storico militante”; e in testa avevo un’idea ben precisa: ricostruire col rigore dello storico e la passione del militante pagine di storia decisive non solo della nostra città, ma per il Paese. La storia dell’antifascismo – quello popolare soprattutto – e di quella Resistenza al nazifascismo, che da questa nostra città imboccò la sua via. Pagine di storia che sono state purtroppo cancellate o stravolte. L’anno scorso, come sai, è uscito un mio libro sulle Quattro Giornate, che – lo dico senza falsa ipocrisia o simulata modestia – è il primo libro di storia delle Quattro Giornate. Come se avessi lasciato in archivio i documenti faticosamente scovati o scritto sull’acqua, anche in questo settembre che muore i soliti ciarlatani sono andati in giro a raccontare la storiella che piace al potere. Siamo giunti anzi ai carabinieri che suonano al San Carlo in onore dei partigiani!
Prima di me, con uguale impegno e ben altro spessore, fece sua questa lotta purtroppo vana Gaetano Arfè, maestro non a caso rapidamente dimenticato, che autorevolmente puntò il dito contro la malafede e la miseria morale di quel “sovversivismo storiografico”, che oggi raccoglie i suoi frutti velenosi.
Credo che capirai ciò che intendo, perché ormai è chiaro: non siamo finiti dove ci troviamo per il valore delle destre, ma per la cialtroneria e l’opportunismo di chi ha preteso e pretende di rappresentare la sinistra, la rivoluzione e persino il riformismo. Poiché non si vede all’orizzonte nemmeno l’ombra di un Matteotti o di un Pansini, per restare alle Quattro Giornate, è inutile farsi illusioni: prima di uscire da questa tragedia, dovremo toccare il fondo dell’ignominia, come ormai sta accadendo.
A me resta comunque una consapevolezza amara, ma ferma: quando cominceremo la risalita, perché anche quel tempo verrà, puoi giurarci, occorrerà partire anche dal lavoro degli storici intellettualmente onesti. Quelli ai quali si è colpevolmente messo il bavaglio. Io non potrò farlo, ma tu sì, perché hai una vita davanti: non dimenticare quello che accade oggi e ricordarlo alle nuove generazioni. Devono sapere che nella vicenda storica hanno certamente un ruolo il caso e l’imprevisto, ma stavolta né l’uno, né l’altro hanno avuto un peso. Sono stati i “nostri” non il caso o il destino “cinico e baro” a condurci dove siamo.
In quanto a me, che sono sempre più stanco di vivere tra le macerie che ci circondano, lo scrivo a futura memoria: prima di togliere di mezzo i Salvini e i Di Maio, bisognerà chiudere i conti con i responsabili veri di questa catastrofe. Altro che fronte antifascista!
Tuo Giuseppe

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