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Posts Tagged ‘Vincenzo Bonomi’

Non pensate che parli di me, ma la cosa è reale.
Immaginate una persona malata, molto malata. Non di qualcosa per cui ricorri alla frase solitamente ripetuta in questi casi: «questione di vita o di morte». Qualcosa che non ti parla di un istante, di un soccorso immediato o della inevitabile fine. No. Si può esser malati e vicini alla morte senza per questo aver bisogno del Pronto Soccorso. Un tratto dell’intestino quasi ostruito, il cibo assimilato per modo dire, il peso che cala come fosse anoressia, un dolore feroce che chiede costanti e sempre più dannosi antidolorifici e – non bastasse – un sanguinamento lentissimo, che dà segno di sé solo quando l’emoglobina giunge a valori mortalmente bassi e senza una trasfusione non c’è scampo.
Immaginate tutto questo e il rischio mortale ch’è dietro l’angolo. Immaginate i  medici che studiano i sintomi, leggono lastre e filmati di minitelecamere introdotte nel corpo sempre più dolorante e solo dopo un anno fanno la diagnosi. Cure non ce ne sono. Occorre operare e si programma l’intervento.
Questione di giorni. Gli stessi giorni che bastano a un virus per travolgere gli ospedali e condurre alla sospensione degli interventi programmati.
Inutile proseguire il racconto. Non ci vuole molto a immaginare come si possa sentire chi viene messo alla porta dall’ospedale.
La nostra classe dirigente ha fatto una scelta: prima l’economia e poi la salute.  Più forte di tutti ha strillato e ottenuto quello che voleva Vincenzo Bonomi, il leader di Confindustria. Non il virus, ma lui è il vero carnefice del mio malato e di tanti tantissimi malati come lui. Qualcuno, di fronte a tanta ferocia, ha ricordato un’antica profezia: «socialismo o barbarie». Chi l’ha pensato ha ragioni da vendere, ma i tempi che sono cambiati dovrebbero indurci a una modifica. «Socialismo o estinzione» dovremmo dire, perché, se la leggiamo con attenzione, la lezione dei terribili eventi che viviamo va ben oltre la barbarie. Ci dice anzitutto che il nostro nemico oggi non è il virus, che si difende come può dalla ferocia umana. Ci dice – ma forse non l’abbiamo capito – che il dato più preoccupante di questa terribile esperienza è che il nostro pianeta e tutto quanto ci vive non solo possono benissimo fare a meno di noi, ma sono in grado di spazzarci via molto rapidamente. E hanno ragione di farlo: siamo noi che abbiamo danneggiato e danneggiamo la salute della terra.
Il nemico vero, quindi, siamo noi. Nemici persino di noi stessi e la barbarie potrebbe essere un paradiso, se confrontata col pianeta in cui dovranno vivere – o morire? – i nostri nipoti. Quando avremo superato questa pandemia, ne verrà un’altra e poi un’altra ancora. Al presidente di Confindustria che di tutto questo pare non sappia nulla, è facilissimo leggere la mano: non c’è scritto che è un barbaro. Sarebbe un complimento. C’è scritto che è un nuovo dinosauro, l’osceno esemplare di una razza in via di estinzione.

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