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Posts Tagged ‘Sì Tac’

downloadIl tempo di materializzarsi in piazza, e subito le sardine, nate dal nulla e mute, benché ribelli, come devono essere i pesciolini, hanno scatenato tutto ciò che dovrebbe vivere per informare, ma funziona per disinformare.
Il miracolo è stato mirabile: per una intuizione geniale, stampa e televisione hanno decifrato così bene il silenzio delle creature marine, da renderlo più eloquente di un’orazione di Cicerone. Ora lo sappiamo: “Quo usque tandem abutere, Salvini, patientia nostra?”, urlano senza emettere suoni, i marini contestatori, in difesa dei mari della patria pericolante.
E’ vero che sono solo sardine, ma se nel mare profondo è giunta voce della barbarie di Salvini e della sua Lega, com’è che i pesciolini non sanno e non vogliono sapere nulla dell’imbarbarimento del PD di Minniti, che, calpestando la Costituzione, ha consentito il voto ai fascisti di Casa Pound, camerati del leghista? Com’è che ignorano i campi libici e le mille infamie targate PD, a cominciare da quelle contro la Costituzione, di cui – ci informano i traduttori del silenzio – le sardine sono convinte paladine?
Sorge il dubbio che nei fondali marini le cose non vadano molto meglio che sulla terraferma: anche lì, se un’infamia è targata Salvini, si protesta, se invece barbari e barbarie sono truccati da democratici, si fa finta di nulla. E’ vero, noi non sappiamo come vadano le cose laggiù, negli abissi marini, è certo però, che, nati democratici, i seguaci del caposardina Mattia Santori, pesciolino guarda caso parlante, dopo le prime incursioni sulla terraferma, hanno scoperto che in piazza c’è chi parla da sempre, porta striscioni e – ciò che più conta – non tiene un occhio aperto a destra e l’altro chiuso a sinistra. Gente che non si limita a criticare la forma, ma bada alla sostanza e sa che le “bestie” responsabili della penosa condizione del Paese sono molte.
L’incontro tra i pesciolini muti e la povera gente sfruttata non è stato un idillio e invano si è provato a spiegare alle sardine che, con o senza Salvini, la barbarie cresce e crescerà, perché essa è figlia della miseria, della disoccupazione, della precarietà, dell’ingiusta divisione della ricchezza, di leggi feroci come il Jobs Act, la riforma Fornero e il pareggio di bilancio. Per le mute e ostinate sardine, il problema era ed è Salvini, non la cancellazione feroce dei diritti sociali e gli incalcolabili danni prodotti dal neoliberismo.
Grazie ai miracolosi interpreti della stampa e delle televisioni, i pesciolini democratici, figli della disinformazione, ci hanno fatto sapere di essere saliti dal mare alla terraferma per imporre la fine dell’odio, la pace e l’unità. Poiché in piazza quelli di “Potere al Popolo” hanno insistito sulla battaglia per una giusta divisione della ricchezza, contro la privatizzazione dei servizi e della sanità, contro i licenziamenti delle multinazionali e le deportazioni degli immigrati, dimostrando che, battuto Salvini ne nascerà un altro, i pesciolini muti hanno imposto il silenzio.
La piazza occupata non è di per sé un simbolo positivo o negativo. Si sono viste piazze trasformate in presidi di camicie nere e il punto non era che si protestava; il punto era per quali valori la piazza diventava un simbolo. I pesciolini muti che contestano Salvini e appoggiano Minniti, le sardine, che sono contrarie all’odio e fingono di non vedere gli odiosi interessi che sono dietro i “sì Tav”, che difendono contemporaneamente la Costituzione e chi la vuole distruggere, non sono il simbolo del cambiamento, ma gli alleati della reazione che avanza. Un nuovo esempio della più vecchia politica italiana: vogliono cambiare tutto, per non cambiare niente. E’ forse per questo che mute come sono due parole chiare hanno voluto che Mattia Santori le dicesse e il capo sardina non s’è fatto pregare: Potere al Popolo è il nemico.
Santori sa che, per quanto piccolo, Potere al Popolo risponde a una domanda della storia e va nella direzione del cambiamento. Per questo, mentre dice di non volere l’odio, il caposardina odia Potere al Popolo.

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