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Posts Tagged ‘SAP’

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Non so se è una “bufala”, ma finora non sono giunte smentite e la fonte è solitamente rigorosa. Non credo si tratti di un”delirio”, come ritiene l’ottimo “Contropiano“, che ringrazio per il risalto dato alla notizia. Quelli del SAP probabilmente non lo sanno, ma sono nati come allievi di Guido Leto, primo responsabile tecnico della formazione della polizia repubblicana.
Leto era stato capo dell’OVRA, la polizia politica fascista. Queste sono le radici “culturali” dei “tutori dell’ordine” dalla nascita delle “repubblica antifascista”. Fino a qualche anno fa evitavano di scoprirsi. Si muovevano con questo spirito, ma se ne stavano prudentemente zitti.  Ora, nello stato comatoso in cui versa la democrazia, tirano la testa fuori dal sacco. Bisognerà fargliela rimettere, come si fece dal 1943 al 1945. A cose fatte, però, dovremo evitare di commettere due volte lo stesso errore, perché ora si vede chiaro: quando si tratta di certa gente, fare prigionieri è un lusso che non ci si può permettere.

Post Scriptum:
Il segretario del SAP, smentisce.
“Vicenda Bifolco e falso manifesto SAP a Napoli. Smentiamo categoricamente il nostro coinvolgimento nella vicenda (da attribuirsi ad evidente azione contro di noi del partito dell’Antipolizia) e preannunciamo esposto denuncia in Procura contro autori di questa vergognosa diffamazione a nostro danno!”.

Prendo atto, ma penso che non esista un “partito dell’Antipolizia”. La gente vorrebbe solo poliziotti affidabili e riconoscibili, come da tempo chiede l’Europa.
Quand’è che il SAP chiederà i numeri identificativi?

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cucchi-appello-assolti-675Ognuno ha il diritto di pensarla come meglio crede. Secondo Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, la sentenza della corte d’Appello per il caso Cucchi manda “tutti assolti, come è giusto che sia. In questo Paese”, aggiunge il sindacalista poliziotto, “bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.
Fate conto che l’uomo di questa foto sia un poliziotto, un deputato o il figlio di un senatore poi, se vi riesce, trovate un medico disposto a dichiarare che è caduto e un giudice disposto a credergli.

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