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Posts Tagged ‘Sagredo’

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel Dialogo sopra i due massimi sistemi, Galilei affida alle discussioni di tre personaggi – Sagredo Salviati e Simplicio – il compito di presentare le argomentazioni relative al sistema copernicano e a quello tolemaico. E’ Sagredo e ricordare l’atteggiamento tenuto da un fanatico aristotelico in casa di un noto anatomista veneziano, punto di riferimento per gli studiosi interessati alla materia, che vi si recavano per osservare sezioni di cadaveri. Quando Salviati, incuriosito, gli chiede di raccontare la vicenda, Sagredo non si fa pregare e il suo breve racconto è un’immortale lezione sui rischi legati all’integralismo.
Quel giorno, ricorda Sagredo, il medico anatomista si preoccupò soprattutto di mostrare da dove traessero origine i nervi nel corpo dell’uomo. E poiché era presente un ascoltatore di formazione aristotelica, il dottore ci tenne a sezionare il cadavere seguendo il percorso dei nervi; un percorso che emerse dal bisturi così chiaro, da non lasciare spazio a dubbi: i nervi provenivano dal cervello, si allungavano per la spina dorsale e di lì giungevano al cuore.
L’aristotelico, posto di fronte alla verità dei fatti, tacque per un po’, come riflettendo, poi rispose al dottore con voce ferma che, se Aristotele non avesse sostenuto che i nervi nascono dal cuore, avrebbe certamente creduto nella verità di quanto l’anatomista gli aveva mostrato.
Oggi il nuovo aristotelismo è il neoliberismo. Ha la sua bibbia, le sue verità assolute e indiscutibili e conta su sacerdoti più pericolosi dei folli aristotelici. Ogni giorno, l’anatomista seziona il cadavere di una società decomposta e i dati sono inconfutabili, come quelli mostrati dal medico veneziano ai tempi di Galilei: ne viene fuori con inconfutabile evidenza la feroce teologia del mito neoliberista. A partite dagli anni Settanta, dal trionfo della fede propagandata dai profeti Friedrich August von Hayek, Milton Friedman e José Piñera Echenique, i più nuovi e più convinti aristotelici sono gli uomini di una sedicente sinistra che, abiurato il marxismo, si è convertita alla religione della Scuola di Chigago.
Da decenni il neoliberismo guida la marcia progressiva dell’ineguaglianza sociale; giorno dopo giorno, a partire dagli anni Settanta, l’economia registra sistematicamente due dati che crescono in misura uguale e contraria: la povertà del 99 % della popolazione mondiale e la ricchezza del rimanente 1 %. Invano l’anatomista dimostra che è l’andamento costante della crescita della diseguaglianza, ad arricchire una fascia ristretta della popolazione mentre impoverisce in maniera schiacciante la maggioranza. Questo andamento della vita sociale non nasce da una legge naturale, ma è l’esito terribile del modello “di sviluppo” neoliberista e della finanziarizzazione dell’economia ad esso connessa. I sacerdoti della bibbia liberista vedono che le cose vanno così ma rispondono come l’antico tomista: sarebbe vero, se la religione neoliberista non dicesse che è falso.
Quanto tempo durerà questo inverno della ragione è difficile dire. Nel corso della vicenda storica la crescita della miseria ha sistematicamente chiuso le vie della politica, aprendo la porta a soluzioni rivoluzionarie, che hanno avuto sempre una caratteristica molto pericolosa per i ceti dominanti: quella di apparire irrealizzabile.
La Resistenza dei popoli è invisibile per la cecità dell’ordine costituito, ma se diventa rivoluzione, gira la pagina della storia. Porti o meno giustizia sociale, è la solo, inevitabile risposta alla violenza intollerabile del potere.

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