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Posts Tagged ‘Rivista del Mezzogiorno’

downloadVoi mi perdonerete se talora, nei giorni difficili in cui più forte e doloroso si fa sentire il morso dell’ansia, ormai compagna di vita, io mi rifugio nella fortezza delle mie vecchie carte ingiallite dal tempo e sperimento le vie della scrittura terapeutica.
Devo essere grato all’amico Luigi De Filippis, che mi ha donato i documenti legati alla storia di militanza del suo omonimo e ormai lontano parente, l’avvocato Luigi Fe Filippis, antifascista e perseguitato politico dagli anni difficili dell’avvento del fascismo fino alle Quattro Giornate di Napoli, che visse da combattente nelle vie della città.
Coraggioso direttore responsabile della “Rivista del Mezzogiorno” – che ebbe tra i suoi collaboratori uomini come Giovanni Amendola, Errico De Nicola e Roberto Bracco – l’avv. Luigi De Filippis, fu uomo di notevole spessore culturale e morale. Mentre si approssimavano le “leggi fascistissime” e la stretta repressiva più feroce, sul numero 7-8 del luglio-agosto 1926, pur riportando, come imposto dalla legge, l’ordine di sequestro della rivista “atta nel suo complesso a turbare l’ordine pubblico”, non esitava a reagire al sequestro, ospitando un articolo in memoria di Amendola e un trafiletto prezioso “sul caso interessantissimo e… raro della professoressa Lina Merlin, insegnante nelle scuole elementari di Padova”, riportato dall’Avanti.
Non benedirò l’ansia, ma in qualche modo devo ringraziarla per avermi condotto a questo articolo che occorrerebbe imparare a memoria per ricordarlo bene e insegnare ai nostri figli  e nipoti quale alto valore ha la parola “politica”, oggi così discreditata e quanta nobiltà d’animo ebbero i nostri nonni, dei  quali putroppo rapidamente e superficialmente  abbiamo dimenticato la storia.
Ecco l’articolo:

Lina Merlin

“In data 10 marzo il commissario regio notificava alla compagna professoressa Merlin la delibera di dichiarazione di decadenza dal posto di insegnamento nelle scuole elementari di Padova per essersi rifiutata di prestare il giuramento prescritto dal Regio Decreto 23 ottobre 1925 n. 2115. Delibera approvata e resa esecutiva dal prefetto con ‘visto’ del 3 marzo 1926, e la invitava a lasciare il servizio il giorno successivo a quello della notifica.
La prof. Lina Merlin si è rifiutata di prestare il giuramento richiesto ed ha inviato alla Commissione la seguente lettera:
Io, sottoscritta insegnate nelle scuole elementari di Padova, fui assente dalla cerimonia del giuramento celebrata in Municipio: La ragione è semplice e chiara.
Ho l’onore di appartenere al Partito Socialista Italiano  ed ho la volontà di rimanervi, convinta della nobiltà del mio ideale. Non vedo nessuna ragione che renda incompatibile la professione del mio pensiero e delle mie idee politiche coll’alto valore del ministerio di educatrice; ma io, ponendo in comparazione alcune affermazioni della formula del giuramento  – tra le quali la seguente: «giuro che non appartengo né apparterrò a Partiti la cui attività non si concilii con i doveri del mio ufficio» – con il disposto del R.D. 23 ottobre 1925 n. 2115 relativamente alle sanzioni disciplinari che il prefetto può adottare a carico degli impiegati che svolgono atti incompatibili con le generali direttive politiche del Governo, obbedisco all’imperativo categorico della mia coscienza che mi impedisce di nascondermi nella indeterminata formula del giuramento. Per tutto questo mi pregio di avvertirle che non mi presenterò a giurare.
Con ossequi
Padova 11 marzo
Merlin Angelina  

La coraggiosa maestra fu poi partigiana, rischiò più volte la vita e il 27 aprile del 1945, assieme ai compagni della Brigata Rosselli occupò il Provveditorato agli Studi di Milano, costringendo i fascisti alla resa. Nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente, diede un notevole contributo alla garanzia dei diritti delle donne, garantiti dalla Costituzione. Eletta al Senato nel 1948, condusse una vittoriosa battaglia per l’abolizione della prostituzione legalizzata, che si concluse il 20 febbraio 1958, dopo un lavoro durato dieci anni, con la legge che porta il suo nome.Chiudendo la sua carriera parlamentare in un discorso degno di essere ricordato affermò un principio: che le idee sono importanti, ma alla fine camminano sulle gambe degli uomini e lei, che era stata una vera combattente, era stanca di «fascisti rilegittimati, analfabeti politici e servitorelli dello stalinismo».

Onore all’antifascismo, onore a Luigi De Filippis, onore alle donne, onore eterno a Lina Merlin

 

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