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Posts Tagged ‘rigore’

20131111_57000_juvenapoli_fuorigioco_llorente E’ difficile capire che diavolo stia guardando il segnalinee, così bene appostato. Perché non alza la bandierina? Non vede il fuorigioco? Tutto può essere. Però la domanda è lecita e Salvatore Di Giacomo glielo avrebbe certamente chiesto: “Dimme na cosa. T’allicuorde tu e quacche faccia ca p”o munno e’ vista, mo ca pe’ sempe nun ce vide cchiù?”
Mario Sconcerti, opinionista del Corriere della Sera, parlando di Juve-Napoli, giocata domenica e terminata tre a zero per i padroni di casa, ha diligentemente fatto notare che sul primo gol della Juventus, c’era “Llorente in fuorigioco: 20 cm, è vero, che si possono vedere”. Poiché la partita era cominciata da appena due minuti, ha osservato il giornalista, l’errore dell’arbitro l’ha messa certamente in discesa per la Juve. Gli azzurri, però, in ottantotto minuti non hanno saputo recuperare il gol, quindi, per Sconcerti, “il Napoli esce ridimensionato”. Può darsi, certo, e comunque è un’opinione e come tale va rispettata. Il giornalista, però, evidentemente distratto, ha dimenticato che un rigore grande come una casa è stato negato dall’arbitro a Higuain PicMonkey-Collage-638x425sullo zero a zero. Se ne fosse ricordato, avrebbe certamente osservato che la partita, sempre più in discesa per la Juve, è diventata a quel punto, per il Napoli, una sorta di scalata del Kappa due. Ne avrebbe ricavato così la conclusione, molto meno frettolosa e più aderente ai fatti, che il risultato è stato molto pesantemente condizionato da due errori arbitrali. Bisogna capirlo, però, Sconcerti. Parlare di Juve e arbitri non è mai facile.
La Juve ha vinto meritatamente? Se si ignorano il gol in fuorigioco e il rigore negato, si può dire di sì. Ma dopo un gol regalato a chi vince e uno negato a chi perde è possibile parlare di risultato giusto? A me sembra più un furto che una vittoria meritata. E i mariuoli non mi sono mai piaciuti. Eduardo aveva ragione, ‘O truffatore si t’a sape fa’, tu dice: – “Va bene, m’ha fatto scemo, ma insomma ha truvato nu si­stema”. – E magari uno dice: – “È simpatico”. – L’astuzia e ‘o curaggio ‘e circula’ cu nu camionne cu ‘e documenti falsi… E pure se po’ dicere: – “È n’ommo scetato, tene fegato, ha creato nu muvimento…” – Quanta gente ha mangiato pe’ via ‘e sti camionne ca vanno e vèneno… E po’ ha miso pure a rischio ‘a pelle, pecché ncopp’a na strada pruvinciale se po’ abbusca’ pure na palla ‘e muschetto… ‘A prostituzione? Embe’, brigadie’… E ‘a guerra nun porta ‘a miseria? E ‘a miseria nun porta ‘a famma? E ‘a famma che porta? E ‘o vvedite? Chi pe’ miseria, chi pe’ famma, chi per ignoranza, chi pecché ce aveva creduto overamente… Ma po’ passa, se scorda, fernesce… ‘E gguerre so’ state sempe accussì… Avimme pavato… ‘A guerra se pava cu tutto… Ma ‘o mariuolo, no! È ove’, brigadie’?[…] Nun s’addeventa mariuolo pe’ via d’a guerra. Mo qualunque cosa damme colpa ‘a guerra. Mariuolo se nasce. E nun se po’ dicere ca ‘o mariuolo è napulitano. O pure romano. Milanese. Inglese. Francese. Tedesco. Americano… ‘O mariuolo è mariuolo sulamente. Nun tene mamma, nun tene pato, nun tene famiglia. Nun tene nazionalità. E nun trova posto dint’ ‘o paese nuosto. Tant’è vero ca primma d’ ‘a guerra, ‘e mariuole pe’ fa’ furtuna attraversavano ‘o mare…
I tempi sono evidentemente cambiati. Se non fosse così, l’emigrazione di marca juventina sarebbe da qualche anno in fortissimo incremento.

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Dipinto del pittore Hypnos

Dipinto del pittore Hypnos

E’ vero, i tagli del governo tecnico producono infine i danni che ci fanno greci, ma questo è vietato raccontarlo. Non si deve sapere. Siamo al punto che a Napoli da giorni si gela, ma a scuola non c’è riscaldamento. Fai fatica a dirlo perché lo sai, non ci vuole molto ad avviare l’inaccettabile scaricabarile: “e i genitori non protestano? Magari gli insegnanti sono contenti”! E tu prova a dire che quelli gelano con gli alunni. “E’ il sindaco Masaniello, sono i soliti napoletani“!
Il governo no. Il governo non c’entra.
Ciò che più colpisce è che la brutta faccenda passa sotto silenzio. La stampa, sempre pronta a lottare contro i “bavagli”, da un po’ s’è zittita da sola e il santino Monti, costruito apposta per abbagliarci, continua a brillare. C’è un dire e non dire che fa paura. Si ammette e si sopporta, perché, divisi in due squadre per vent’anni, tutto ciò che ci resta è tornare a tifare. E si sa, al tifoso non importa nulla di come hai giocato. Conta che vinci. Il meccanismo è semplice e collaudato.
E’ vero, si dice, in tredici mesi la disoccupazione è cresciuta e ai giovani s’è negata la speranza. Prima, però… E qui si tace. Altro non serve e ci si capisce: prima, “quando c’era lui, all’estero ci prendevano in giro! Come se oggi ci portassero ad esempio.
E’ verissimo, in pensione si va ormai dopo morti e chi sopravvive alla Fornero farà i conti con la fame. Certo che è vero, per gli assicuratori è stata manna dal cielo. Sì, però prima… E per quel prima che avremmo colpevolmente voluto, ora accettiamo il poi che ipoteca il futuro quanto e più del passato.
D’accordo, sì, con gli esodati l’errore è stato veramente tragico e sarebbe stupido negarlo, qualcuno s’è ammazzato… E’ vero, sì, lavoro non ce n’è e di tutto si sentiva il bisogno, tranne che d’una legge per licenziare… Certo che è vero, s’erano promesse due regole fisse, il rigore e l’equità, poi, strada facendo, il rigore è diventato macelleria sociale, l’equità è sparita, i ricchi hanno scialato e i poveri hanno pagato. Sì, però prima…
Non c’è dubbio, è così: la violenza delle forze dell’ordine ha toccato punte cilene e in piazza non c’è stato un giorno senza manganellate, lacrimogeni e onesti cittadini trattati come malfattori. Ed è vero, sì, in tredici mesi la scuola è stata rasa al suolo e nessuno ha trovato la cosa contraria ai principi della Costituzione. Le scuole dei preti hanno fatto fortuna e quelle statali sono ridotte in miseria. Per un mistero glorioso, Gelmini, travestita da professore universitario, s’è fatta una e trina e ha potuto governare la scuola passando per Profumo, Rossi Doria e la dott.ssa Ugolini. Il Paese, confuso, ha taciuto e non s’è scosso nemmeno quando Napolitano, sorpreso a telefono con un inquisito, ha denunciato i giudici per lesa maestà.
Abbiamo ministri indagati per frode fiscale e sottosegretari rinviati a giudizio per truffa, ma ci siamo detti che però prima… In quanto ai giornali e alle televisioni, c’è mancato solo che il Papa rivendicasse il suo diritto a nominare i santi. Tutto il governo Monti, persino un sospetto ateo come Polillo, è stato levato alla gloria degli altari.
E’ vero, sì, per tredici mesi non s’è parlato di Berlusconi e dei suoi processi, non s’è avuta notizia di escort, scandali e malgoverno. Era un pilastro del paradiso e bisognava tacere. Ci siamo raccontati di un male necessario per una colpa da espiare: con mille euro al mese, vivevamo sopra le righe e lo sapevamo. Napolitano, Bersani, Casini e Fini sono serviti: non s’è votato quando Berlusconi era davvero finito e si sarebbe potuto ripulire il Paese e questo è il risultato. Si è mentito e si continua a mentire: Berlusconi era d’un tratto diventato uno “statista”, tutto prudenza, saggezza e senso di responsabilità e i tecnici, che hanno saputo solo scodinzolare ai mercati, son diventati d’un tratto comunisti, decisi a far pagare la crisi a chi l’ha prodotta: un ceffone mai visto è pronto per gli evasori, si farà guerra a mafia e corruzione e via di corsa con la patrimoniale. I fatti, però, parlano chiaro: uniti e concordi, Berlusconi e Monti hanno consentito le spese più inutili e vergognose, ci hanno addossato i miliardi per lo sporco affare Tav, per gli F-35 e per le banche degli usurai.
Per tredici mesi è stato il trionfo del buongoverno. Ora che il Paese affonda e il dubbio si fa strada nelle menti ottenebrate, ora che un accenno di polo delle sinistre si va costituendo, ecco il colpo di teatro: c’è il diavolo che torna. E fa paura. Come un gregge impaurito dal lupo che minaccia, ci gettiamo imploranti davanti all’altare dei nuovi santi. Va bene tutto e ci facciano a pezzi governi di brava gente e di incorrotti professori. Sulla stampa torna il baccanale: Ruby è sparita ma ricompare, i fari si accendono sui tribunali, non c’è scandalo su cui non si torni. Avremo tre mesi di fuoco incrociato: da un lato l’inferno, che però sosteneva il paradiso, dall’altro l’incontaminata purezza tecnica affiancata da tutto il nuovo della politica: Casini, Bersani, Vendola e Napolitano. Accadrà di tutto e sembreremo persino liberi: voteremo. Poi ci risveglieremo. La prima immagine che vedremo sarà di una chiarezza veramente olimpica: Monti, beato e santo, nella gloria degli angeli Fornero, Profumo, Catricalà e Polillo e un governo di “larghe intese“. Forse allora qualcuno si ricorderà che San Polillo, quando era solo beato, di mestiere faceva il consulente economico del gruppo parlamentare del Popolo della Libertà…

Uscito sul “Manifesto” il 15 dicembre del 2012

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