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Posts Tagged ‘Questura’

Cara amica,
il tuo messaggio affettuoso suona per me come un meritato rimprovero. Mi faccio sentire poco e lo so. downloadAnch’io ti penso spesso, però, e spero che le cose non ti vadano troppo male. Non dico bene, perché di questi tempi non è assolutamente possibile; tutto quanto si può fare è difendersi, provando a farsi scivolare addosso il disastro che travolge il Paese. Io mi chiudo a riccio, mi isolo, scribacchio, rifletto e ricomincio a lavorare per i miei due libri il che significa che, di fatto, non ne sto scrivendo nessuno e questo non mi piace. Per le Quattro Giornate potrei certamente considerare chiusa la ricerca e so anche che ne verrebbe fuori un ottimo lavoro. Il fatto è, che il mondo attorno a me somiglia sempre più a un deserto ingombro di macerie e spazzatura e la mia attenzione a volte è assorbita da una riflessione rabbiosa sul come uscire da questo pantano, spesso è presa da una sensazione di doloroso stupore. Non avrei mai immaginato di dover vivere gli ultimi anni della mia vita in un tempo così oscuro e feroce.
Quando la solitudine mi pesa troppo, evado, cerco i compagni, ma puntualmente ne esco avvilito e, se possibile, più inquieto: ognuno coltiva il suo orticello e nessuno sente il bisogno di unire gli sforzi per saldare le lotte. Ieri, a Piazza del Plebiscito, c’era una manifestazione per la sorte tragica della scuola, ma eravamo pochissimi. In città c’era un riunione di antimilitaristi che vogliono far guerra alla guerra (per carità, chi gli dà torto?), c’era la solita congrega di quelli che saprebbero risolvere i problemi della Grecia meglio di Tsipras – e magari hanno pure ragione – c’erano gli occupanti dei vari centri sociali, ognuno attivo nella propria fortezza – chi lotta per l’acqua, chi per la Palestina, chi per Bagnoli e mille altri ancora – ma la scuola moriva sola, ammazzata senza trovare un aiuto nemmeno a volerlo pagare. E’ come se un Gap alla rovescia si muova indisturbato nel Paese. No, noi non conosciamo l’indifferenza che Gramsci odiava, però ci appassioniamo a un problema per volta…
Non avendo con chi prendermela, ho attaccato briga con alcuni agenti della Digos e solo per miracolo non ho finito la serata in Questura. Data l’età, sarebbe stata la prova provata che sono un deficiente; devo dire, però, che alla fine un round l’ho vinto: almeno due agenti della polizia politica sono tornati a casa con qualche dubbio sulla legalità che credono di difendere, mentre uccidono la giustizia sociale  e con la coscienza un po’ meno serena. Certo, quando gli ho detto che la gente li odia, ho temuto il peggio, ma forse lo sanno e non gliene importa. Sta di fatto che non hanno replicato nemmeno quando gli ho detto chiaro che e si sono messi dalla parte sbagliata, perché invece di difendere saltimbanchi pericolosi come Renzi, dovrebbero dare la caccia a chi ha rubato il futuro ai loro figli. Mi ha confortato molto, alla fine, una frase sibilata in un soffio, da uno dei quattro: “prof. ma perché siete così pochi?”.
L’ha capito pure la Digos che dovremmo stare tutti in piazza attorno alla scuola, non lo capiscono i compagni, che magari fanno anche a botte coi celerini, ma solo quando la cosa gli pare veramente molto rivoluzionaria…
Basta, che mi arrabbio troppo.
Mia moglie per fortuna è tornata a una vita normale e la schiena va molto meglio. Il cane fa i conti con il tumore e con gli effetti delle cure, ma in realtà non se ne rende conto, vive una vita tutto sommato felice e riesce a dare ancora molto al suo vecchio padrone, senza chiedere altro che un po’ di affetto. Con la nostra genetica arroganza, noi pensiamo, sprezzanti, che una vita amara sia una vita da cani, ma i cani ci sono di gran lunga superiori per lealtà e onestà nei comportamenti. I cani fanno una vita migliore della nostra. La mia Alice non ha consapevolezza del tempo che passa, della vecchiaia e della morte che giunge. Finché sarà in questa condizione, non ci saranno ragioni per aiutarla ad andarsene.
Mi spiace per ciò che mi dici sulle tue linee telefoniche. Proviamo a crederci: nella barbarie che ormai ci assedia, qualcuno dei gestori a cui ti sei affidata troverà modo di riattivare il servizio. Magari ci riuscirà da un call center hawayano un libico sfruttato che lavora per telecom…
Mi dici che hanno preso un “terrorista”. Ti dico di non sperare che sia uno di quelli veri… i ministri sono tutti a piede libero e organizzano indisturbati nuovi massacri libici.
E’ tardi e sono stanco. Prometto: la prossima volta manterrò la promessa e ti dirò cos’erano e che facevano i Gap. Intanto, animo, amica mia. Passerà anche questo e prima, però, passeremo noi. Forse non è un male.
Un abbraccio e la promessa di farmi vivo.
A presto.

Agoravox, 22 maggio 2015

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CaricheUn giorno qualcuno chiederà:

ma tu dov’eri quando si sfrattavano famiglie, gli operai difendevano il posto di lavoro. Gli sbirri erano coi potenti?

Che risponderemo?

La questura, scrivono da Roma in questo momento i giovani che lottano, “avrà molto da inventarsi quel che vuole – ha a disposzione il codice Rocco del fascista – per giustificare l’arresto 14 ragazzi, che ieri, assieme ad altre 70 mila persone, manifestavano determinati per Roma. L’obbiettivo era far sparire l’immensa manifestazione e che giornli come il “Corriere della sera” e “rRpubblica” potessero titolare con le solite stronzate dei black bloc, dei pericolosi antagonisti. Gli brucia che ieri sono stati assediati e non hanno potuto far nulla contro un mare di persone, se non provare a criminalizzare e caricare il corteo inventandosi degli arresti assurdi. Ma non ci riusciranno. E’ talmente evidente la pochezza di quello che dicono che a testa alta la piazza di Porta Pia e tutti i movimenti domani ancora più determinati andranno a riprendersi i ragazzi arrestati e rilanceranno più forte il movimento!
Liber* tutt*! Sara e Celeste libere! LIBERE SUBITO LE NOSTRE COMPAGNE! SI PARTE E SI TORNA INSIEME……….. E POI SI RIPARTE!!!

I nostri ragazzi lottano.
Svegliamoci, per la miseria, Stiamo con loro!

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