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Posts Tagged ‘Questori’

sgomberoTutti quelli che trascinano per strada donne, vecchi e bambini hanno una casa. Talora in fitto, quasi sempre in proprietà. Nessuno si presenta la notte “legalmente” alla loro porta per mandarli via.
Salvini ha una casa e tutti i suoi parenti prossimi hanno un’abitazione. Una casa hanno i prefetti, i questori, i poliziotti, i finanzieri, i carabinieri e naturalmente tutti i proprietari di case.
I rappresentanti delle Istituzioni dello Stato, che hanno tutti una casa in proprietà o in fitto, difendono legge in pugno i proprietari di case – e quindi quasi sempre se stessi – gettando sul lastrico quelli che una casa non ce l’hanno né in proprietà, né in fitto. E poiché questi ultimi, che vivono in strada, braccati dai padroni, dal Governo, dalle forze dell’ordine, incontrano un forte limite alla realizzazione piena dello sviluppo della loro persona umana e alla reale partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, c’è poco da discutere: nella realtà quotidiana, la sovranità appartiene pienamente solo a quella parte di popolo che può vivere in una casa. Per esser chiara: sovranità fa rima con proprietà.

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Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito a colpi di pistola da uno squadrista, mentre si recava allo stadio per assistere a Roma alla finale di Coppa Italia lo scorso 3 maggio, si è spento al Policlinico Gemelli nel reparto di terapia intensiva. Una crisi improvvisa, le condizioni generali d’un tratto ritornate gravi, un disperato tentativo di intervenire ancora una volta sul povero polmone perforato dal proiettile fascista e la morte ha preso infine il sopravvento.
Mentre va in scena l’insopportabile finzione dell’Italia «in lutto», ecco che inarrestabile ci piomba addosso la valanga delle domande inutili e retoriche. E’ un coro stonato che ha il sapore amaro di una ignobile farsa: com’è potuto accadere? Com’è che la polizia non ha fermato in tempo un neonazista di cui conosceva benissimo i precedenti? Com’è che dopo quasi due mesi nessuno ha ancora «saputo» chiarire le dinamiche degli «scontri» e tirare fuori i nomi dei camerati che hanno agito indisturbati col fascista De Santis? Com’è che non s’è mai aperto un dibattito onesto sugli ambigui comportamenti della Prefettura e della Questura di Roma?
La verità è che ormai non c’è più nulla da chiedersi o da capire. Abbiamo visto un oscuro tecnocrate consultato da Napolitano per un incarico da Presidente del Consiglio, mentre era legittimamente in carica un governo che godeva della fiducia delle Camere; abbiamo avuto uno dietro l’altro tre governi di molto dubbia legittimità costituzionale e dal 2008 votiamo con una legge elettorale ufficialmente illegale: un imbroglio costruito ad arte per pugnalare alla schiena il «popolo sovrano». Al momento, con un’arroganza pari solo all’ignoranza e all’inettitudine, una banda di parlamentari nominati e non eletti, abusivi, più che deputati, sta cambiando la Costituzione per la quale sono solo degli abusivi. Che c’è da capire?
Ciro Esposito è morto per mano fascista – lo sanno tutti, ma i media hanno memoria corta – nessuno però mette catenacci ai covi fascisti da cui partono puntualmente gli assassini. Renzi ricorderà bene Gianluca Casseri, la fiorentina Piazza Dalamzia e la Smith & Wesson che seminò la morte nella sua città, ma che fa? Coglie al volo l’occasione e in nome di una violenza che a quanto pare nessuno ha cercato veramente d’impedire, dà carta bianca all’ineffabile Alfano e mette così in moto una nuova serie di leggi repressive. Sembrerà un paradosso, ma non lo è: si tratta di una serie di provvedimenti che non hanno nel mirino i neofascisti e non si applicano nemmeno ai soli ultras. Il nuovo «pacchetto sicurezza», ha questo di osceno: riguarda ogni tipo di manifestante e non solo allunga il DASPO a 8 anni, ma estende il provvedimento a tutti i cosiddetti reati di ordine pubblico – No Tav, popolazioni ribelli della «terra dei fuochi», Comitati no Mous e compagnia cantante sono avvertiti – e prevede aggravamenti delle pene n caso di un non meglio definiti ruolo di “organizzatore di gruppi di facinorosi”. Non bastasse, secondo la logica ormai resuscitata della lotta al “terrorismo”, ai «ribelli daspati» si offre la «riabilitazione», in cambio del «pentimento». Ciò che interessa al Governo, evidentemente, non sono quindi la verità e la giustizia, né un provvedimento ad hoc per i neofascisti. Nei programmi delle premiata ditta Renzi&Alfano i neofascisti devono essere liberi di fare quel che vogliono, mentre leggi liberticide cancellano con la forza, se possibile anche in via preventiva, ogni forma di conflitto sociale nel nostro Paese. Come negli anni Venti, gli squadristi agiranno liberamente e questori e prefetti saranno pronti a coprirli, e decideranno chi colpire e chi ignorare.
Non è difficile immaginarlo: mentre politicanti e pennivendoli si accingono a scatenare la solita campagna sulla «sicurezza», non c’è nessuno che trovi l’animo per dirlo:: purtroppo non è morto solo un giovane indifeso e sventurato. Da anni qui da noi muore nell’indifferenza generale, la democrazia conquistata col sangue dai nostri nonni.

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