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Posts Tagged ‘Prima gli italiani’

D-04c6bWsAAXkbI.jpg-largeDubito che abbia letto i numeri e non so se sia fermo alla fase dell’alfabetiere che gli consente di leggere, scrivere e far di conto, o sia in grado di comprendere un testo, produrre pensiero autonomo e manifestare coscienza critica. Sbaglierò, ma a me pare che quando si tratta di concetti articolati, valutazione di dati e interventi nel senso che essi indicano, si debba poggiare alla stampella di un curatore d’immagine e di chi lo sostituisca nell’ombra. Mi direte che l’algoritmo del successo punta al consenso, ma l’uomo di intelligenza media non si affida mai totalmente alla logica cibernetica.
Sia come sia, mentre Salvini gioca a guardia e ladri, l’undicesimo comandamento, «prima gli italiani», benché sostenuto dai grani del rosario e dall’Ave Maria, rischia il ridicolo e si fa autolesionismo, di fronte ai dati Istat, che non sono trappole di toghe rosse o congiure di capitane coraggiose. «Prima gli italiani» se ce ne resta qualcuno, visto che le nascite crollano, la popolazione residente in Italia cala vertiginosamente e c’è un’emigrazione tutta italiana che assume i connotati del si salvi chi può.
Salvini non se n’è accorto, l’algoritmo si occupa dei negri brutti e cattivi, ma mentre lui impegna tutte le nostre forze e risorse nella caccia al migrante, sono anni ormai che la popolazione residente nell’ex Belpaese diminuisce a velocità da TAV e per trovare un declino demografico di pari portata occorre giungere al fatale 1929: novant’anni fa. Il calo delle nascite tocca il 4 % e a conti fatti alla fine del 2018 si sono registrate solo 439.747 nascite. Non andava così dai tempi di Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano. In altri termini, dall’Unità di quell’Italia che il duce del cambiamento ha disprezzato, finché la necessità di voti meridionali non l’ha condotto a un sospetto furore nazionalista.
Può darsi che la cibernetica prescriva l’utilizzazione di Carola e delle Ong come strumento di distrazione di massa, ma l’Istat ci riporta coi piedi per terra: al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone e l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani, in crescita costante, sfiora il 2 %. Di fronte a questi dati anche un anonimo travet della politica capirebbe che occorre smetterla di giocare. Senza occuparsene seriamente, perderemo ogni giorno nuova linfa vitale.
Altro che «prima gli italiani!». L’Italia si spopola e dove manca popolazione, manca la cura del territorio e l’ambiente va incontro al degrado, con tutto quello che si paga in termini di disastri. Meno bambini vuol dire scuole con meno classi e docenti disoccupati; meno giovani lavoratori e vecchi in aumento significa sfascio del sistema pensionistico. In quanto all’agricoltura, che produce cibo per tutti, senza stranieri più o meno schiavizzati, da tempo non potremmo occuparci del bestiame, della semina e del raccolto. Sono gli immigrati sfruttati a consentirci di tirare avanti. Gli immigrati che si vorrebbero morti in mare.
Per carità, posso sbagliare, ma mi pare che l’algoritmo di Salvini faccia rima con cretini.

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