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Posts Tagged ‘Potere al popolo’

Marco_Minniti_5-650x650Perché tutti fingano di non vederlo non è facile capire, ma c’è un dato di fatto di cui bisogna prendere assolutamente coscienza: le definizioni classiche che un tempo univano e dividevano le forze politiche non bastano più a spiegarne le differenze o a coglierne i tratti comuni. Ci si può dichiarare di Sinistra, come fa il PD, e di Destra come fa la Lega, non si può cancellare l’elemento comune che unisce i due schieramenti: la convinta adesione di entrambi ai principi neoliberisti. Esaminate in base a questi caratteri, le forze in campo appaiono divise da un confine invalicabile: da un lato le forze neoliberiste, dall’altro Potere al Popolo, l’unica forza coerentemente ostile alle dottrine capitaliste.
La conseguenza più evidente di questa collocazione politica è chiara: i programmi per la scuola e l’università, le scelte per la salute dei cittadini, la maniera di realizzare i diritti, il sistema fiscale, la concezione del lavoro, l’idea della legalità, che derivano per il PD e per la Lega dal primato del mercato e delle sue leggi, sono profondamente diverse per Potere al Popolo. Da una parte le leggi del mercato, con le immancabili privatizzazioni, la precarietà, la mano libera nei licenziamenti, la compressione dei salari, la pensione concepita secondo i criteri della Fornero e un’idea della legalità che non tiene conto della giustizia sociale, dall’altro la netta prevalenza del pubblico sul privato e il rifiuto del predominio del mercato e delle sue barbare leggi.
Non a caso, del resto, le pugnalate alla Costituzione costituite dal fiscal compact e dal pareggio di bilancio, sono state inferte con voto unanime dei neoliberisti di ogni colore, al di là della inutile collocazione a destra o a sinistra, così come comune è stata ed è la politica sull’immigrazione, che ha toccato le punte della barbarie sia con Minniti (l’Onu parlò di “politica disumana”) che con il barbaro Salvini. Né va dimenticato, che al grottesco parafascismo leghista, ha risposto l’inaudita scelta del PD, che ha consentito ai fascisti del Terzo millennio di partecipare alle elezioni politiche.
Come se tutto questo non fosse sotto gli occhi di tutti e non spiegasse lo sfascio della Repubblica, i neoliberisti fanno entrambi leva sulla paura: il fascismo incombente su cui batte il PD, l’invasione degli immigrati, su cui insiste la Lega. Eppure tutto quello che si poteva fare per scardinare la democrazia è stato già fatto e in quanto ai disperati che varcano il confine, i giovani italiani superano di gran lunga i loro colleghi stranieri.
In nome di queste patetiche menzogne, per il voto in Emilia si sarebbe preteso un matrimonio innaturale tra Potere al Popolo e il Partito del parafascista e neoliberista Minniti. Un’alleanza paradossalmente invocata per fermare l’avanzata di un altro neoliberista, Salvini, che si diverte a fare la caricatura del duce, come se nello scontro elettorale i due contendenti non condividessero le ricette neoliberiste e le pretese dell’autonomia differenziata.
Poiché il tempo è ormai scaduto e l’esito del voto in Emilia prepara la sua inappellabile sentenza, è facile prevederlo: qualora tra i due neoliberisti PD dovesse uscire battuto di misura da Salvini, i sedicenti democratici accuserebbero della sconfitta Potere al Popolo, che ha scelto l’unica via possibile, andando per la sua strada e provando a costruire un altro Paese. Meno corrotto, meno ingiusto e più felice.

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E’ cominciata così:

Nuova Resistenza _o

I Maggio 1973

e non è mai cambiata.
Con gli operai e gli studenti:

Con gli operai

contro i neofascisti, la guerra, il razzismo, la repressione e lo sfruttamento:

contro i neofascisti

per l’ambiente, gli immigrati, la Palestina, la scuola e l’università,

per l'ambiente

tra lezioni in piazza e cariche della polizia

Lezioni in piazza (2)

fino a oggi, senza rimpianti e con il cuore ancora pieno di speranza

fotoprofilo

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fotoprofiloUn piccolo video della presentazione della mia candidatura all’assemblea che abbiamo tenuto alla Domus Ars 4 giorni fa con Potere al Popolo…
Centinaia di ragazze e ragazzi, tante compagne e compagni di una vita, tante persone che non si rassegnano e ogni giorno si mettono al servizio del prossimo…
In questi anni non ci hanno diviso solo fra bianchi e neri, Nord e Sud, ma anche per età. I giovani da una parte, i vecchi dall’altra, a guardarsi in cagnesco.
giovani reputati superficiali e disinteressati, gli anziani come me accusati di essersi mangiati tutto. Ma questi giovani si impegnano tutti i giorni, e ci sono 60enni e 70enni che hanno lottano per decenni. Loro guadagnano meno di mille euro per lavori precari, noi prendiamo pensioni da fame.
Siamo dalla stessa parte!
Ecco, quello che mi piace della nostra comunità è che rimettiamo insieme giovani e vecchi, con noi che passiamo il meglio della nostra esperienza, che a qualcosa pure serve, e loro che ci passano il loro entusiasmo e la loro carica.
Io non so come andrà a finire quest’avventura ma so che senza questo lavoro di tessitura l’Italia è destinata a morire!
Vorrei che anche a questo servisse la mia candidatura.
Grazie per aver creduto in me, grazie per il vostro impegno quotidiano. Spero di riuscire a rappresentarvi al meglio e di dare voce a quelli a cui la voce viene sempre tolta in nome di un potere cinico!
#elezionisuppletive #tuttanatastoria

https://www.facebook.com/giuseppearagno/videos/3109497419079770/

 

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26757853_1886597478036443_3139990535953268339_oPochi lo sanno, ma il 23 febbraio a Napoli si vota per sostituire un senatore deceduto. Tra chi è a conoscenza della cosa, i più non andranno a votare. La ragione c’è e non è banale: mai come in questi ultimi anni, purtroppo i politici e la politica sono stati così lontani dalla gente, che non è facile trovare risposta alla domanda che un elettore si pone: anche a voler superare l’amarezza e la nausea, a chi dovrebbe affidare le scelte che riguardano il suo futuro? Da un po’ i partiti, sempre più squalificati, si nascondono dietro un «bel nome» della cosiddetta società civile e chiamano al voto in nome della sua storia più o meno presentabile. Chi in passato ha abboccato all’amo, ha poi scoperto di essersi fatto abbindolare, perché il «bel nome», entrato in Parlamento, ha appoggiato le scelte scellerate di chi lo ha candidato. Ed è naturale: se ti candida il PD, è evidente che tu sei vicino al partito.
Del Siani, fratello del giornalista ucciso dalla camorra e voluto dal PD in Parlamento, per fare un esempio, si sono perse le tracce e non risulta che abbia mai contrastato le scelte dei suoi sponsor. Questo per non parlare di Pietro Barlolo, medico di Lampedusa sostenitore dell’accoglienza di immigrati e richiedenti asilo, che, eletto col PD al Parlamento Europeo, ha votato esattamente come il PD, approvando anche la delibera sull’equiparazione del comunismo col nazifascismo.
Per le elezioni suppletive del Collegio n. 7 di Napoli, oggi va in scena il «Siani due», che ha per protagonista stavolta Sandro Ruotolo, il «bel nome» candidato dal PD di Zingaretti e De Luca, distributore di fritture di pesce e distruttore di tutto quanto si poteva distruggere in Campania. A questi impresentabili sponsor, si è unito purtroppo il sindaco di Napoli, ex nemico giurato del PD. A mettere assieme diavolo e acqua santa ha pensato lo sbandierato «pericolo fascista», che incredibile a dirsi, dovrebbero contrastare gli improbabili «antifascisti alla Minniti», l’uomo che ha stracciato la Costituzione, consentendo a «Casapound» e ai suoi fascisti del 3° millennio di partecipare alle elezioni politiche del 2018. Per intenderci, il boia degli immigrati consegnati ai carnefici libici, che ha firmato un decreto sul decoro urbano fotocopia di un decreto fascista del 1934.
A dar retta alla stampa, quindi, l’elettore non ha scampo: è costretto a scegliere tra il candidato delle due destre: quello della destra targata PD o l’uomo proposto dal solito trio Berlusconi-Meloni- Salvini.
Una finta alternativa offrono i 5Stelle, che però negli ultimi due anni sono stati alleati di governo delle due destre, prima con Salvini, poi con Zingaretti. C’è, tenuta nell’ombra dalla stampa, una candidatura «anomala»: antiliberlista, nemica delle due destre e della reazionaria meteora grillina, presentata da una formazione politica giovane e non compromessa col sistema. Potere al Popolo candida infatti lo storico dell’antifascismo popolare, Giuseppe Aragno, che ha lottato per tutta la vita per la povera gente. Non un «bel nome», ma un uomo che riporterà in Parlamento temi e valori della sinistra: solidarietà, lavoro, diritti calpestati, a partire da quelli allo studio e alla salute – una legalità che non faccia a pugni con la giustizia sociale, un sistema fiscale diretto, calibrato sul reddito, la forte riduzione, se non l’abolizione, delle spese militari, una politica di pace, la questione femminile, quella meridionale, la fine delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Una candidatura che riporterà nei luoghi delle istituzioni la sofferenza e il dolore dei deboli e degli emarginati.
Per impedire che trionfino ancora il neoliberismo, il trasformismo dei politicanti che si nascondono dietro il «bel nome» per ingannare gli elettori, non serve disertare le urne o scegliere il male minore.  Occorre il coraggio di votare contro gli uomini del sistema e le loro foglie di fico, votare cioè Giuseppe Aragno, che forse non conoscete, ma che, se volete, potrete incontrare all’ex OPG, a Materdei, venerdì 24 alle 17, per costruire un calendario di incontri e la campagna elettorale con associazioni e reti di cittadini.

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82621254_839604996536284_3307472680206204928_nTI SEI RICORDATO/A?
Oggi fino alle 22:30 e domani dalle 11 alle 22:30 puoi venire all’Ex OPG per firmare per far presentare Potere al Popolo alle elezioni suppletive del 23 febbraio!

Basta la carta d’identità! E poi la raccolta firme è un bel momento per confrontarsi, per dire la tua, per conoscersi!

Anche se non ci voti dovresti venire a sostenerci, perché permettere alle forze che non sono già dentro il Sistema di presentarsi è una questione di democrazia!

E poi abbiamo un bellissimo candidato come Giuseppe Aragno che tutti amano perché è serio, capace, e rappresenta la storia delle lotte e della cultura in questa città.

Per firmare devi avere 25 anni ed essere di questi quartieri:

Arenella, Barra, Miano, Piscinola, Poggioreale, Ponticelli, San Carlo all’Arena, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Scampia, Secondigliano, Vicaria, Vomero e Zona Industriale…

Porta anche amici e parenti, ti aspettiamo!

E poi ci vediamo questo sabato mattina alla Domus Ars a Santa Chiara, verso le regionali di Maggio: Campania 2020: Tutta n’ata Storia – Assemblea Pubblica

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downloadIncarcerando Nicoletta Dosio, come comanda il codice firmato dal fascista Rocco, la magistratura torinese sogna di mettere in gabbia un esempio e impedire a un un’idea di circolare. Tutti sanno invece, tranne il potere geneticamente ottuso, che non c’è galera capace di cancellare un esempio e fermare un’idea di libertà.
Mentre questa consapevolezza aiuterà Nicoletta a sopportare con forza e dignità l’eventuale carcerazione, diverrà sempre più chiaro che giudici, gabbie e provvedimenti restrittivi possono ottenere solo un inevitabile risultato: moltiplicare il suo esempio e rendere più che mai forte e inarrestabile la sua idea di libertà.

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Berta___Casetta_del_Popolo_1-1«Potere al Popolo» sa bene che negli anni del fascismo storico, quando si assaltava una «Casa del Popolo», i fascisti manganellavano e i carabinieri, che assistevano imperturbabili alle violenze squadriste, si lanciavano sui lavoratori inermi pronti a perquisirli.
E’ vero, talora qualche milite dell’Arma difese un lavoratore aggredito, ma ebbe la sorte segnata: «era immediatamente traslocato il giorno dopo d’ordine dei fasci», riferiscono oggi gli Atti Parlamentari.
Partiti e giornali «moderati», come sostenne a viso aperto Giacomo Matteotti, finché i fascisti non l’ammazzarono, assistevano allo scempio senza parlare. In quegli anni però, quale che ne fosse la tendenza, gli uomini e la stampa della sinistra reagivano assieme e nessuno vi fu che, colpito, poté mai lamentarsi per la mancanza di solidarietà.
Oggi le «Case del Popolo» sono assalite direttamente dal Ministro dell’Interno o dai governi degli enti locali guidati dal PD, complici i 5 Stelle. I carabinieri eseguono gli ordini che ricevono e ciò che procura il vomito è il silenzio dei traditori vestiti di rosso. Né LEU, entrato senza esitare nel Governo che scioglie le «Case del Popolo», né Rifondazione, che briga per entrarci, si lasciano sfuggire una parola di solidarietà e condanna.
Zingaretti non tema: nessuno ha mai creduto che la scissione di Renzi avrebbe trasformato il PD nel partito di «Bella Ciao». Tutto quanto c’è di sinistra oggi nel nostro Paese fa capo a «Potere al Popolo», a cominciare dalle «Case del Popolo disciolte», per timore che il movimento continui a crescere : quella di Catania, di Padova e di Palermo. Bisogna riconoscerlo e denunciare il crimine: oggi Matteotti non avrebbe di fronte i neri, ma le marionette rosse del neoliberismo.

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