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6 Maggio – Regolamento della Commissione di Garanzia di Potere al Popolo!

Comunicato
La Commissione di Garanzia ha approvato all’unanimità il suo Regolamento. Lo mette a disposizione delle compagne e dei compagni di Potere al Popolo, ricordando che l’indirizzo da utilizzare per contattarla è il seguente:
commissionegaranzia@poterealpopoli.org.

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA DI POTERE AL  POPOLO!

Art. 1: Costituzione della Commissione

1.1 Composizione
La Commissione di Garanzia di Potere al Popolo! è composta da undici membri eletti dall’Assemblea Nazionale tra coloro che hanno riportato il maggior numero di voti su due liste divise per genere. I membri rimarranno in carica 2 anni.
1.2 Operatività, revoche e sostituzioni
I membri della Commissione di Garanzia possono essere revocati dall’Assemblea Nazionale, dopo ampio dibattito e votazione a maggioranza (50%+1 dei votanti).
In caso di dimissioni di un membro effettivo o di impedimento a svolgere le funzioni della carica o qualora un componente della Commissione faccia registrare tre (3) assenze ripetute e ingiustificate o reiterate inadempienze che pregiudichino il corretto l’esercizio della sua funzione statutaria, la Commissione interviene con richiamo formale alla necessità di compiere il proprio dovere in un termine dato. Di fronte al superamento di tale termine, o al ripetersi delle omissioni, la Commissione può deliberare la decadenza del suo componente inadempiente.
Per la sostituzione di membri decaduti si provvede mediate una nuova votazione, com’è previsto per i membri del Coordinamento. Qualora più membri della Commissione fossero dimissionari o decaduti, la Commissione resterà pienamente operativa e titolare dei compiti ad essa assegnati con un minimo di sette membri.

Art. 2:  Modalità di Funzionamento

 2.1 Convocazione
Il Presidente convoca la Commissione di Garanzia in seduta plenaria con almeno cinque giorni di anticipo.
La convocazione avviene mediante strumenti di comunicazione certi e concordati con la Commissione.
La Commissione può decidere anche di riunirsi periodicamente in una data concordata e prefissata. Per le riunioni è prevista anche la modalità in streaming.
2.2 Delibere
La Commissione è regolarmente costituita con la presenza di almeno sette membri. Essa delibera a maggioranza dei voti disponibili consentendo che si partecipi al voto in remoto.
Se per motivi eccezionali e urgenti il presidente non potesse partecipare alla riunione si eleggerà un membro della commissione che ne farà le veci.
In caso di parità tra voti favorevoli e voti sfavorevoli, prevale il voto del Presidente.
2.3 Designazioni interne
La Commissione di Garanzia nella sua prima seduta elegge un/una Presidente e un/una Segretario/a, scelti tra i suoi membri ed eletti con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Art. 3 – Competenze

3.1 Compiti di vigilanza e sanzione
La Commissione di Garanzia è l’organo incaricato di vigilare per il rispetto dei diritti delle persone iscritte all’Associazione e per il rispetto dei principi fondamentali e le norme di funzionamento dell’organizzazione.
Essa interviene per sanzionare il comportamento degli associati e li esclude per motivi di manifesta indegnità o di incompatibilità con il senso del progetto.
La Commissione di Garanzia vigila sulla concordanza dell’azione di membri ed organi dell’Associazione con lo Statuto, i regolamenti e gli accordi previamente stabiliti.
3.2 Presidenza e segreteria
Al Presidente tocca convocare e presiedere la Commissione, coordinarne il lavoro, curare il rapporto con il Coordinamento Nazionale.
Al Segretario spetta la redazione dei verbali delle sedute, la raccolta della documentazione e la custodia degli atti prodotti dalla Commissione.
3.3 Partecipazione agli Organi Statutari
Il Presidente della Commissione di Garanzia o, in sua assenza, un altro membro dalla Commissione incaricato, partecipa di diritto ai lavori del Coordinamento Nazionale, durante i quali può prendere la parola, ma non ha diritto di voto.
I membri della Commissione di Garanzia, possono essere presenti ai lavori del Coordinamento Nazionale in qualità di osservatori
3.4       Regolamento della Commissione
La Commissione definisce e delibera il presente Regolamento che, una volta approvato, potrà essere modificato con la maggioranza dei due terzi dei Componenti.

Art. 4 – Attività

4.1 Attivazione della Commissione
La Commissione di Garanzia ha l’obbligo di procedere, su segnalazione di singoli iscritti, di organismi del Movimento o di propria iniziativa, all’esame dei casi per i quali viene richiesto un parere secondo quanto previsto dallo Statuto Pap e dall’art. 3.1 del presente regolamento.
Il singolo iscritto può sempre adire la Commissione quando ritenga violato, compresso o mortificato un proprio diritto. Qualora invece si intenda agire contro altri perché si pensa che stiano violando lo Statuto o assumendo comportamenti scorretti, illeciti o incompatibili con le nostre regole associative occorre che il ricorso sia sostenuto da un numero minimo di tre (3) associati.
Le richieste di attivazione devono essere sempre circostanziate e verificabili.
La commissione di Garanzia può decidere di non accettare una segnalazione ove si sia già deciso su una segnalazione analoga.
4.2 Attività istruttorie
Espletata ogni necessaria attività istruttoria e sentite le parti, la Commissione ha facoltà di archiviare il caso o di avviare un procedimento disciplinare; se accoglie l’istanza può disporre atti istruttori, accedere alla documentazione associativa, acquisire pareri, ascoltare testimonianze.
La Commissione di Garanzia può articolarsi in sottocommissioni per espletare azioni specifiche o istruttorie che andranno relazionate alla Commissione in seduta plenaria.
4.3 Criteri di presa in esame delle segnalazioni
Il Presidente programma l’esame dei casi seguendo il criterio cronologico, dettato dalla data di segnalazione o di rilevazione del caso.
Qualora la metà più uno dei componenti della Commissione di Garanzia ritenga che i fatti segnalati o autonomamente rilevati siano così rilevanti che un ritardo nelle decisioni possa procurare danni gravi all’immagine del Movimento o rendere irrimediabile il danno, la Commissione può decidere per motivi di urgenza di dare la precedenza al caso, decidere misure cautelari e avviare immediatamente il procedimento disciplinare.
In via eccezionale, qualora sia impossibile riunire tempestivamente la Commissione, il Presidente è obbligato ad informare (via email o PEC) tutti i membri della commissione che quanto prima e comunque entro 48 ore sono tenuti ad esprimersi con gli stessi mezzi. Soltanto in ultima istanza, osservato l’obbligo di informazione collegiale, la Commissione decide a maggioranza delle risposte ricevute.
Alla prima riunione e in ogni caso entro 30 giorni dalla loro adozione, i provvedimenti devono essere sottoposti a ratifica della Commissione.
4.4 Comunicazione delle delibere
Ogni parere o decisione è notificata ai richiedenti o agli interessati in forma scritta e motivata. La Commissione di Garanzia ha l’obbligo di pronunciarsi o deliberare nel termine massimo di 60 giorni dalla data di richiesta del parere o dall’apertura del procedimento disciplinare. Con decisione motivata, la Commissione di Garanzia può rinviare di ulteriori 60 giorni la sua decisione.
Le delibere della Commissione di Garanzia sono immediatamente esecutive.
4.5 Riservatezza degli atti
Gli atti relativi al funzionamento interno della Commissione sono riservati, l’accesso a tali atti è consentito solo ai suoi componenti. I membri della Commissione sono tenuti alla massima riservatezza.
4.6 Provvedimenti disciplinari
La Commissione può intervenire per sanzionare il comportamento degli associati o per escluderli, per motivi di manifesta indegnità o di incompatibilità con il senso del progetto.
Le sanzioni, secondo la gravità del caso, sono le seguenti:

  1. il richiamo scritto;
  2. la sospensione dell’iscrizione e quindi l’allontanamento temporaneo dagli eventuali incarichi nell’Associazione;
  3. la revoca dell’iscrizione e la decadenza definitiva da ogni incarico o ruolo.
  4. lo scioglimento di un “gruppo di azione” o di una “assemblea territoriale” qualora sia in grave contrasto con quanto sancito nello statuto

Art. 5 – Facoltà di impulso e applicazione dello Statuto

Qualora riscontri casi di inerzia del Coordinamento Nazionale in relazione all’attività di attuazione dello Statuto, la Commissione ha potere d’impulso, essa può, su richiesta degli iscritti o di propria iniziativa, far pervenire pareri agli organi politici, sottolineare problemi, chiedere adempimenti statutari.

Ps: La Commissione attuale ritiene che l’incarico di componente della Commissione di Garanzia sia incompatibile con incarichi o ruoli legati all’attività del Movimento. La candidatura a cariche amministrative o elettive, dunque, dovrebbe comportare la decadenza dal ruolo di componente della Commissione. Poiché non è nella disponibilità della Commissione di Garanzia di assumere decisioni regolamentari diverse da quelle dello Statuto – che non contempla questa incompatibilità – la Commissione propone di introdurla in Statuto quando quest’ultimo andrà alla prevista “verifica” di congruità sui singoli punti.

Virginia Amorosi, Giuseppe Aragno, Biagio Borretti, Didier Contadini, Federica Illiano, Pierluigi Luisi, Monica Natali, Francesco Piccioni, Massimiliano Tresca, Giulia Venia, Mariarachele Vai.

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J u n g e  W e l t

Giovedì 20 dicembre 2018, n. 296

Un anno nero

Revisione annuale 2018. Oggi: Italia. La coalizione Lega razzista e “Movimento a cinque stelle” di destra installano il regime fascista

116551 (1)Il 2018 è stato segnato in Italia dalle elezioni parlamentari del 4 marzo. L’alleanza fascista razzista formata da Forza Italia di Silvio Berlusconi (FI), dalla Lega di Matteo Salvini e da «Fratelli d’Italia» di Giorgia Meloni, erede del mussoliniano MSI e poi di Alleanza Nazionale, è stata la forza più votata con circa il 36 per cento. La Lega, che aveva lasciato cadere il Nord dal suo nome e gareggiato per la prima volta a livello nazionale, ha raccolto il 17,4 per cento, FI è sceso a 14 e il capo della Lega, Salvini, è diventato il leader dell’alleanza. Il «Movimento 5 Stelle» (M5S) si era guadagnato un’ottima reputazione con acuti attacchi contro Berlusconi e ha ottenuto poco meno del 33 per cento.
Il Partito Democratico (PD), nato nel 2007 dalla fusione della Sinistra Democratica e del Partito di centro «Democrazia e Libertà-La Margherita» è crollato dal 40 per cento delle elezioni europee del 2014 al 18,7 per cento. L’ex democristiano Matteo Renzi, Primo Ministro del PD dal 2013 al 2016, aveva già collaborato come capo del partito per un lungo periodo con Berlusconi e non aveva escluso un governo con lui dopo le elezioni. Per protesta, sono stati circa 100.000, per lo più ex democratici di sinistra, quelli che hanno lasciato il PD e dato vita a un’alleanza politica presentatasi come «Libero ed uguale» (Leu) e al movimento di sinistra «Potere al popolo!» (PaP). Un’alleanza di centrosinistra è fallita a causa del rifiuto del Partito Democratico. Solo la LeU è arrivata appena al di sopra della soglia di sbarramento del tre per cento e quindi in parlamento. Il PaP, in cui anche i comunisti sono rappresentati e che esprimeva le sole posizioni anticapitaliste e antifasciste, ha raggiunto solo l’1,1 per cento.
Il leader del M5S, Luigi di Maio, figlio di un attivo fascista MSI / AN, ha formato un governo con la Lega, guidato dal primo ministro Giuseppe Conte, un professore di economia che non proveniva da un partito. Di Maio ha ricevuto il Ministero del lavoro e dell’economia, Salvini è diventato ministro il dipartimento degli interni.
Il governo demagogico chiamato «giallo-verde» sta «copiando spaventosamente il fascismo storico», ha detto a Junge Welt  il professore e giornalista antifascista Giuseppe Aragno.  «Salvini, dice Aragno, lascia che i fascisti di Casa Pound, attivi soprattutto a Roma, facciano il lavoro sporco, formino i gruppi di vigilantes per dare la caccia ai migranti e rappresenti così l’anima squadrista (terrorista) del movimento di Mussolini, mentre utilizza il M5S come l’anima sociale giunta al fascismo dai ranghi dei socialisti».
Salvini, ad esempio, ha annunciato un «censimento» di 120.000-150.000 Sinti e Rom per organizzare possibili spostamenti. Gli immigrati sono accusati della miseria economica e sociale dell’Italia. Da giugno ci sono stati numerosi omicidi razzisti. Secondo il cosiddetto decreto sulla sicurezza approvato in Parlamento a novembre, 490.000 migranti presumibilmente «residenti illegalmente in Italia» devono essere deportati.
«Questo governo non ha risposte da dare ai problemi del paese, alimenta la guerra tra i poveri, crea nuove leggi razziali e con il rifiuto dell’aborto e del divorzio riporta il paese al Medioevo», ha affermato Aragno. La natura esplosiva di questo arretramento è che si svolge all’interno del quadro parlamentare, dandogli una parvenza di «legittimità democratica». Tutto questo porta consenso al fascismo attraverso l’influenza dei media, incarnata dal monopolio televisivo di Berlusconi.
Cresce intanto la delusione nel M5S perché Di Maio finora non ha rispettato nessuna delle promesse elettorali: un reddito minimo, pensioni migliori e agevolazioni fiscali. Il «Decreto sicurezza» è stato respinto da 14 parlamentari e diversi senatori del M5S. Con la minaccia che un rifiuto avrebbe «messo fine al governo congiunto», Salvini ha fatto passare il provvedimento col ricatto. Nel frattempo, come riportato l’11 dicembre dal quotidiano romano «La Repubblica» si è orientato verso le “elezioni anticipate”.
Secondo i sondaggi, la Lega potrebbe raddoppiare i suoi voti e giungere a circa il 34%, mentre il M5S scenderebbe al di sotto del 30%. Ciò potrebbe anche influire sulle elezioni europee, dove Salvini, con il capo francese del fascista Rassemblement National (ex Front National), Marine Le Pen, ha annunciato un’alleanza in ottobre. Essendo il nucleo di un’alleanza con i cosiddetti stati di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia), questo accordo riunirebbe tutto il potenziale elettorale neofascista in Europa.
Intanto Salvini distrae il Paese da obiettivi più giusti ed intensifica lo scontro con Bruxelles sull’aumento del debito pubblico. L’ultima manovra di Salvini è quella di formare un asse con Berlino per subordinare l’Unione europea a una predominanza tedesco-italiana. Il governo tedesco dovrebbe guidare il carro di un’Unione di Bruxelles di estrema destra e rafforzare i compari di Salvini nell’Alternativa per la Germania (AfD). Nel frattempo, «i principali circoli del Padrone» (cioè del capitale), come riportato da Repubblica, hanno cambiato volto in questo gioco ben organizzato. Se prima stava dalla  parte del governo guidato dal PD, la «Confindustria», la confederazione degli industriali,  è ora per un «governo dominato da Salvini».
Resistono tuttavia a sinistra, nella base antifascista, forze che difendono la costituzione. Ancora e ancora decine di migliaia scendono in piazza e sfidano il razzismo. Tuttavia, l’opposizione rimane profondamente divisa e senza un orientamento comune. «Per fermare e far cadere questo governo», ha detto Aragno, che è un esponente del movimento «Potere al popolo», il paese deve ritrovare una sinistra, che è essenziale per costruire un ampio fronte antifascista e anti-neoliberista”.

Von Gerhard Feldbauer

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