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Posts Tagged ‘Peppe Pace’

In queste iniziali scaramucce elettorali ho ascoltato i leader veri e quelli presunti, ho seguito i professori scienziati della Bocconi, i magistrati che parlano di diritti e legalità, i politici di lungo corso che, prodotto lo sfascio, si affannano a spiegarci i rimedi. Un pianto greco di acronimi, numeri, conti della spesa, previsioni allarmanti, promesse di future lacrime e sangue e di successive mirabolanti riprese… Tutto e il contrario di tutto. Sul diritto allo studio, il peggior venditore di tappeti uscirebbe certamente vittorioso.Mentre cercavo una bussola per orientarmi nella bufera dei faccia a faccia, degli scontri verbali, delle accuse reciproche, dei matrimoni e divorzi consumati ogni sera nella politica virtuale che va in scena alla televisione tra Ballarò, Servizio Pubblico, Otto e mezzo e i cento talk-show che scimuniscono il paese, un giovanissimo studente è giunto in mio soccorso. Peppe Pace, cronista di qualità indiscutibili, m’ha riportato sulla terra e m’ha ricordato cosa sono i diritti e come si fa a difenderli. Ecco, m’ha scritto, un “appuntamento con la negazione del diritto allo studio: il paradosso di cui si parla nel reportage che vi propongo oggi riguarda la Mensa Occupata dai ragazzi e dalle ragazze del Collettivo Studenti Federico II. Una struttura per la quale sono stati investiti centinaia di migliaia di euro, dotata di attrezzature moderne e costose, completamente ristrutturata ma tenuta chiusa con la scusa di una controversia sulla gestione tra A.Di.Su. (azienda pubblica della Regione) e Università degli Studi di Napoli Federico II”. Ho cercato ma non ho trovato parole adatte a descrivere l’orgoglio con cui vi propongo di seguire i miei giovani amici studenti nel loro percorso. Ne conosco tanti, assieme abbiamo fatto cortei di protesta, assemblee e lezioni all’aperto. Nessuno di quelli che oggi si propongono per governare il Paese li ha mai ascoltati o si è deganto di dar loro una risposta. Erano e sono i “giovani” di cui tutti si riempiono la bocca ogni volta che torna utile, soprattutto se si chiedono voti, e poi si cancellano dalle pubbliche discussioni e si affrontano in piazza con lacrimogeni e manganelli. Sono come li vedrete: parole semplici e concrete, gesti esemplari e un rimprovero forte rivolto a genitori e docenti. Abbiamo molto, davvero molto da imparare dai nostri studenti. E ancora più hanno da imparare tecnici e politici che non sono in grado di amministrare un condominio e pretendono di governare il Paese. Chi ne ha voglia, sopporti l’inevitabile pubblicità e provi a dare uno sguardo. Non sarà tempo perso.

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