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Posts Tagged ‘Paolo Siani’

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Condivido ciò che scrive Michele Franco  e aggiungo: Marco Rossi Doria anni fa si assunse la responsabilità di patrocinare il “dialogo con Casapound”. Per contestarlo, scrissi due articoli, uno su Repubblica, l’altro sul Manifesto e lui difese ostinatamente la sua inaccettabile posizione. Oggi, di fronte al dilagare di un razzismo apertamente fascista, non ne parla più. Le sue responsabilità , però, erano e sono gravissime. 
In genere non amo le generalizzazioni e gli attacchi personali, ma in questo caso non posso fare a meno di dirlo: i due candidati del PD non sono né ingenui, né superficiali. Recitano da guitti un ruolo antico e vergognoso: prestano volti puliti all’infinita vergogna del potere. E hanno uno scopo preciso: esercitarlo e ricavarne tutti i possibili vantaggi.
Ecco l’interessante annotazione del candidato di “Potere al Popolo”

E’ – veramente – una prima uscita da autentico Marziano quella di Paolo Siani, candidato, senza macchia e senza paura, del PD a Napoli. Durante la convention di presentazione dei candidati del PD quando un ragazzino di un bar ha portato l’acqua al tavolo dei relatori l’eminente candidato non ha trovato di meglio che rivolgersi al ragazzino per chiedergli: “ma tu non dovresti essere a scuola in questo momento?”.
Evidentemente il Siani circola per Napoli e la sua area metropolitana in elicottero o attraverso il teletrasporto….ma come si fa ad “accorgersi” del fenomeno della dispersione scolastica solo quando si è sotto i riflettori dei media o quando si è candidati a qualche scranno in parlamento. Eppure, il Siani, accento a lui aveva il Marco Rossi Doria che avrebbe potuto (in virtù del suo recente passato di maestro di strada) consigliargli una maggiore prudenza e meno eccentricità. Anche se lo stesso Marco è partito dai vicoli di Montecalvario ed è approdato alle politiche di macelleria sociale del governo Monti/Fornero….da sottosegretario!

Michele Franco

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Potere al popoloDovrei ringraziare Antonio Polito e il “Corriere del Mezzogiorno”. Nessuno finora ha saputo farmi una propaganda così efficace. Non ci credete? E allora leggete:

“Napoli, mettiamoci nei panni di un elettore del Vomero. Nessuno potrebbe distinguere tra Paolo Siani e il resto dei candidati Pd. Quel voto contribuirà anche a consegnare un seggio ereditario a Piero De Luca, il figlio di Vincenzo, e gli assicurerà pure una scorta nella persona di Franco Alfieri, capo dello staff del padre del figlio e “uomo delle fritture di pesce”

Paolo Siani, dimostrando una precoce abilità politica, ha risposto qualche giorno fa alle mie obiezioni sulla sua candidatura dalle colonne di questo giornale, e lo ha fatto con tanto fervore che poco ci mancava mi chiedesse anche il voto. Esercito il mio diritto elettorale a Roma, e dunque non sono nelle condizioni di aiutarlo. Ma devo confessare che se anche il mio seggio fosse al Vomero, cioè nel collegio dove lui è candidato per il Pd all’uninominale, avrei molti e seri problemi ad apporre la mia croce sul suo nome. E non per sfiducia o disistima nei suoi confronti (ne abbiamo già parlato la scorsa settimana), ma per la semplice ragione che votando lui non voterei solo lui ma anche molte altre persone che non credo lo meritino. Vale la pena spiegare questo mio dubbio ai lettori non perché sia di qualche interesse come voto, ma perché il caso Siani-Vomero è illuminante del peggior difetto della legge elettorale che sperimentiamo tra un mese per la prima volta, e anche del modo davvero misero in cui i partiti l’hanno interpretata scegliendo i candidati. Nessun elettore del Vomero infatti, neanche se lo volesse, potrebbe distinguere tra Siani e il resto dei candidati del Pd. Non è come per le elezioni comunali, dove si può votare da un lato per un sindaco e dall’altro per un simbolo. Anzi, non solo il voto non è disgiunto, ma è così strettamente collegato che i voti che prende Siani vanno in parte anche a coloro che il vertice del Pd, nella notte dei lunghi coltelli a Roma, ha deciso debbano essere eletti nei collegi plurinominali, dove vige il sistema della lista bloccata, e non è l’elettore ma il capo partito a scegliere chi andrà a Montecitorio o a Palazzo Madama.
Allargando il cerchio, si potrebbe dire che un pezzettino di ogni voto che andrà al pediatra Siani e al suo impegno civile servirà anche a riportare in Parlamento per esempio Valeria Valente, la candidata sindaca sconfitta nella cui lista erano stati inseriti a loro insaputa degli ignari cittadini, e che condusse il Pd in città al minimo storico dell’11%. O che quel voto contribuirà a consegnare un seggio ereditario a Piero De Luca, il figlio di Vincenzo, e gli assicurerà pure una scorta nella persona di Franco Alfieri, capo dello staff del padre del figlio e destinatario del celebre speech della frittura di pesce , vera e propria summa della concezione clientelare della politica (peraltro ininfluente, visto che per quante fritture di pesce abbia poi Alfieri realmente offerto agli elettori, nelle terre di De Luca il referendum il Pd lo perse come nel resto d’Italia).
Oddio, a dire il vero se fossi un elettore del Vomero avrei molti problemi anche a votare per i candidati degli altri maggiori partiti, chiunque essi siano. Dando il mio consenso a quello di centrodestra, infatti, potrei rendermi responsabile di contribuire all’elezione in Parlamento di Giggino ’a purpetta Cesaro, notabile della peggiore politica meridionale, per giunta indagato insieme al figlio per una storia di voto di scambio, tipo io ti faccio un favore e tu mi porti trenta voti certificati. Scusate, ma non fa per me (la sua candidatura è ancora sub judice, non ci resta che sperare in un motu proprio del pontefice di Arcore che lo escluda).
Ci sarebbero i Cinque Stelle, sento già qualcuno obiettare. Chi? Quelli che, mutuando i metodi della Romania comunista o dell’Iran degli ayatollah, si tengono per una settimana in una stanza segreta i risultati delle consultazioni tra i loro militanti, non dicendo nemmeno quanti voti ha preso chi, e poi fanno uscire liste rivedute e corrette nelle quali il nuovo boss, il Di Maio candidato a Pomigliano, ha depennato e aggiunto a piacimento, e poi dice pure che da loro i candidati li scelgono gli elettori con la democrazia diretta?Voi potreste chiedermi: «E allora come te la cavi tu, elettore del Vomero, se vuoi rispettare l’appello di Mattarella ad andare comunque alle urne?». Vi potrei rispondere solo parafrasando Totò: «E che sono del Vomero io?»”.
Antonio Polito

Polito non è del Vomero. Se lo fosse, dopo questa efficace demolizione di Siani e soci, non potrebbe che aggiungere: “a questo punto l’unico candidato da votare è Giuseppe Aragno di “Potere al Popolo”. Lui, infatti, con questo fango non c’entra assolutamente nulla.

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CopertinaL’ultimo capolavoro di Minniti, uomo di punta del PD e quindi sostenitore di Paolo Siani, è la battaglia delle “notizie false”, che fa tornare alla mente il Minculpop del famigerato Ventennio. Eppure, se esistono verità false, costruite scientificamente su un insieme di fatti inventati o decisamente deformati, una mistificazione che immerge il cittadino in una dimensione virtuale  estranea alla realtà, bene, di questa mistificazione Minniti è parte integrante.
Recentemente l’Onu, per esempio, scioccato dalle violenze e dagli abusi commessi in Libia pur di fermare gli sventurati in fuga dall’Africa, ha definito disumani gli accordi voluti da Minniti, ministro più o meno fascista. In Italia però l’informazione non la fa l’ONU ma una stampa tra le meno libere dell’Occidente. Una stampa che infatti non ci racconta Minniti come il carnefice libico dei migranti, ma come l’uomo di Stato che ha drasticamente ridotto gli sbarchi. A quale prezzo noi non dobbiamo saperlo, come nulla seppero i nostri nonni dei gas utilizzati in Etiopia contro le truppe nemiche e contro la popolazione, colpendo paesi, bestiame e acque di laghi e fiumi
Se il progetto autoritario dovesse riuscire, avremmo di nuovo una verità di Stato di cui sarebbero garanti le autorità di polizia. La fascistizzazione del Paese prosegue a passo spedito, quindi, ma Paolo Siani, il democratico galantuomo candidato dal PD di Minniti per ripulire l’immagine di un partito impresentabile, su questo tema tace. E non c’è dubbio: chi tace acconsente.

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Il muro del silenzio comincia a sgretolarsi. Ecco la notizia lanciata da ominanpoli.it, un’agenzia di stampa che titola:

SFIDA AL VOMERO ARAGNO GIUSEPPE, (POTERE AL POPOLO) contro Renzi-Siani,  dalla parte degli esclusi 

“La nostra è una battaglia per riportare in Parlamento la voce degli esclusi, degli emarginati, di tutte le vittime dei tagli e dell’austerity portata avanti dai governi Pd e centrosinistra negli ultimi 20 anni. Nel panorama politico attuale Potere al Popolo è l’unica forza di sinistra, antifascista, alternativa ai populismi e in contrapposizione a chi ha governato il Paese e a chi colpevolmente li ha sostenuti per anni, ma oggi si presenta sotto nuove bandiere. La nostra forza è il legame col territorio, con chi lo vive tutti i giorni e ne combatte le problematiche”. Così Giuseppe Aragno, candidato alla Camera per la lista Potere al Popolo che domani sarà a Napoli in Piazza Vanvitelli alle ore 10:00 per raccogliere le ultime firme necessarie e lanciare la sfida al candidato del Pd Siani nel collegio uninominale Vomero Arenella di Napoli. Giuseppe Aragno, 72 anni, napoletano è professore di lettere in pensione, storico del movimento operaio e dell’antifascismo. Dirigente di demA, è alla sua prima candidatura.

 

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1963_Cleopatra_trailer_screenshot_(47)Si sa, le parole possono essere ambigue. Marco Antonio, così come Shakespeare lo volle, ci parla di Bruto con stima. “Bruto è uomo d’onore”. Che farò con Paolo Siani? Darò retta alla stampa che gli stende i tappeti rossi, mi toglierò il cappello in segno di rispetto, così come vuole il copione che m’ingabbia, o starò ai fatti e dirò ciò che accade?
Di fronte al dramma del Sud sfruttato e colonizzato, di fronte alla tragedia quotidiana di bambini che ammazzano bambini, di fronte a un Governo che sta distruggendo il Paese, il pediatra, ha lanciato il suo invito e si è messo in attesa:
“mi aspetto che domani vengano a Napoli i ministri dell’Istruzione, dell’Economia, dello Sviluppo ragionando in senso propositivo. Colmare il gap degli asili nido per la Campania – un problema enorme -, fare programmi specifici di accompagnamento sui minori coinvolgendo tutti i servizi sociali del territorio e incentivare sviluppo. Repressione e sviluppo vanno di pari passo”.
Per la miseria, e chi ci aveva mai pensato!
I però i ministri – guarda un po’ – non sono venuti e non lo hanno ascoltato, il povero Paolo Siani che li ha invocati. Sarà che non sono uomini d’onore e non stanno ai patti, i ministri non sono venuti e – azzardo una previsione – non verranno. Qualora venissero, poi, sarebbe solo per fare passerella e accompagnarlo in giro per il Vomero a raccogliere voti in cambio di fumo e mirabolanti proposte.
Mi spiace deluderlo, Siani, ma un investimento fatto a zero anni di vita del minore in campagna elettorale non glielo regalerà nessuno, nemmeno il suo amico Renzi, al quale non occorre un Siani che glielo spieghi, perché lo sa: la prevenzione compie miracoli che la repressione non potrà mai fare. Lo sa, ma non gli interessa. Lui tutt’al più chiama Gentiloni e quello manda a Napoli il suo ministro più o meno fascista, Minniti, carnefice  di sventurati immigrati e persecutore di povera gente.
A Renzi un pediatra scienziato non serve, lui vuole – e a quanto pare ha trovato – un ingenuo (o un finto tonto?), che gli copra le infinite magagne del PD con il suo volto pulito e gli porti i voti che servono come l’ossigeno. Che si ammazzino i bambini! Che Siani stia lì ed aspetti. Qui si fa ciò che comandano le banche e l’Unione Europea.
Ho deciso. Con Con Paolo Siani non farò come Shakespeare con Marco Antonio all’inizio del Giulio Cesare. Salterò alla parte finale della tragedia quando tutto diventa chiaro e Marco Antonio invita alla rivolta contro Bruto: “Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a riferirvi quello che io so”.
Così farò. Inviterò gli elettori a non farsi fregare e a votare “Potere al Popolo”.

Il Desk, 18-gennaio 2018

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