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Posts Tagged ‘Orgosolo’

0125 09 sett 2013 Dorgali piazza caduti sul lavoroA Dorgali ci sono entrato ricordando di quando avevo vent’anni e in caserma mi aveva colpito un ragazzo moro dalla parlata per me incomprensibile; dormiva con una guardia armata di sentinella perché aveva rifiutato di assoggettarsi ai “nonni”; per un mese non c’era stata notte che non gli fosse piovuta addosso una valanga d’acqua. Ogni notte, anche quando il comandante aveva ordinato che al tramonto si chiudessero le chiavi e si arrestasse così il flusso ai rubinetti. Mille borracce riempite di giorno bastavano e avanzavano per un “gavettone” che giungeva puntuale, così come puntuale era il suo rifiuto di stare a un gioco che dettava regole umilianti.
Piazza Caduti sul Lavoro, linda e suggestiva, me la sono trovata di lato d’un tratto e mi sono fermato stupito a leggere le parole di Michele Piruddu scolpite sulla lapide che arricchisce il monumento realizzato da Antonio Fancello:

“L’immane sforzo, la bontà infinita / è giusto premio al sacrificio loro / oh, dorgalesi, caduti sul lavoro!/ Per voi “il teatro della vita” / a meditar, riflettere c’invita/ e al dovuto rispetto. Non sol l’alloro, / ma la prece costante per costoro / e una lacrima calda al cuor sfuggita. / Il tempo, la mano, la memoria / integro conservi com’è nei cuori / il ricordo di chi la vita diede / per il lavoro ed in sua mercede. / Oh Dorgali! Nel libro dei valori / rilega questa pagina di storia”.

GramsciEsiste un legame forte tra le rocce del Gennargentu e quel piccolo angolo di un mondo che non puoi fare a meno di amare. Forte e bello è quel monumento metallico che per una volta ricorda i morti d’una guerra che il potere non ama ricordare: la guerra che il capitale e i padroni fanno ai lavoratori, uccisi dallo sfruttamento. Una piazza così puoi solo ammirarla e, mentre ti fermi a guardare, ti tornano in mente il Gramsci dei murales che hai visto ad Orgosolo e le sue poche parole semplici e rivoluzionarie: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”.
Ci sono sensazioni che non sai descrivere. La Barbagia devi vederla e lasciare che ti entri nel sangue a poco a poco.

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