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Posts Tagged ‘Nigro’

Un dono di Parole. Un racconto, oggi uscito su “Canto Libre”…

Tarini non aveva età. Alto e robusto com’era, si muoveva sgraziato per i viali alberati della caserma e ti prendeva al cuore con i grandi occhi liquidi e azzurri, la testa irrequieta sotto il cappello, i capelli offesi dal taglio all’Umberto e quell’accento che dire toscano non serve a spiegare.

“Comunista di Pontedera” – come usava presentarsi beffardo – era giunto alla scuola d’artiglieria contraerea di Sabaudia dopo aver opposto all’esercito tutto ciò che di lecito e d’illecito si poteva tentare. Per non partire, s’era dato persino ammalato alla testa e aveva impavidamente affrontato la dovuta permanenza in “osservazione” tra i matti veri – se mai la scienza medica ne abbia correttamente individuato qualcuno – e quelli presunti, che erano quanto di più rigorosamente indecifrabile esistesse tra gente non abbiente negli anni in cui la prima generazione del dopoguerra tagliava il traguardo della maggiore età.
Gli anni che scompensarono il sistema.
– Nulla da fare, Cristo! – raccontava sconsolato – Nemmeno il matrimonio ci
vile con la ragazza ingravidata li ha potuti fermare!
– Meglio fare come me, Tarini! – replicavo mandandolo in bestia – Coglierli in contropiede, metterli in ansia! Non vedi come sono confusi? Questo qui – si chiedono – se ne poteva stare a casa ed è partito? Ma allora è pericoloso! Eccolo un pazzo vero: uno che parte e poteva evitarselo!
– Un tonto, vorrai dire! Un grullo! – urlava Tarini con quanta forza aveva – Ecco quello che tu sei per me: un mentecatto!
Provenienti da mezza Italia – io da Napoli, lui da Pontedera, Settanni da Lecce, Cavallo dalla Bergamasca, Nigro da Alessandria e Caponnetto, basso tarchiato e tondo come un corto barile, dal mare africano di Mazara del Vallo – ci eravamo incontrati al corso di specializzazione per aerologisti, selezionati coi criteri “rigorosamente scientifici” prescritti da non so bene che regolamento. Io ero stato scelto perché, giunto al quarto liceo scientifico, si supponeva che avessi una qualche dimestichezza coi numeri, Tarini perché, dietro la cortina fumogena dei malanni inventati e dello smoccolare frequente, intercalato da un musicale e inimitabile ”te tu sei tonto e pure grullo”, celava la frequenza ai corsi d’ingegneria. In quanto agli altri, rapporti assai vaghi con scienze d’ogni tipo motivavano una scelta sostanzialmente approssimativa…

Se non vi siete annoiati e volete proseguire, ecco il link che ci porta a “Canto Libre”: https://www.cantolibre.it/la-guerra-dei-sei-giorni/.

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