Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Montepaschi’

Cari «compagni democratici», auguri. Per il peso che portate del passato, per la responsabilità che già avete del futuro, per la speranza che avete assassinato, cari «compagni», auguri.

Auguri, cari «compagni», per quest’anno che avete lasciato morire indecorosamente senza voler capire che ve ne andate con lui, che l’occasione è persa. Auguri e complimenti perché vivaddio – come avete potuto? – voi che morto avete detto di volerlo, voi che pensavate di potere ingannare voi stessi, voi che pesate su bilance truccate la pace e la guerra, voi scoprite oggi che meglio sarebbe stato salvarlo l’alleato imbroglione.

Cari «compagni», auguri e complimenti per il dittatore che lascerete vinca sulle sabbie d’Africa perché sapete che vi sarà amico e per quello che invece dovrà perdere, dal momento che non sa cosa darvi in cambio d’un vittoria. Forca, patibolo, guerra, pace e democrazia, tutto sapete vendere al vostro prezzo negli scampoli di fine stagione e tutto liquidate tra l’agonia della libera stampa, l’arroganza criminosa degli editori «progressisti» – quanti velinari vuole De Benedetti al soldo del padrone? – il giornalismo «embedded» , i carnefici «bipartisan» degli immigrati di questo nostro paese sventurato. la Grecia massacrata e il Mediterraneo ridotto a un cimitero.

Auguri, «compagni», e complimenti per quest’agonia della politica, per la parata di ferrivecchi che avete messo all’opera come fossero il nuovo del mondo in tema di formazione, per la ditta «Gelmini & Profumo» che avete sostenuto, per i principi e gli ideale prostituiti agli appetiti della Confindustria, per gli alunni che aumentano nelle classi assieme ai posti di docenti tagliati e ai soldi regalati alle private in ossequio alla dottrina cattolica che fa “servo lo Stato in libera Chiesa“.

Auguri, «compagni», per Guantanamo che non vi ha convinti a chiudere col sadismo nauseante della «democrazia a stelle e strisce», come il martirio della Palestina non basta a farvi chiedere all’Onu condanne esemplari per i macellai sionisti e sanzioni che, colpendo gli aggressori, proteggano gli aggrediti

Auguri, «compagni esportatori di democrazia», e complimenti per le manganellate distribuite senza esitare ai picchetti operai e agli studenti in lotta, per le pensioni cancellate, per il ticket sul Pronto Soccorso, per i soldi pubblici regalati a banchieri lestofanti, per Mussari, Richetti, l’imbroglio Montepaschi e la «finanza buona», per la guerra che chiamate pace e per i cacciabombardieri pagati rapinando la povera gente. Per tutto questo, «compagni», auguri e complimenti.
L’anno che verrà Berlusconi continuerà a chiamarvi comunisti ma voi starete certamente col suo «partito nuovo» contro la povera gente, firmerete contratti più o meno segreti con i rossi di Casini e con Monti, braccio armato della dittatura voluta dalla finanza e ci racconterete che occorre serrare le fila e stringerci la cinghia perché il pericolo è a destra.
Bene, compagni. Fatelo. Io però non vi do retta, non vi credo e, com’è mio costume, ve lo scrivo: il pericolo immediato siete voi. Voi il pericolo vero, voi il nemico acerrimo del popolo. Non vi basterà  evocare fantasmi: voi mentite. Non possiamo più slittare a destra, perché alla vostra mano diritta c’è poco più del nulla. La destra vera, senz’anima e fede, senza storia e pudore, la destra vera, «compagni» siete voi.

Auguri, «compagni», complimenti e auguri. Ne avete un gran bisogno. All’orizzonte si sente rumore di tempesta e non vi basterà difesa. Presto vedrete la Bastiglia bruciare; è già pronta la Sala della Pallacorda e nell’ombra si raccolgono legno, lame e cesti. Ormai non basta più un processo pilotato e potete giurarci: molte teste cadranno.

Annunci

Read Full Post »

Mettiamola così, per farla breve: se non soffre di vocazione al suicidio, non c’è malato al mondo disposto ad affidarsi al medico che ha sbagliato diagnosi e l’ha mezzo ammazzato di farmaci inutili e rimedi peggiori del male. Fa eccezione l’Italia che studia, ma non è cosa normale perché il medico s’è imposto al malato. Al capezzale della scuola politici e tecnici hanno chiamato tutti tranne gli insegnanti. Riuniti a consulto, si sono visti all’opera maghi della comunicazione, economisti ed esperti di marketing e, in quanto ai vertici dell’equipe, in sala rianimazione è stato il trionfo dei dilettanti: un’esperta di razionalizzazioni d’azienda, un medico, un avvocato e un ingegnere con la vocazione del manager, per fermarsi al più recente passato. Uno dopo l’altro, da Moratti a Profumo, tutti neoliberisti: privatizzazione, libero mercato, mercificazione del sapere. Un disastro annunciato, ma alla paziente sempre più malmessa nessuno ha mai chiesto lumi e persino adesso che siamo al collasso e si rischia il funerale la ricetta non cambia.
Francesca Puglisi, candidata al Senato e responsabile istruzione del Partito Democratico, è, manco a dirlo, laureata con lode in economia e si è sempre occupata di marketing e comunicazione. Promette cambiamenti di rotta e novità da capogiro, ma in una recente intervista, ha esordito copiando pari pari l’esordio dell’avvocato Gelmini: “stipendio più alto per i professori“. Subito dopo ha lanciato il proclama: “basta riforme calate dall’alto, la scuola è stata stravolta e ha bisogno di fiducia e quattrini, perché Berlusconi ha aperto il libro delle favole e Monti ha proseguito con i tagli.
Peccato che per un anno il Partito Democratico abbia votato tutti i provvedimenti del governo Monti, che Bersani e soci hanno sostenuto, guarda caso, assieme al vituperato Berlusconi. Peccato soprattutto che, mentre promette una grande stagione di “collaborazione con la comunità della scuola” e l’immancabile “fase costituente con una grande consultazione nazionale“, l’esperta in marketing s’avventuri nell’esposizione di un programma già pronto, definito e confezionato, in cui spicca la scelta sadomasochista di concedere lo stipendio più alto solo a quei docenti che accettino di lavorare “intra moenia” di pomeriggio invece che a casa, per correggere compiti, preparare lezioni e occuparsi di aggiornamento tra le macerie di scuole cadenti e deprivate. Poiché la fantasia non manca, ecco però la promessa mirabolante: niente paura, signori docenti, il governo vi stima e vi rispetta; per intervenire sui guasti dell’edilizia scolastica tirerà fuori un’elemosina da un maquillage al patto di stabilità e addosserà agli Enti Locali – ai quali manca ormai persino l’aria per respirare – il compito di fare da volano della crescita, investendo quattrini a palate per ristrutturare e addirittura costruire nuove scuole. Temete forse che le risorse possano rivelarsi inadeguate? Potrebbe darsi, certo, però abbiate fede. I “democratici” son capaci di trovate generose e perfino geniali. E’ vero, il futuro governo non troverà i fondi riducendo le insostenibili spese militari, vendendo caserme e smobilitando dai fronti di quella guerra che la Costituzione ripudia; è vero anche che non bloccherà i quattro miliardi di euro graziosamente “prestati” da Monti ai suoi amici banchieri alle prese coi bilanci ballerini del pasticciaccio Montepaschi. Il PD, però, che non accetta l’immobilismo, sa il fatto suo e non si lascerà cogliere certo impreparato. Affiderà perciò la scuola al buon cuore dei cittadini, offrendo loro la possibilità di destinare l’8 per mille all’edilizia scolastica. Uno scialo inatteso e – ciò che più conta – davvero rivoluzionario.
In quanto ai precari, che si attendono da un governo che “collabora con la comunità della scuola” una qualche stabilità, gli studi sul mercato condotti dal partito dell’aspirante senatrice puntano tutto su un equilibrio precario tra i possibili bacini elettorali: ai “giovani migliori laureati” un concorso di assunzione riservato, parziali stabilizzazioni ai precari, non importa se avventurose e lente, in un futuro indefinito che prima o poi, per forza d’inerzia diventerà presente. Né più, né meno che Profumo riveduto, corretto e presentato in salsa elettorale.
E’ vero, ha ragione l’aspirante senatrice Puglisi, che di comunicazione s’intende molto: “l’Italia giusta si prepara a scuola“. Il suo programma, però, ci aiuta soprattutto a capire perché il nostro Paese è stato e sarà ancora ingiusto.

Uscito su “Fuoriregistro” il 26 gennaio 2013

Read Full Post »