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Posts Tagged ‘Maradona’

SiberiaMettere a posto carte e archiviare così la propria vita significa anche fare incontri strani e tornare indietro di trent’anni. Non ricordavo più questa pazzia, ma mi ha messo allegria tornare alla “Siberia”, un quartiere di Napoli, uno dei più difficili. Ci ho lavorato dal 1981 al 1996 e sono stati anni indimenticabili, come i tanti studenti che mi porto nel cuore. Tra documenti politici, volantini, relazioni e testi teatrali scritti a scuola con quei ragazzi, che poi li recitavano, su un foglio ingiallito c’era questa inclassificabile serie di parole dedicate a ragazze, ragazzi e colleghi. Chi leggerà probabilmente non capirà molto. Per me questo è un mondo di sentimenti, di affetti e di ricordi che non ho voluto seppellire nella cantinola.

Doppe tre anni di combattimenti,
scaramucce cruente e ferimenti,
venuta è l’ora e ‘a pace s’è firmata.
Onore e gloria, gloria e onore spetta
a chisti prufessure ‘int’a sconfitta.
E’ stata, è overo, comme sarrà scritto,
quasi ‘na ritirata ‘e Caporetto,
ma certamente passerà alla storia
nun tanto chi ha ottenuto la vittoria,
quanto degli sconfitti ‘a resistenza
fiera e tenace annanz’a presidenza:
Là cadde con onore l’Italiano
di fronte al dilagare musulmano
e ‘a grammatica primma fui piegata
da o’ tiro di linguaggi neostrogoti:
Chiù e mille foglie dell’antologia
perirono così nella moria.
Cull’Algebra, ca Scienza e Astronomia
fui fatta fora pure a Giometria,
fucilata ca Storia e ‘a Giografia
quann’in dribbling stretto Maradona
facette gol pure a Napulione.
‘A Tecnica, ca Musica e ‘o Disegno
po’ so’ rimaste sotto a ‘na lavagna:
Cu mbruoglie, scartiloffie e co’ curagge,
l’Inglese sulamente ‘int’a la stragge
a stiento ‘a pelle infine s’è salvata
e ‘a casa chianu chianu è arriturnata:
Sta ‘nterra stiso Aragno oltre il cancello
cumm’a ‘n’alpino ‘ncopp’all’Adamello;
Tutto stracciato l’è caduto accanto
ammapusciato il Piccolo Garzanti.
Dama cadde più in là, Maria Teresa,
dei numeri reali alla difesa,
‘nziem’Amatruda ‘int’a ‘na croma chiusi
cu Della Sala, cu Staiano e Vuosi:
Del cappellano, l’ottimo Lopresti,
pare che il corpo senza scalpo resti;
Santangelo e po’ Pepe strenuamente
caddero alla Palestra eroicamente.
Di tutti insomma non s’hanno notizie
se non che di martìri e di sevizie.
Ma mò c’avite vinto oi mammalucchi,
stateve zitte, basta cull’allucchi!
Scrivete – e pe’ favore, senza errori –
‘ncop’a nu marmo appiso ‘nfacci’o muro:
«Mandati da Falcucci allo sbaraglio
– chissà si po’ fui solo pe’ nu sbaglio –
caddero valorosi quanto inermi
al loro posto i professori fermi».

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Campanilismo nazionalista, in una giornata di influenza…

imagesI commenti dei “tifosi tecnici“:
De Laurentis non mette mano alla tasca… L’allenatore non cambia il modulo… I calciatori fanno la bella vita…

I fatti, prima delle opinioni:
a) due reti irregolari (fuorigioco netto e difensore “affondato”) e un fuorigioco inventato hanno deciso la qualificazione. Scelte arbitrali troppo facili per credere all’errore.
b) Il Dnipro, a essere indulgenti, è una buona squadra di serie B.
c) gli arbitri delle due gare sono dodici mezze calzette. Farebbero pena anche in Serie C.

L’opinione:
Il calcio è malato e non potrebbe essere altrimenti in un mondo messo così male. I calciatori arrestati in campo negli anni Ottanta, le due indecenti squalifiche di Maradona negli anni Novanta e recentemente i tre scudetti tolti alla Juve per gli imbrogli che c’erano dietro, sono solo la punta dell’iceberg, ma bastano a dimostrare che non si tratta di complottismo: spesso le partite non si vincono in campo. C’è poi una mina vagante, un elemento irrazionale ma decisivo nella vita come nel calcio: la fortuna, che stavolta ha giocato contro il Napoli.
Infine una considerazione: questi sono gli stessi calciatori che in Germania hanno incantato contro una squadra fortissima. Come si fa a dire che sono scarsi e a non capire che i conti non tornano?

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