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Posts Tagged ‘malgoverno’

Anzitutto l’evidenza dei fatti. Non importa se il video parte con l’immancabile pubblicità. Questo passa il  convento. Così è andata ieri alla Statale di  Milano: studenti, futuri precari, picchiati e feriti. Dopo le cariche, ci si può giurare – al Ministero dell’Interno ora c’è Alfano – qualcuno spremerà il meglio dal codice Rocco e sulle spalle dei giovani peserà una qualche accusa fascista.

Mentre scrivo, dal pc giunge in diretta la cronaca di un’altra aggressione, una delle tante nel corso di una crisi utilizzata ad arte per cancellare diritti e impedire ai cittadini di manifestare in pubblico il dissenso. Davanti alla Prefettura, dov’era in visita la ministra dell’istruzione Carrozza, che l’ha scambiata forse per l’università, manipoli di studenti e ricercatori napoletani, giunti per denunciare le violenze milanesi, hanno trovato alcuni lavoratori dei Consorzi di Bacino aderenti ad una sigla sindacale di destra. Sembrava che tutto andasse bene, quando d’un tratto si è scatenato l’inferno. Lavoratori contro studenti? L’ennesima guerra tra poveri?  Nulla di tutto questo. E’ stato solo un lampo di genio maligno della Questura: per evitare che la ministra fosse accolta dalla contestazione degli studenti, s’è sparsa la voce che i funzionari della prefettura non avrebbero ricevuto i lavoratori se prima non se ne fossero andati gli studenti. E’ stato come gettare un cerino su una latta di benzina. I neofascisti, dopo aver esibito tutto il repertorio di saluti romani e provocazioni,  hanno aggredito gli studenti e la polizia, fino a quel momento impassibile spettatrice, s’è subito scatenata, caricando violentemente gli studenti. Molto probabilmente dopo i fermi verranno le denunce e ancora una volta la Costituzione antifascista farà i conti col malgoverno e col codice fascista, tanto più che la repressione prosegue senza soste, violenta e indiscriminata, e l’assalto dei questurini ha assunto tinte davvero cilene: gli studenti che tentavano di raggiungere il Conservatorio, dove s’è intanto recata la democraticissima professoressa Carrozza, distribuivano volantini e urlavano la loro indignazione, quando è giunta, inspiegabile e dura, la carica decisa a freddo. In un centro storico militarizzato, è stato così individuato un noto e pericoloso “sovversivo“: il videoperatore di “Napoli Urban Blog“, che è stato prima aggredito e coscienziosamente picchiato da un bravo, impunito e decisamente esagitato “servitore dello Stato“, poi… regolarmente identificato!

L’Italia guidata inspiegabilmente da Letta mostra i segni evidenti di una grave malattia degenerativa; non fa meraviglia, perciò, se un’oscura patologia della democrazia affiora, minacciosa e cupa, dal concetto di “legalità repubblicana” di cui sono portatori i reduci di guerre e guerricciole che, travestiti da questurini, seminano ormai il terrore nelle vie e nelle piazze delle nostre città. Delegittimato il Parlamento, varato un governo che tradisce il voto carpito con l’inganno agli elettori, le bande armate governative stanno tentando di imporre con la forza la volontà del capitale finanziario. Avanti così non è più possibile andare, questo è ormai chiaro, ma non lo dice nessuno: il malgoverno uccide quanto e più della crisi. Capita ormai con dolorosa frequenza che un disperato si tolga vita, ma nessuno sembra scandalizzarsi; il lavoratore che si suicida perché non ha lavoro e l’operaio ucciso dal lavoro non fanno più notizia. Se in nome del profitto un’azienda “delocalizza” e accumula capitali in terre di sfruttamento, speculando sulla pelle di operai ridotti in schiavitù o schiacciati delle macerie di capannoni costruiti risparmiando sulla sicurezza, non un giornale ricorda l’antico monito: socialismo o barbarie. Ormai la sola barbarie che si può condannare è quella di chi, stanco dell’intollerabile violenza del capitale, restituisce il colpo. La borghesia, figlia di una terribile violenza rivoluzionaria, ha un sacro terrore della rivoluzione.

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