Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘liceo Vico di Napoli’

Prende forma, sceglie posizioni su una linea di cambiamento, ma si tiene ancorato alla Costituzione della Repubblica, come logica conseguenza del no al Referemndum istituzionale per il quale si è battuto,  il movimento che abbiamo chiamato DemA. Un movimento che si sta dando una linea politica e oggi dice la sua su una penosa scelta della maggioranza di governo e sulla distruttiva riforma della scuola. Una riforma, non è male ricordarlo, voluta a tutti i costi da quel Matteo Renzi che si è dimostrato il più rozzo e ignorante dei politici italiani. Un’autentica minaccia per la democrazia.

—————

La tensione indotta nelle scuole dalla legge 107 del 2015 genera ormai un conflitto permanente che sta svuotando dall’interno la relazione educativa basata sulla centralità dello studente e su un’organizzazione democratica e partecipata delle nostre Istituzioni.

L’episodio accaduto al liceo Vico di Napoli è solo la punta di un iceberg: sulla base di una delibera del Collegio Docenti – di cui sfugge qualsiasi motivazione educativa, ma di cui ben si comprendono i motivi politici – la Dirigente Scolastica ha intimato agli studenti di partecipare diligentemente alle rilevazioni condotte dall’INVALSI a pena dell’esclusione da tutte le attività extracurricolari, viaggi di istruzione compresi.

La grave  lesione del diritto allo studio indotta da una tale delibera è palese: le attività cosiddette extracurricolari (progetti, laboratori, stages…) dal 1999 sono divenute parte integrante del lavoro scolastico già con l’attuazione del DPR 275: la stessa legge 107 (la cosiddetta “buona scuola”) ha ribadito con forza l’indispensabilità ed insostituibilità del potenziamento dell’offerta formativa per il “curricolo personale dello studente”. Minacciare uno studente di togliergli quello che la Repubblica gli deve, è un atto violento di intimidazione che non solo lo danneggia come cittadino, ma la lo umilia anche come persona.

Il Movimento “demA”, nel manifestare tutta la sua attiva solidarietà agli studenti del “G.B. Vico” di Napoli, denuncia con forza la necessità di riformare uno strumento che , seppur necessario, è divenuto – con gli ultimi provvedimenti di legge – qualcosa di completamente diverso e pericoloso.  Sappiamo tutti che l’autonomia scolastica, sancita dalla L. 59 del 1997 ed introdotta nel 2001 nell’art. 117 della Costituzione con la modifica del Titolo V, porta con sé necessariamente l’obbligo di valutazione del sistema, che deve essere effettuato da parte di un organismo formalmente e funzionalmente autonomo, quale è appunto è l’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione).

Ma, ben lungi dal fornire informazioni attendibili sul reale stato del sistema scolastico, l’INVALSI è divenuto un odioso strumento di controllo di massa e di negazione della stessa autonomia scolastica e della libertà di insegnamento e di dirigenza della scuola.

In primo luogo, se davvero si volesse un risultato scientifico, basterebbe pesare dovutamente il sistema e svolgere le prove su di un campione attendibile e significativo, senza mettere in moto un immondo e costosissimo carrozzone che paralizza le scuole ed obbliga tutta la popolazione scolastica a prove che nulla hanno a che fare né con le competenze né tanto meno con le conoscenze che il nostro sistema trasmette, introducendo schemi e prospettive indotte dall’esterno. Spacciate come anonime ed ininfluenti sulla valutazione degli studenti e degli istituti, sono invece assolutamente “in chiaro” tanto che, con la recente riforma, gli studenti dovranno  sostenere una prova “INVALSI”  parallela all’esame di Stato delle superiori, così come già avvenuto per quelli della scuola media.

Ma l’azione politicamente scorretta, inaccettabile, truffaldina, sta nell’aver trasformato l’INVALSI in strumento di controllo politico delle scuole. I Dirigenti Scolastici sono dirigenti di seconda fascia, sono assunti per concorso e non sono assoggettabili allo spoil system (che, non a caso significa “ sistema del bottino” per il quale gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione cambiano con il cambiare del governo): per assicurarsi la loro obbedienza e sudditanza, gli esiti delle rilevazioni INVALSI della scuola in cui prestano servizio, sono stabiliti come uno dei pochissimi elementi che ne determinano la valutazione e, quindi, la retribuzione di risultato.

Mercato, azienda, obbedienza, controllo, punizione, servitù intellettuale: è per una Scuola diversa, scientificamente fondata sulla Pedagogia e le Scienze dell’Educazione, moralmente radicata nei valori della Costituzione Italiana, volta ad includere ed a decondizionare dalle ignoranze, che la battaglia per la riforma del carrozzone-INVALSI va portata avanti con determinazione e per cui il “Movimento demA” esprime fattivi solidarietà e sostegno non solo agli studenti del “G.B. Vico” e di tutta Italia, ma a tutti i docenti ed ai dirigenti che si sono schierati ed operano con coerenza ed impegno per contrastare l’evoluzione autoritaria e mercantile della Scuola.

Salvatore Pace, Coordinamento Dema

Read Full Post »