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Posts Tagged ‘Laura Boldrini’

clip_image001«Assassini, assassini! Basta con la Bossi-Fini!». Così Agrigento ha voluto salutare i rappresentanti del governo italiano, ministra Kyenge. Persino «Repubblica», che di certo non teme rivali quando si tratta di evocare inflitrati provocatori, terroristi e gli immancabili insurrezionisti, stavolta farà fatica a criminalizzare i nuovi contestatori. Un sacerdote che lei certamente conosce, Don Mosè Zerai, che ormai da anni è un riferimento forte per i profughi che giungono in Italia, ha parlato di «beffarda passerella». A lui s’è unito Marco Zambuto, il sindaco di Agrigento, che non è certo un black block, ma ha usato parole pesanti come pietre – «una pugnalata ai morti», ha dichiarato, mentre in tanti si domandavano che fine avessero fatto i sopravvissuti – e un altro rappresentante delle Istituzioni, Giusi Nicolini, la sindaca di Lampedusa, puntava decisamente il dito sulle nostre politiche migratorie. «Descrivono il grado di civiltà di un Paese» – ha detto in Senato – «e incidono sul destino dei territori dove queste persone sbarcano. Per questo motivo, sono doppiamente ingiuste, anche verso di noi delle isole». Insomma, ha concluso, «è il viaggio che non si deve fare».
«Assassini!». Non so che le sia passato per la mente, signora Kyenge, quando gente di colore come lei ha urlato la sua accusa. Non lo so, ma mi domando con quale coraggio riprenderà il suo posto nel Consiglio dei Ministri dopo quello che le è accaduto ad Agrigento, assieme all’ex berlusconiano ed ex montiano Mauro e a quel galantuomo di Angelo Alfano, vicepremier nel governo in cui lei è Ministra dell’integrazione. Forse non glielo hanno detto, dottoressa, ma mentre lei prendeva parte a un funerale senza morti, e la «beffarda passerella» scatenava la comprensibile rabbia dei presenti, a Lampedusa, i compagni dei morti erano ancora chiusi in vergognosi campi di concentramento. E’ tempo che s’informi: l’Angelo berlusconiano col quale s’è presentata in Sicilia è noto alle cronache politiche soprattutto per i servizi resi a un famoso pregiudicato e per l’occupazione militare della Valsusa. Basta chiedere un po’ in giro, Ministra ma, se ci pensa, ci arriva da sola: anche un leghista intellettualmente onesto, ammesso che se ne trovi qualcuno, dopo Agrigento, avrebbe presentato le irrevocabili dimissioni. Lo avrebbe fatto per coerenza e dignità.
Non serve nascondersi dietro un dito. Ormai sa bene quel che pensa di lei l’Angelo suo collega, glielo ha detto pubblicamente, mentre eravate assieme e la sicurezza lo portava via: chi propone di cambiare la Bossi-Fini è d’accordo con gli scafisti e vuole lasciare le frontiere libere per aiutarli nei loro sporchi affari. Alfano, Ministra Kyenge, non ha lasciato margini di dubbio: è vero, a lui può anche capitare di credere – o fingere di credere? – che Rubi rubacuore sia nipote di quel brav’uomo di Mubarak, ma scemo non è e non coltivi, perciò, impossibili sogni e inutili illusioni. A quelli come lei Alfano non intende darla vinta: proteggerà le nostre frontiere e salverà vite umane come ha fatto finora, checché ne dica la teppaglia eritrea. I migrati nel Mediterraneo lui li ha sempre salvati e se sono in tanti a morire, se ne faccia una ragione, è che gli africani hanno tra i caratteri genetici una pericolosa tendenza al suicidio. E’ stato proprio per questo che Alfano, ad Agrigento, ha invitato anche un rappresentante di quel regime eritreo che è un fulgido esempio di rispetto dei diritti umani: per evitare che lei continui a farsi illusioni. Lei e la sua immancabile complice, la Presidente Laura Boldrini.

Uscito su Liberazione e Report on line il 22 ottobre 2013

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downloadVendola e Sel fanno finta di non saperlo e cercano ancora l’alleanza con Letta. Ci voleva un deputato dei Cinque Stelle perché la notizia entrasse in Parlamento con la forza e la partecipazione che merita. Siete gli assassini di migliaia di morti ammazzati nel Mediterraneo, urla col fiato spezzato dall’emozione l’on. Girgis Giorgio Sorial all’annichilita Boldrini, che sapeva tutto, ma non si è certo dimessa. Lo siete, nonostante i piagnistei e la sceneggiata del cordoglio. Siete i carnefici dei migranti, anche se quello che accade è legale. Li uccidete legalmente, ma li uccidete. Perché qui da noi è legale respingere chi domanda accoglienza, è legale finanziare criminali che fanno i cani da guardia per conto nostro, è legale intimidire i pescatori che danno soccorso. Questa è la legalità di Alfano  e Letta. Questa la legalità nel nostro Paese. Una legalità che non ha nulla a che vedere con la giustizia sociale.  Nulla.
Si dice di continuo: “sono contro la violenza” . E in teoria è giusto, ognuno può dirlo, tanto non costa nulla. Dopo, però, subito dopo, occorrerebbe spiegare come si esce da questa tragedia senza una organizzata e consapevole risposta di massa. Occorrerebbe farlo, a meno di non valerci far credere che anche la legittima difesa è diventata improvvisamente violenza.

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La coerenza ha un prezzo, mi dico, mentre si scatena il diluvio di biografie, elogi e dichiarazioni di consenso: donnafuori dalle beghe della politicaun buon segnale di cambiamento
Ma di che parliamo? Dell’ultima edizione riveduta e corretta della Camera dei Fasci e delle Corporazioni? Qualcuno sa dirmi chi l’ha eletta deputata la Boldrini? Vendola, Bersani, il “popolo delle primarie“? E chi l’ha messa ora lì, seduta sullo scranno di Presidente? I deputati che abbiamo scelto o una banda di “nominati“? E la maggioranza di sedicenti “rappresentanti del popolo” seduti sui “democratici” banchi di Bersani e dei suoi, sono lì per volontà degli elettori o sono il dono velenoso d’una legge truffa più fascista di quella ideata dal fascista Acerbo?

La coerenza ha un prezzo, ma io voglio pagarlo. Non faccio applausi e non riconosco qualità alla signora che oggi ci ha recitato il prevedibile monologo sui grandi valori della democrazia. Se la signora fosse davvero onesta, non sarebbe dov’è e occorre dirselo: la pantomima che in queste ore si va rappresentando è una farsa che volge in tragedia. Tutto quello che ci può raccontare con incredibile arroganza è il mistero di un popolo che, espropriato di un diritto conquistato col sangue, si leva in piedi e applaude chi l’ha rapinato.

 Ho sempre pensato che fosse una sciocchezza, ma comincio a temere che sia maledettamente vero: ognuno è artefice del proprio destino.

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