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Posts Tagged ‘Laboratorio di storia’

ImmagineIl laboratorio di metodologia della ricerca e sperimentazione di una didattica della storia, di cui sono stato ideatore ed esperto esterno, ha operato presso il Liceo Classico “Adolfo Pansini” di Napoli dal 2002 al 2011, grazie al prezioso lavoro delle colleghe Arianna Anziano, Luciana Blasi, Bianca Giuanquitto, Maria Palumbo ed Evelina Violini. Ne sono nati cinque saggi, scritti dagli studenti che hanno partecipato all’esperienza e pubblicati dagli editori Ferraro e La città del Sole nella collana “I Quaderni del Pansini”. Tutto iniziò con una visita al preside, Salvatore Pace, al quale esposi il progetto. Benché sconcertato, il preside, che non mi conosceva, ne parlò ai docenti. Si formò così il gruppo che realizzò poi il laboratorio. Propongo ai lettori, con una punta di nostalgia, il testo del progetto, ritrovato per caso, mentre riordinavo vecchi documenti. Le difficoltà in cui versa la scuola, nonostante i proclami degli ultimi, pessimi governi, hanno interrotto il’esperienza che si era dimostrata valida e coinvolgente. Il progetto iniziava così:

Presupposto teorico: il fatto e la sua lettura. La pretesa “neutralità dello storico”;
Finalità: lavoro di ricerca su testi e su documenti editi e inediti custoditi negli archivi di Stato di Napoli e Roma, riguardanti il periodo che va dall’Unità alla nascita delle repubblica;
Obiettivi: scoperta del dubbio come fondamento del sapere; consapevolezza delle relatività e, quindi, della parzialità dei risultati di ogni ricerca storica; abitudine a considerare momentanea e legata a un particolare contesto temporale, politico e socio-culturale la lettura dei fatti della storia; sviluppo delle capacità critiche…

Chi ha voglia di leggere l’intero documento può utilizzare il link che conduce a “Fuoriregistro“.

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Mentre l’Italia militarista, dimentica del “ripudio” costituzionale, si accinge a celebrare la cosiddetta “Grande Guerra”, per ricordare la “Settimana Rossa” e le vittime del militarismo, avevo cominciato da qui:

PREMESSApietro-raimondi-operaio-ucciso-a-napoli-durante-la-settimana-rossa1

Maggio 1993

Com’è nato questo lavoro e come, giorno dopo giorno, s’è andato realizzando in classe non si spiega in due righi e non vale provarci. Se non l’hai visti passare, i giovani autori, dall’iniziale scetticismo all’interesse e cedere, infine, all’entusiasmo dei momenti di autentica crescita collettiva, non puoi capire. In quanto al resto – scelte di fondo e metodo seguito – è presto detto. Si parte dall’idea d’un giornalino, che la classe vuole suo ma diventa di tutti, e da un abbozzo di drammatizzazione che naufraga sugli scogli della scelta del testo. La scena l’ho in mente: lampi d’accusa nei volti leali e il brusco tornare feriti al quotidiano antologico – grammaticale negato per seducenti “didattiche” alternative, nemmeno amate e subito tradite. Non resisto. Lascio al timone indomabili sensi di colpa e si approda alla riva misteriosa di un’isola incantata che battezziamo “libro”…

Continuare a leggere, per chi vuole, non costa nulla. Basta aprire il link che rimanda a “Fuoriregistro.

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