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Posts Tagged ‘“Je so pazzo”’

Lo spunto me l’offrono i compagni dell’«Ex OPG Occupato Je so pazzo» e li ringrazio davvero. «Questa – scrivono – è la reazione del ministro delle finanze tedesco Schäuble alla notizia del referendum indetto dal governo di Syiriza!».
je so pazzeInutile precisarlo. Non ho mai amato Lombroso, non si tratta di fisiognomica e gli occhi non sempre sono lo specchio dell’animo. La scienza ha dimostrato che l’uomo può controllore i muscoli del viso coinvolti nelle manifestazioni delle emozioni  Naturalmente questo non si traduce sempre in un viso che «mente» e ci racconta qualcosa di diverso da ciò che realmente si muove nella mente di un uomo. Il «controllatissimo» Draghi non ha potuto impedire al suo volto di ridurlo a un animale impaurito, di fronte ai coriandoli che tempo fa gli ha riversato sul capo una giovane contestatrice. I dati emozionali si possono nascondere, tuttavia non c’è allenamento, educazione e attitudine che conti, se il dato emozionale è fortissimo e il tempo di reazione brevissimo. Probabilmente l’immenso stupore del padrone per la ribellione del servo ritenuto inferiore per definizione non è controllabile da meccanismi volontari. L’espressione facciale a questo punto diventa lo specchio reale dell’animo ed è anzitutto lo sguardo a confessare l’inconfessabile.
Non si tratta dunque di una riflessione inaccettabile che si tiene sul taglio di un rasoio tra scienza e razzismo. Nulla di tutto questo. Solo una convinzione personale: se è vero che non è possibile individuare sempre e scientificamente in una reazione emotiva un sentimento interiore, è vero anche che non sempre siamo in grado di impedire al nostro volto di svelare ciò che ci passa per la testa. Una lunga premessa, per esprimere una convinzione profonda: non capiremo mai bene che cosa potrebbe capitare alla Grecia e poi a noi, se non sapremo cogliere fino in fondo la ferocia che affiora dallo sguardo fuori controllo di questo pericoloso figlio del capitale finanziario:

Agoravox, 2 luglio 2015

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11073567_10204956110834960_7140279662398393408_nPrima un filmato che vale più di mille parole, per cogliere il senso di una lotta e il “valore” dei “combattenti”: sarebbe un crimine sgombrare l’ex OPG:

Tra le tante iniziative, oggi c’è stata questa, a cui sono orgoglioso di aver partecipato:

Merc 25 – ore 17:30 – Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

Ricostruiamo la storia delle Quattro Giornate di Napoli, la storia della partigiana, operaia e antifascista di Materdei, Maddalena Cerasuolo, la storia della Nostra Resistenza!

Con: – Gaetana Morgese, figlia di Maddalena Cerasuolo, autrice del libro Dalla parte sbagliata
– Giuseppe Aragno, storico dell’antifascismo popolare
—–

Nel lessico scarno degli storici non si trova traccia dello strazio e della paura di chi, arrivato alla disperazione, riuscì a difendere i propri cari dalla deportazione e la propria città dalla distruzione e dall’essere ridotta in cenere e fango per ordine di Hitler. Durante quelle che sarebbero diventate famose come le Quattro giornate di Napoli, si snoda la vicenda reale di una giovane donna, Maddalena Cerasuolo, che diventa suo malgrado un’eroina. Figlia della protagonista di questa storia, l’autrice ha voluto scrivere quei racconti ascoltati tante volte dalla madre per poter trasmettere e custodire la memoria di un simbolo della Resistenza. Il libro contiene un secondo racconto, “Dalla parte sbagliata”. Lo sfondo è sempre Napoli all’alba dell’insurrezione. Attraverso gli occhi del protagonista, l’autrice descrive la sofferenza della gente e tutto ciò che fu costretta a subire in quel lungo maledetto 1943. Un racconto basato sulle testimonianze autentiche di chi ha vissuto l’orrore di quei momenti, con lo scopo di dar voce a chi non ne ha avuta“.

E per finire ecco una documentazione visiva, dovuta in buonissima parte ai miracoli fotografici di Ferdinando Kaiser: 11081058_10204956111074966_8165390683474938054_n 0001 Napoli 25 marzo 2015 ex OPG occupato Presentazione del libro di Gaetana Morgese 0002 Napoli 25 marzo 2015 ex OPG occupato Presentazione del libro di Gaetana Morgese 0003 Napoli 25 marzo 2015 ex OPG occupato Presentazione del libro di Gaetana Morgese 13224_10204956106394849_8607641915099273274_n 21141_10204956107194869_5160288963665887711_n 21221_10204956109074916_1614060847085389753_n 1619419_10204956106594854_5205792029759051548_n 1797318_10204956099114667_8699093398005679700_n 10152534_10204956108634905_7536632105803960565_n 10347566_10204956106714857_4012831262581825930_n 10384147_10204956109514927_7824836063975293692_n 10391427_10204956098554653_6555521107942242660_n 10422439_10204956106794859_978258210215854126_n 10426243_10204956103154768_1133420165238444228_n 10606404_10204956107994889_3337261092553285662_n 10649616_10204956109994939_5962966312171994510_n 10690050_10204956099914687_6747157554575932669_n 10850013_10204956109434925_4984415590590142052_n 10957136_10204956106194844_6742956912149125411_n 10995631_10204956110754958_3733827147132276564_n 11011086_10204956101234720_5234695396414108933_n 11014814_10204956106154843_5034014904383385956_n 11045492_10204956097154618_5233013400954255258_n 11045492_10204956097154618_5233013400954255258_n (1) 11069875_10204956105874836_8123818360740273805_n 11073305_10204956108594904_1799555314307982054_n (1)

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In deroga a regole e abitudini di questo blog, spazio ai giovani compagni con cui lotto.

SOTTOSCRIVETE!

 

10923514_632780503495283_3160808941206667364_nCONTRO LO SGOMBERO DELL’EX-OPG OCCUPATO, PER LA RIAPERTURA ALLA CITTÀ E AI SUOI BISOGNI

Lunedì 2 Marzo decine di studenti, lavoratori, cittadini hanno occupato l’Ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario del quartiere Materdei, nel cuore di Napoli, per restituirlo al quartiere e alla città. Si tratta infatti di un complesso enorme, abbandonato ormai da sette anni, la cui parte immediatamente utilizzabile ha stanze, cortili, terrazzi, un orto, un teatro, un campo di calcetto, insomma: tanti spazi che potrebbero essere utilizzati per attività culturali, sociali, aggregative per bambini, famiglie e per tutti quelli che in questi anni sono stati colpiti dalla crisi.
Stamattina, a solo un giorno dalla riapertura del posto abbandonato e della restituzione alla cittadinanza, agenti della Polizia Penitenziaria e il Direttore Carlo Brunetti, evidentemente nostalgici del carcere che c’era, sono giunti sul posto e fatto irruzione nel complesso minacciando gli occupanti di uno sgombero imminente.
Probabilmente si sentono piuttosto in difficoltà, visto che uno stabile che era in perfette condizioni al momento della chiusura e che era stato affidato per qualche tempo alla loro custodia è stato trovato letteralmente saccheggiato, privato di ogni cosa che poteva avere qualche valore?
A noi non interessa: però pensiamo che non spetti certo alla polizia penitenziaria il servizio pubblico, o che i problemi che incontrano i cittadini possano essere risolti con la violenza. Al contrario: noi pensiamo che le nostre città, già così piene di problemi, abbiamo bisogno di partecipazione dal basso, e non di certo di istituzioni totali.
Vogliamo che luoghi che sono stati, e purtroppo sono ancora, luoghi di sofferenza diventino luoghi di gioia, di accoglienza, di cultura e di divertimento.
“Je so pazzo” è il nome scelto, perché in un mondo dove la normalità è fatta da disoccupazione, precarietà, discriminazioni razziali e di genere e chi più ne ha più ne metta, vogliamo dichiararci pazzi anche noi come Pino, e osare organizzarci per riprendere parola insieme a chiunque voglia farlo con noi per costruire dal basso un’alternativa al mondo grigio e disperato che vediamo quotidianamente.
Chiediamo che la polizia penitenziaria la smetta con le sue minacce e che non ci sia nessun intervento della forza pubblica, ma l’apertura di tavoli di confronto.
Chiediamo che l’Ex-OPG occupato non venga sgomberato, ma che anzi possa essere riaperto e affidato ai cittadini per attività sociali.
Chiediamo che tutti i cittadini e le istituzioni, a qualsiasi livello, prendano posizione contro questo sgombero e contro questo ennesimo spreco del patrimonio pubblico, che potrebbe essere subito messo a disposizione della comunità!

Per firmare
– indicate nome, cognome e “professione”
– scrivete a exopgoccupato@gmail.com
– mandate un messaggio alla pagina Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

Prime firme

singoli

Gaetano di Vaio (cittadino e referente del Sindaco di Napoli per l’individuazione e la valorizzazione dei mestieri di strada)
Dario Stefano Dell’Aquila (presidente ass. “Antigone”)
Peppe Lanzetta (drammaturgo, attore e scrittore)
Annamaria Mastrantuoni (Pensionata, Responsabile Area Educativa OPG S. Eframo)
Giuseppe Aragno (compagno, storico e docente Fondazione Humaniter)
Maria D’Oronzo (centro di relazioni umane di Bologna – antipsichiatria)
Giorgio Antonucci (centro di relazioni umane di Bologna – antipsichiatria)
Salvatore Verde (operatore carcerario)
Paola Staccioli (scrittrice)
Sandro Ruotolo
Luigi Felaco – consigliere del comune di Napoli
Vittorio vasquez – consigliere del comune di Napoli
Arnaldo Maurino – consigliere del comune di Napoli
Ivo Poggiani – consigliere della VIII Municipalità
Pietro Rinaldi – consigliere del comune di Napoli
Luigi De Matteis (psicologo ASL Napoli 1)
Teresa Capacchione (psichiatra ASL Napoli 1)
Antonio Mancini (psichiatra, membro dell’Associazione Sergio Piro)
Francesco Giordano
Stefania Fanelli (Sinistra e Libertà – Napoli
Mario Zazzaro (FPCGIL – sanità privata)
Gemma Mercurio (tecnico di riabilitazione psichiatrica)
Silvia Gabbatore
Delio Salottolo
Viola Sellerino
Luca Siciliano
Marco Di Renzo
Aurelia Cirino
Dario Buffa
Martina Laselva
Francesco Cutolo
Cristiano Carloni
Sara De Carlo (professoressa)
Matthias Moretti
Lorenzo Terrinoni
Daniela Ciaparrone
Luciano Lobosco
Auria Giulia
Antonio Ruberto
Ettore Gallo
Mariarosaria Fiorentino
Salvatore Massimino
Salvatore Di Biase
Michela Danesi
Francesco Franzese
Federica Pighetti
Roberta Cannavacciuolo
Rosalinda Romano
Clorinda Attianese (precaria)
Sveva Scognamiglio
Gaetano Grilli (studente)
Salvatore Capuano
Yasmine Elgamal
Andrea Maioli, visual designer
Marialilla Carpentineri (donna delle pulizie)
Elisabetta Fenizia (studentessa)
Giovanni Buonanno
Pasquale De Laurentis
Laura Sepe
Clorinda Guarino (studente)
Alfredo Mundo (studente)
Lorenzo De Sabbata
Giuseppe Cerreto (studente universitario)
Vincenzo Capasso (studente)
Laura Sepe
Salvatore Capuano
Alfredo Giraldi (attore e burattinaio)
Italo Di Sabato
Ornella De Zordo
Alberto Bausola
Luca Lendaro (studente)
Maddalena Verrone
Viviana Sacco
Luigi Romano
Francesco Basso
Claudia Ceragioli

artisti:

99 Posse
Alfredo Giraldi (attore e burattinaio)

Collettivi, movimenti e associazioni:

Comitato di Lotta per la Salute Mentale – Napoli
Laboratorio Politico Iskra (Napoli)
Comitato Villa Medusa (Napoli)
collettivo per l’autogestione – Urbino
Collettivo antifascista VersuS (Napoli)
Laboratorio Occupato Insurgencia
D.A.D.A.
Mezzocannone 12 Occupato
Osservatorio sulla Repressione
Sapienza Clandestina (Roma)
Studentato Occupato Degage! (Roma)
Spazio Sociale Occupato Ex 51 (Roma)
Spazio Damm (Napoli)
Rete dei Comunisti
L’Asilo
Redazione napoletana di Contropiano
Zero81 (Napoli)
Mensa Occupata (Napoli)
Lab. Okk. Ska (Napoli)
C.S.O.A. Officina99 (Napoli)
Studenti Federico II (Napoli)
Aula Flex (Napoli)
Partito Comunista dei Lavoratori
Campagna per il diritto all’abitare “Magnammece ‘O Pesone” (Napoli)
Comitato Soccavo (Napoli)

Post scriptum: Ma da quando la polizia penitenziaria fa l’ordine pubblico? L’assurda storia dell’Ex-OPG occupato di Napoli.

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