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Posts Tagged ‘Italia liberale’

78240946_983253805407630_1163089173960196096_nNell’Italia liberale, molto simile a quella attuale, ma per certi versi lontanissima dall’odierno perbenismo conformista, l’articolo 247 del codice penale puniva l’odio socialmente orientato, che diventava istigazione all’odio tra le classi sociali; il reato, che non colpisce un crimine consumato, esiste ancora ma fa a pugni con la Costituzione, sicché si è giunti a un penoso compromesso: prima di condannare occorre accertare se l’odio possa concretamente produrre situazioni di pericolo.
Poiché, con gran dispetto degli uomini d’ordine, abbiamo una Costituzione scritta da gente che spesso in galera per istigazione all’odio tra le classi sociali c’era stata, da qualche tempo l’imperante ipocrisia va tirando fuori dal cilindro un suo spelacchiato coniglio e finge di cercare una sorta via di mezzo tra punire e condannare. Inutile dire che la squallida “terza via” si riduce a una tragicomica barzelletta. Non c’è altro modo, infatti, per definire la proposta di “educare a non odiare”. Tragicomica non tanto e non solo perché non si capisce cosa e come si vorrebbe educare, ma perché, come l’amore, l’odio non è solo un sentimento, ma un diritto. Chi ci fa volutamente male, infatti, suscita naturalmente in noi una ripulsa istintiva, un giustificato, comprensibile e profondamente umano rifiuto, che fa scattare la molla che ci spinge a reagire e a non subire. L’odio degli sfruttati per gli sfruttatori è la il presupposto primo della liberazione. Se il fascismo avesse saputo educare i giovani a non odiare, non avremmo avuto la Resistenza, la Repubblica e la Costituzione.
Questa forma di educazione che significa sottomissione è, se possibile, peggiore del messaggio cristiano che comanda di porgere l’altra guancia e in ogni caso va detto che, se non altro, il Cristo della rassegnazione si fece mettere in croce per liberare gli sventurati. Trovatemi, se potete anche un solo sostenitore della cosiddetta educazione a non odiare, così ricco d’amore, da smettere di sfruttare i suoi odiatori e consegnarsi al carnefice per il martirio. Non ne troverete uno nemmeno a pagarlo a peso d’oro e credo proprio che abbia ragioni da vendere Viola Carofalo, che stamattina così commentava questa gesuitica maniera di soffocare l’ennesimo diritto: quello di odiare.

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