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Posts Tagged ‘Ilaria Capitani’


E’ ormai rovente la polemica tra Fedez e la Rai. L’accusa in diretta a Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3, durante il Concertone del Primo Maggio è gravissima: gli ha chiesto insistentemente di modificare il suo discorso per ragioni di opportunità politica. La Rai ha smentito, ma l’artista ha reagito, rendendo pubblica la concitata telefonata avuta con funzionari della tv di Stato e con la stessa Capitani. Una telefonata da cui l’informazione pubblica esce con le ossa rotte e ciò che più conta con l’abito del censore. Sullo sfondo La Lega – partito di governo- da cui Draghi non prende le distanze.
La telefonata è un prezioso documento dal quale emerge l’Italia di Draghi, sempre più squallida e fascistoide.   
Fedez è chiarissimo: nel suo testo, dice le affermazioni pubbliche di consiglieri leghisti, una delle quali è agghiacciante: «se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno».
Impassibili, i funzionari Rai non si scompongono e insistono: «Le sto chiedendo di adeguarsi a un sistema. Tutte le citazioni che lei fa con nomi e cognomi non possono essere citate. Questo non è il contesto corretto».
L’artista però incalza e domanda: «Chi lo stabilisce? Io dico quello che voglio sul palco. Nel mio testo non c’è turpiloquio, sono imbarazzato per voi».
A quel punto entra in campo la Capitani, che, nel ruolo inedito e preoccupante di capo del Sant’Uffizio, dichiara: «Io ritengo inopportuno il contesto». Secondo la donna, che paghiamo lautamente con i soldi nostri, è lei a decidere cosa si può dire e cosa va taciuto. Fedez le ricorda «che non c’è contesto di censura», e conclude: «Nel vostro futuro i diritti civili sono contemplati sì o no?».
Una risposta Torquemada e soci però non la danno.
In attesa che il salvatore della patria esa dal fango in cui affonda e torni a camminare sulle acque, l’ira della Lega tiene il campo, disonorando il Paese con una nota delirante firmata dai suoi  parlamentari che siedono in commissione di Vigilanza Rai: «Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1° maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento».
Nel silenzio di super Draghi, la Rai e la Lega per l’indipendenza della Padania disegnano una «Italia nuova», molto simile a quella che cantava «Giovinezza» e puniva il «vizio abominevole» con provvedimenti di Pubblica Sicurezza.

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