Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Il Mundo. il Paìs’

Il Manifesto, che me l’aveva chiesto, non l’ha poi pubblicato. Ringrazio la “Sinistra Quotidiana”.

 La sinistra Quotidiana

Addio ad Ada Grossi, la voce libera dell’antifascismo

ago 22, 2015

ada-268x300Il “Mundo” e il “Paìs” l’hanno ricordata ai lettori: Ada Grossi, figura di rilievo dell’antifascismo, la voce di «Radio Libertà», che da Barcellona parlò all’Italia della Spagna libera, è morta a Napoli l’8 agosto scorso, nel silenzio indifferente di un Paese che ha commemorato persino il fascista Almirante.
Nata nel 1917, ebbe un’infanzia segnata da eventi terribili: l’ascesa di Mussolini, Matteotti ucciso, la dittatura, contro la quale fu subito il padre, Cesare Grossi, socialista, noto penalista e amico di Enrico De Nicola e Roberto Bracco. A nove anni, nel 1926, Ada fuggì in Argentina con la famiglia: la madre, Maria Olandese, promettente soprano, che a Pietroburgo aveva cantato per lo Zar, il padre e i fratelli, Renato e Aurelio. Più umana dell’Europa unita, Buenos Aires accolse gli immigrati; i ragazzi proseguirono gli studi e il padre trovò da vivere come rappresentante di vini. Una vita segnata dagli stenti, che non impedì a Cesare Grossi di rafforzare l’opposizione al fascismo, assieme alla moglie, preziosa collaboratrice nella gestione di una sorta di “Soccorso Rosso”, e diventare un riferimento per i fuorusciti. In questo ambiente, fatto di solidarietà tra esuli e amore per la libertà, si formò Ada, che nel 1936, a 19 anni, scoppiata la guerra civile, accorse con la famiglia in Spagna al fianco dei repubblicani.
A Barcellona, diventata «speaker» della sezione italiana di «Radio Libertà», creata dal padre su mandato del governo repubblicano, Ada ruppe il silenzio imposto dalla censura fascista e portò nelle case degli italiani la voce della Spagna aggredita, scatenando l´ira impotente di Mussolini. Rosselli aveva appena lanciato il suo monito – «Non vinceremo in un giorno, ma vinceremo» – e lei rilanciò la sfida, denunciando la furia criminale degli aggressori nazifascisti. Anni fa, raccontando a un pugno di studenti la sua storia, Ada affidò ai giovani di un tempo diverso dal suo un incancellabile esempio di quella «dimensione etica» dell´agire politico, ormai cancellata dalla crisi di valori di una società priva di memoria storica. Quei giovani ne ricavarono un libro stupendo.
Tornata dalla Spagna negli anni Settanta, Ada Grossi ha vissuto tra noi fino alla fine, in un Paese in cui la degenerazione della vita pubblica apriva spazi a una destra rozza, ma efficace, che colpiva al cuore l´ethos politico da cui nacque la repubblica: pace, libertà, solidarietà e giustizia sociale, i valori per cui da giovane s’era battuta…

Chi desidera proseguire, può cliccare sul link: “La Sinistra Quotidiana

Read Full Post »