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Posts Tagged ‘Igiene’

Non c’è dubbio. Tra i riferimenti della nostra scuola, l’educazione alla legalità ha una sua chiara e forte collocazione. Sappiamo tutti di che si tratta ma ricordarlo non farà male a nessuno: si occupa delle norme che disciplinano i rapporti sociali e della loro funzione nella vita democratica del Paese. Una sorta di scienza della democrazia tesa a formare una cultura dei valori civili basata su principi di libertà, solidarietà, corretta pratica dei diritti di cittadinanza, e riconoscimento della reciproca pari dignità degli individui e dei gruppi sociali, che nessuno, per nessun motivo, può subordinare a interessi di parte. Visto dal punto di vista della scuola, quindi, il dilemma salute-lavoro non può avere cittadinanza nella vita del Paese: viola ad un tempo il diritto al lavoro e quello alla salute, garantito dalla Costituzione, e si pone fuori dai confini di quella legalità cui essa educa i giovani ogni giorno e che così faticosamente si difende in tante aree del nostro Paese, benché si legga ogni giorno e pare provata una trattativa tra lo Stato e la mafia e dopo Malinconico. Passera, l'”Espresso” riferisce che ora tocca al Sottosegretario Cardinale,  indagato per concorsi truccati in vari atenei italiani.
Di tutto ciò, a quanto pare, l’efficientissimo “governo tecnico” non ha alcuna cognizione e soprattutto nulla sembrano sapere il Ministro Profumo e i suoi sottosegretari, in tutt’altre faccende affaccendati.
In quanto a Clini, ministro dell’Ambiente, dal momento che l’Ordine dei medici non ha nulla da chiedergli, che potrà dire la scuola? E’ un medico, Clini. Wikipedia le sbaglia tutte, ma occorre crederci, anche se sembra davvero una barzelletta: medico del lavoro, specializzato in Igiene e salute pubblica. Con questi titoli nobiliari, rilasciati dalle nostre università perennemente distratte, il tecnico strapagato, Direttore Generale al Ministero dell’Ambiente dal 1991 al 2011, quando l’amico Monti l’ha accomodato sulla poltrona di Ministro, s’è svegliato dal coma profondo in cui ha vissuto per quasi un anno e ha dato il primo segno di vita a un Paese che non s’era ancora accorto della sua esistenza. Se i metalmeccanici tarantini non giocano alla roulette russa col cancro, ha dichiarato con arroganza senza precedenti, se tutti i cittadini di Taranto non rinunciano alla difesa della salute, gli investitori stranieri se l’avranno a male e terranno in tasca i loro sporchi quattrini. A questo punto, la scuola ha tutti i titoli per chiedere a Clini se non sia forse il caso di cambiare programmi e mettere all’ordine del giorno la cultura dell’illegalità. E, in subordine, chiedere di sapere con una qualche certezza quanti morti pensa si possano legalmente offrire per ogni euro di investimento estero.

Uscito su “Fuoriregistro” il 16 agosto 2012

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