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Posts Tagged ‘Golgota’

Piangeva il poeta e nessuno l’udiva.
Solo dall’altro l’intese il creatore
e all’angelo del cielo così disse:
È triste il poeta, conducilo qui.
Giunto in cielo quel vate
dimenticò l’umana sua tristezza.
Vibrò sublime la sua cetra d’oro
e canti eterni ancora ritrovò.
Ma poi che, spento il giorno, fu la sera,
tacque allora il poeta e non cantò.
Su dalle nubi, nel guardare il mondo,
di nuovo disperato, il vate pianse.
Signore, disse infine, sommo padre,
per i miei versi puri, la mia fede,
per l’amore che porti al tuo poeta,
se v’è d’un uomo amor che ancor ti muove,
torna fra noi, riporta la tua pace.

E ad un crocicchio Cristo fu il mendico,
che inutilmente la sua mano tese.
Fu un negro come tanti, senza colpe,
e fu braccato come un omicida.
Predicò nelle piazze e fu deriso.
Nessuno dei miracoli s’accorse.
Solo una donna gli si offrì per nulla,
eterna Maddalena senza età.
Venne la sera infine ed avvilito
nell’orto degli ulivi se ne andò.
Il volto tra le mani, a lungo pianse
e negli occhi lucenti la tristezza,
che il Golgota nemmeno mai recò,
venne a portare un velo di dolore.
Caddero l’ombre, infine, e fu la notte.
Notte di mezza estate, calda, chiara.
Tornato in cielo, al vate che chiedeva
si volse e nella voce il pianto aveva:
Ormai per me non serbano gli umani
nemmeno più l’oltraggio d’una croce.

Estate del 1972

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