Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Giuliano Granato’


Faccio parte di nuovo della Commissione di Garanzia di Potere al Popolo!  
Mi hanno votato 783 persone, molte delle quali non conosco. Le ringrazio tutte: chi ha deciso di votarmi e chi ha scelto altri candidati. Per quanto mi riguarda, i candidati meritavano tutti un voto, anche chi non ha centrato l’obiettivo. Lo meritavano perché, mettendosi in gioco, hanno confermato che noi di Potere al Popolo! conosciamo molto bene il valore della partecipazione. Dopo averne fatto parte per due anni, conosco la funzione delicata che sono chiamato a svolgere e farò ciò che posso per non deludere l’organizzazione, le sue militanti e i suoi militanti.
Non potrei chiudere questa breve nota, senza un ringraziamento e un abbraccio a Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi, i Portavoce uscenti, che in questi due anni sono stati per me un riferimento forte, un modello di coerenza, un lucido esempio di cosa voglia dire rappresentare un’organizzazione. Non era facile e non era scontato.
Siamo nati con grande serenità ed entusiasmo, ma abbiamo attraversato anche inevitabili burrasche. Viola e Giorgio, con la collaborazione del Coordinamento Nazionale uscente, al quale va il mio ringraziamento, hanno tenuto con mano sicura il timone che ci ha condotti sempre verso l’unità e letto con sicurezza la rotta che la bussola indicava.
Al Coordinamento Nazionale eletto, a Giuliano Granato e a Marta Collot, i nuovi portavoce, un solo augurio, consapevole che ne hanno mezzi e capacità: proseguire sulla  strada aperta da chi li ha preceduti.
Un’ultima considerazione. Gli eletti saranno tutti all’altezza del compito cui sono chiamati, io non ho dubbi. Nutro però una ferma convinzione: anche i miracoli sarebbero inutili, se le iscritte e gli iscritti non si stringessero al loro fianco e non vivessero attivamente la vita della nostra comunità.
Auguri di buon lavoro, quindi, a tutte e tutti noi di Potere al Popolo!

classifiche

Read Full Post »

Domenica e lunedì in Campania si vota per le elezioni regionali.
Per chi voto?
Per Potere al Popolo!
Perché?
Rispondono per me Gianpiero Laurenzano e Giuliano Granato:
Ascoltate le duemila ragioni del mio voto e anche voi voterete come me:
https://www.facebook.com/giulianogranatopresidente/videos/355257482296636

classifiche



Read Full Post »

In Campania la situazione è chiara e l’esito già deciso: vinceranno De Luca, le sue fritture di pesce e il peggior passato della nostra storia recente. Se alle elezioni non partecipassero Potere al Popolo! e il suo candidato Presidente, Giuliano Granato, dopo il voto tutto resterebbe com’era. Giuliano Granato però c’è e rappresenta una scelta possibile e concreta per studenti, precari, disoccupati e giovani costretti a cercar fortuna in altri Paesi.
Siete delusi per il tradimento dei 5Stelle e non ne potete più di vecchi politicanti e giovani avventurieri che considerano la politica un’occasione di arricchimento personale? Bene. Un’alternativa esiste e non è un’illusione: è un movimento di giovani che farà tutto il contrario di quello che finora hanno fatto De Luca e la sua banda. Quelli hanno distrutto il vostro futuro per costruire le proprie fortune, Potere al Popolo! lavorerà per ricostruirlo. Il mondo cambia sempre così: quando non ne possono più, i giovani sostituiscono progressivamente i vecchi cialtroni e si comincia daccapo.
Il futuro è già cominciato: nessuno lo dice, infatti, ma lo sanno tutti: Potere al Popolo! ha già messo al sicuro il suo 3% e si prepara a entrare in Regione. Ora si tratta di capire quanti candidati accompagneranno Giuliano Granato per girare con lui la pagina della storia.
Mentre il cambiamento è già iniziato, la parola tocca a voi. Volete De Luca e la solita disperazione? Votate i suoi marpioni o statevene a casa. Se invece volete rafforzare il progetto nuovo e ricostruire con noi il vostro futuro, strappandolo dalle mani di chi l’ha distrutto, sapete che fare: votate Giuliano Granato e Potere al Popolo!, e votate NO al referendum.
Fatelo e poi di corsa venite a far festa con noi.       

classifiche

Read Full Post »

Pensateci solo per un attimo: al posto di De Luca, un giovane come Giuliano, con le qualità di Giuliano, la passione civile, la trasparenza, l’onestà intellettuale e la sacrosanta volontà di costruire un mondo che non sia il letamaio di De Luca…
Ci avete pensato? Beh, se l’avete fatto, non potrete fare altro che votarlo.

https://www.facebook.com/giulianogranatopresidente/videos/789296048507164

classifiche

Read Full Post »

La malattia è sofferenza e talvolta morte. Sia l’una che l’altra possono talora essere evitate dalla tempestività dell’intervento medico. La «lista d’attesa» è un prolungamento più o meno indefinito della sofferenza e per il cittadino povero significa in molti caso tortura e qualche volta morte.
In «lista di attesa» naturalmente finisce quella parte della popolazione, da anni ormai in crescita costante, che non può far ricorso all’assistenza privata. Non è un paradosso: secondo il rapporto Rbm-Censis 2019 le popolazioni dei territori più poveri sono quelle che, in proporzione al reddito, spendono di più per curarsi. Più deboli o assenti, infatti, sono le strutture pubbliche, più la tortura diventa feroce e più il torturato è costretto a pagare per colpe che non ha commesso.
L’anno scorso il 44 % della popolazione italiana, dopo lunghe e dolorose attese, è stato costretto a sottrarre al suo magro bilancio i soldi necessari a pagarsi una prestazione sanitaria.
Diversamente da De Luca e Caldoro, i pilastri su cui poggia in Campania la Sanità privata, Giuliano Granato, candidato di Potere al Popolo! alla Presidenza della Regione, qualora dovesse vincere, destinerebbe ogni possibile risorsa al potenziamento della Sanità pubblica, riaprirebbe gli ospedali e i presidi sanitari chiusi da Caldoro e De Luca e farebbe di tutto per cancellare le «liste di attesa», che significano solo tortura e rischio di morte.     

classifiche

Read Full Post »

OGGI SONO SU IL MANIFESTO!

In viaggio su un treno regionale, destinazione Cilento. Per andare a incontrare Filippo Isoldi, uno dei candidati di Potere al Popolo! nella provincia di Salerno, e affrontare il tema dell’agricoltura.
Filippo è un “custode” della nostra terra, uno di quelli che più prosaicamente chiameremmo contadino.
E quale miglior lettura da treno, mentre dal finestrino scorrono le immagini della nostra Campania, se non l’articolo di Adriana Pollice?
Oggi su il Manifesto racconta la nostra lista con cui ci presentiamo alle elezioni del 20 e 21 settembre, alcuni dei temi da noi sollevati finora: dall’emigrazione al lavoro nero, passando per i trasporti e l’inquinamento delle nostre acque; alcuni dei prossimi passi, già in programma…
Leggete e, se vi va, fatemi sapere che ne pensate. Soprattutto: facciamo girare!
Nel frattempo, buona lettura e buona domenica!

Basta con le stesse persone e le trame di potere che vediamo da sempre
Adriana Pollice

Potere al popolo correrà in Toscana (nella coalizione del candidato Tommaso Fattori) e in Campania. Non hanno avuto nessuna esitazione a schierarsi contro il centrosinistra targato De Luca, tanto che la loro campagna elettorale era già partita a giugno, un mese prima che l’altra lista di sinistra (Terra) sciogliesse la riserva.
Il simbolo di Pap sarà presente in tutte le province campane. Il candidato governatore è Giuliano Granato, 34 anni, laureato in Relazioni internazionali, attivista dell’Ex opg Je so’ pazzo per cui si occupa, in particolare, della battaglia contro il lavoro nero. Le liste di Pap sono cucite sull’attivismo dei propri militanti. Mariema Faye fa parte del Movimento migranti e rifugiati Napoli; Clementina Sasso è astrofisica ed è impegnata nella difesa dell’ambiente; Marzia Pirone è avvocato del lavoro. La giovanissima Adelaide Sara Cavallo è portavoce della Casa delle Donne di Cava de’ Tirreni e militante di Spazio Pueblo. E poi c’è Gennaro Tesone, batterista degli Almamegretta. Spicca anche una pattuglia di fuoriusciti 5s, tra i fondatori dei meetup, come Marco Manna.
«È il momento di rompere il teatrino, che negli ultimi giorni è diventato ancora più evidente grazie all’accordo tra Pd e M5s – attacca Granato -. Basta con le stesse persone e le stesse trame di potere che vediamo da anni». La campagna elettorale è stata scandita da due temi: bonifiche e recupero del territorio; lotta allo sfruttamento delle categorie di lavoratori più fragili. Oggi saranno in Cilento per discutere di agricoltura sostenibile. Quindi, dopo la denuncia degli stagionali del turismo in costiera sorrentina, saranno a Ischia per raccogliere nuove denunce.
Altro tema attenzionato il fiume Sarno, uno dei più inquinati d’Europa grazie agli scarichi abusivi di industrie conserviere e conciarie a cui si sommano i condotti fognari abusivi. «Durante il lockdown le sue acque erano diventate cristalline – racconta – con le riaperture è tornato torbido. C’è stata una grande operazione della forestale con i sigilli alle imprese non a norma ma ieri la foce era di nuovo una fogna a cielo aperto. Ho cominciato la campagna elettorale da lì, su una canoa, e voglio tornaci. È una battaglia che abbiamo intenzione di continuare». Infine, il tema del trasporto regionale: «Andremo a verificare lo stato di alcuni tratti di linee abbandonate, ad esempio la Sirignano – Lagonegro che, se riattivate, permetterebbero di collegare aree interne che oggi soffrono di un isolamento per certi versi estremo».
Dietro l’angolo la ripresa dell’anno scolastico e la minaccia di De Luca di chiudere i confini della regione: «Il governatore è molto bravo a giocare con le paure ma la Campania è sempre stata fanalino di coda per tamponi effettuati, l’assistenza sanitaria territoriale continua a non esserci e i nosocomi sono stati trascurati in favore della costruzione di ospedali container, ancora senza agibilità. Come per la Sanità, ci ritroviamo con il comparto Scuola a pezzi, perché reduce da decenni di definanziamento, e ora deve fare i conti con la pandemia. E nessuno che voglia affrontare il disastro prodotto negli anni».
Se si dovesse ripetere il lockdown? «A marzo abbiamo messo su una rete di solidarietà molto attiva, che ha sostenuto le famiglie del centro e della periferia, tagliate fuori da bonus e aiuti per i troppi paletti messi da governo ed enti locali. Volontari e famiglie, siamo rimasti in contatto con tutti e siamo pronti ad attivare la macchina se dovessimo tornare a quella condizione».

classifiche

Read Full Post »

safe_imageAbbiamo costruito una lista che rappresenta la casa di tutti.  C’è tutto un tessuto che non vede l’ora di mettersi alla prova e di mettere alla prova le proprie capacità. Per farlo, però, dobbiamo prima far saltare questo tappo, questa classe dirigente che costituisce una trama soffocante a livello politico e di economia criminale.

Giuliano Granato, candidato di Potere al Popolo alla Presidenza della Regione Campania: Intervista a Fanpage:
http://fanpa.ge/MMiQT

classifiche

Read Full Post »

104878659_1205373393144045_7686879872872718270_o-1Diciamolo francamente: un movimento politico nuovo, che due anni dopo la nascita vive, definisce sempre meglio la sua identità, cresce, si rafforza e allarga costantemente il suo orizzonte è per sua natura una realtà destabilizzante. Venendo al mondo, ha rotto equilibri che, pericolanti o stabili che fossero,  avevano sin lì tenuto il campo. Senza dichiararlo, insomma, un movimento politico nuovo è di per sé una critica all’esistente. Sparisce in breve, se non risponde a una necessità della storia, si afferma, se ne coglie l’inarrestabile corso, unisce alla forza impetuosa del presente la lezione che viene dal passato e getta le basi del futuro.
Un movimento così fatto non consente mezze misure: lo ami perché dentro ti suscita speranze, lo prendi in odio, se ti pare una minaccia. Dal 2018 a oggi, chi ha sentito «Potere al Popolo!» come una minaccia, per un bisogno di difesa che si può riconoscere legittima, ha costruito una narrazione tossica, nella quale probabilmente ha finito col credere. Una narrazione fondata su una formula sperimentata, che – fatte le debite differenze – ricorda da vicino il comportamento del PCI nei confronti di tutto quanto nascesse alla sua sinistra: «Potere al Popolo!» è settario, autoreferenziale, ostile alle alleanze, non si apre agli altri e in ultima analisi divide.
Come accade nella vita e nella storia, ciò che è nuovo fa la sua strada, al di là dei nemici dichiarati e dei falsi amici. Se corre col treno della storia nella direzione del futuro, non sente il bisogno di smentire e correggere narrazioni false. E’ un compito che spetta ai fatti e alle loro leggi ferree e immutabili.
In questi caldi giorni di prima estate, circola con meritato successo un intelligente video sulle regionali in Campania, che presenta due livelli di lettura: il primo ha una funzione «comunicativa»: annuncia la candidatura di Clementina Sasso e Marco Manna, attivisti storici del «Movimento 5Stelle» nella lista di «Potere al Popolo!» accanto a Giuliano Granato, Arianna Organo e altri noti militanti; il secondo, sfumato ma di grande impatto, smantella alla radice la narrazione tossica e fuorviante sul settarismo isolazionista di Pap.
Da quelle candidature e dalle parole con cui i due militanti spiegano una scelta che avrà di certo una ricaduta notevole sul futuro dei «5Stelle» delusi e di «Potere al Popolo!», emergono i caratteri reali del nuovo movimento: quel suo essere «comunità» che sa parlare alla gente di sinistra delusa da promesse mancate e pratiche ormai superate. Certo, siamo agli inizi, ma il risultato potrebbe essere sorprendente. «Potere al popolo!» comunque una vittoria l’ha già registrata, rivelando la sua evidente attitudine a proporsi come riferimento per classi subalterne che condividono i valori della sinistra, ma non li trovano più praticati. Classi subalterne e popolari, che non sono sparite solo perché non votano più o votano scegliendo il meno peggio.
C’è chi ha scritto che «Potere al Popolo!» è la casa di chi non si arrende. Ed è vero. C’è da aggiungere che in quella casa trova porte sempre aperte chi per troppo tempo si è sentito battuto e tradito, chi ritrova il senso della lotta. Con l’efficacia dei primi propagandisti socialisti, Pap dimostra ogni giorno che  i padroni non sono invincibili e chi soffre non è debole e non è destinato a perdere.
Clementina Sasso e Marco Manna l’hanno capito subito e non ci hanno pensato due volte: in quella casa non c’è rassegnazione. Dietro i nuovi candidati c’è un mondo, ci sono i sogni suscitati e delusi dai leader di Grillo, ci sono lotte reali, storie di militanza e tanti, tantissimi militanti. In ultima analisi, ci sono sorrisi e speranze ritrovate. Questo è il significato profondo della candidatura dei militanti storici dei 5Stelle, e questo davvero è oggi Pap: la casa di chi, ridotto in ginocchio, ritrova la sua dignità e si leva in piedi. Quando questo accade, quando si alza in piedi chi lotta perché è stanco di subire, un miracolo si ripete puntuale: di fronte ti trovi un gigante.

classifiche

 

Read Full Post »

104878659_1205373393144045_7686879872872718270_oConosco da molto tempo Giuliano Granato. Ci uniscono anni di lotte condivise, di approfonditi scambi di opinioni, di sguardi rapidi ed eloquenti, incrociati in piazza nei momenti di tensione, di ore serene nelle belle giornate dell’Ex Opg e le esperienze recenti della campagna elettorale per le suppletive, quando mi ha regalato la sua preziosa collaborazione.
Dopo dieci anni, vivo più di tutti rimane il ricordo di un affannoso ritorno all’Orientale, dopo una violenta aggressione della polizia entro e fuori il San Carlo, ai primi di dicembre del 2010. Mentre percorrevamo via Toledo, le forze dell’ordine in assetto da sommossa ci tenevano dietro. Ricordo come fosse oggi la mia preoccupazione. Ormai anziano, non avevo lasciato il gruppo, perché per nulla al mondo  avrei dato a quei giovani l’esempio negativo di chi molla i compagni e bada a se stesso; sapevo bene però che la polizia ci tallonava con un intento preciso: staccare qualcuno dal gruppo, isolarlo, prenderlo e trascinarlo in Questura. Temevo perciò d’essere d’impaccio e di rallentare i miei giovani e ben più veloci compagni. Preso da questi pensieri, mi muovevo come un corpo estraneo al gruppo in ritirata e più che un impaccio diventavo un peso. Fu Giuliano Granato a urlarmelo senza esitare:
“Prof., stia nel gruppo, per favore, si tenga dentro!”.
Era giovanissimo, ma aveva un gran carattere e una personalità così forte che mi colpì moltissimo. Senza fiatare, feci sì con la testa, entrai disciplinatamente nel gruppo e giungemmo così assieme fino all’Orientale.
Gli anni sono passati; Giuliano li ha attraversati tutti in prima linea: studente, emigrato in Inghilterra, precario dopo esser tornato tra noi, lavoratore consapevole dei suoi diritti e perciò licenziato, ha dimostrato di essere uno che non si tira indietro e paga di persona. Se mi avessero chiesto chi candidare per Pap alla presidenza della regione, non avrei avuto dubbi: avrei fatto il suo nome. Rappresenta come pochi la sua generazione ed è un esempio non comune di quella sintesi attiva tra teoria e pratica che garantisce la crescita di un militante.
Sabato scorso, quando per la prima volta ha parlato da candidato, gliel’ho detto abbracciandolo: “Potere al popolo” ha scelto un candidato che fa pensare davvero e fino in fondo al mondo che vogliamo. Sono orgoglioso di poterlo sostenere.

classifiche

Read Full Post »