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Posts Tagged ‘Gesù Cristo’

2-Misericordia CorporalePer Gesù Cristo – e quindi per i cattolici, che in tutte le chiese ne hanno festeggiato la Resurrezione,  le sette opere di Misericordia vanno compiute perché il Regno dei cieli provi misericordia per i peccatori.
Le prime di tali opere,  al di là della fede professata, costituiscono imperativi etici per tutta l’umanità: dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati. Se si lascia morire qualcuno di fame e di sete, è inutile vestirlo, alloggiarlo e visitarlo. Si può dargli soltanto sepoltura, come richiede la settima e ultima delle opere di Misericordia, che però sa di beffa feroce e non conquista il perdono, se la compie chi è la causa materiale e morale del decesso che conduce alla sepoltura. Seppellire chi si è lasciato morire di fame e di sete non apre le porte del Regno di Cristo e anzi le chiude per sempre: la mancanza di solidarietà non può meritare la misericordia celeste.

A Mimmo e a Marco Cusano, che a Napoli lottano per la dignità in cima al campanile della Chiesa del Carmine, Cardinali, Vescovi, sacerdoti e credenti non hanno dato finora né acqua, né pane. In quanto a Cesare, al quale Cristo riconosce il diritto di avere ciò che gli spetta, ma ha il dovere  di dare ciò che deve, egli ha oggi purtroppo un ministro maledetto, figlio dell’odio e del male, così nemico di Dio, dei figli di Dio e di Cesare stesso, da proibire che acqua e cibo giungano a Mimmo e a Marco.
Nell’indifferenza di chi finge di festeggiarlo, Gesù Cristo oggi  muore di nuovo. Stavolta senza speranza di resurrezione.

Agoravox, 23 aprile 2019

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Questa riflessione è troppo acuta e originale per non provare a farla circolare.  Leggete e poi ditemi se sbaglio.
“A patto però di andare oltre quello che ci hanno insegnato”, scrive Salvatore Prinzi. E viene in mente un modo di intendere la vita, che ti fa pensare a una ricerca altissima, a un’affascinante volontà di “seguire virtute e canoscenza”. Chi cercava Ulisse, a me pare l’abbia trovato.
Bravo Salvatore, e grazie per quello che hai avuto l’intelligenza e il coraggio di scrivere.

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Sull’antichissimo scoglio, la bellissima Partenope è scandalizzata: il bello e il  cattivo tempo in città lo fa ormai un generale di quelli “senza se e senza ma“, un Joe Petrosino locale che lancia la sua sfida celodurista:

badate a quello che fate
brutte facce ‘e marucchino
è cominciato nu repulisti fino
Joe Petrosino vi faci trimari’…

Cambiano i sindaci, mutano i generali, a Napoli, si sa, la povera gente ha sempre due anime e due volti: prima delle elezioni è un’importate riserva di caccia elettorale e fioccano promesse marinaie. Finita la caccia, cambia la scena, si tornaalla vita di smepre e la miseria è solo un problema d’ordine pubblico. Dopo blitz e retate, per immigrati, ambulanti, senzatetto, disoccupati e prostitute, non bastano ormai manette e manganelli. A Poggioreale il carcere è stracolmo e la Procura della Repubblica lavora a tempo pieno. Il Cardinale Sepe, molto preoccupato, ha lanciato l’allarme ai fedeli in un volantino stampato alla macchia: a rischio stavolta è Gesù Cristo! Attivati i canali segreti della potente burocrazia vaticana, tra parrocchie, centri sociali e quartieri malfamati c’è un prudente via vai d’angeli e diavoli e tutti consigliano prudenza al Paradiso. Con parole assai franche, come si addice a un santo pastore d’anime, il cardinale è stato chiaro e netto: meglio che Gesù Cristo quest’anno se ne stia dov’è o, quantomeno, passi per un buon barbiere e si faccia poi prestare un doppiopetto. In ogni caso, è meglio che sappia: se mette piede a Toledo, risorto sì, ma combinato come sta sulla croce, in compagnia di quella gentildonna della Maddalena, beh, non ci sono dubbi, Petrosino e la banda di camerati rossonero che governano la città gli faranno passare la resurrezione in gattabuia. Si sa, la legge è legge e di mestiere, a Napoli, il padreterno ormai fa il generale.

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