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Posts Tagged ‘Gesù Cristo’


L’innocenza di don Antonio Bassolino è diventata un articolo di fede, che non tiene conto del fatto che un personaggio politico di primo piano, ex ministro, ex Presidente di Regione e per due volte sindaco di Napoli, sia risultato nullatenente allorché, sottoposto a procedimenti giudiziari, ha corso il rischio di dover metter mano alla tasca. Qui la politica cede il passo alla morale e l’innocenza si colloca in un quadro di valori che la politica sembra aver dimenticato.
Intendiamoci, pensare per tempo alla famiglia non è un reato e a nessuno si può imputare di avere bene in mente un sacrosanto sentimento, ispirato alle parole di Cristo: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli».
Bassolino ha scelto di essere cammello e – novello San Francesco – in vista di possibili condanne e relativi esborsi – s’è spogliato di ogni bene materiale. In realtà, come ha scoperto la mai smentita «Voce delle Voci», che scrive contro storie d’Italia e racconta quello che non conosci, non hai mai letto e non hai mai visto, prima di indossare il saio francescano, il nostro politico «nullatenente» non aveva rapporti facili con la cristiana cruna dell’ago. Per quanto è dato sapere, possedeva, infatti, un appartamento nella romana via Fiume, di cui ha tenuto per sé solo metà dell’usufrutto (l’altra è toccata alla moglie), mentre la nuda proprietà è intestata ai figli, ai quali sono passati due appartamenti romani, del quartiere Monti, acquistati nel ’92 dai compagni dell’Unità, e andati in liquidazione nel 1994 al prezzo di 243 milioni ciascuno, ottenuti, secondo il «Fatto Quotidiano», grazie a un mutuo con la Banca Popolare dell’Etruria, reduce da un crac, pagato col risparmio e la vita sconvolta di  azionisti e obbligazionisti.
In seguito alla conversione francescana Bassolino risultò nullatenente e perciò, in caso di condanna, era materialmente impossibilitato a far fronte agli eventuali debiti milionari nei confronti dello Stato.
Va bene così. San Francesco merita rispetto. Però smettiamola di parlare d’innocenza, perché due condanne subite in via definitiva ci sono state: una decisa dalla sezione di Appello della Corte dei Conti per una vicenda che vide il nostro francescano in veste di Commissario per l’emergenza idrogeologica, obbligato a risarcire con 21.000 mila euro Sla Regione, e un’altra che comportava una pena pecuniaria di 3 milioni e 200.000 mila euro.
L’allevo di San Francesco è oggi candidato sindaco a Napoli. C’è da sperare che gli elettori tengano conto della nullatenenza e diventino cruna di un ago invalicabile per i francescani opportunisti.

https://www.agoravox.it/Don-Antonio-Bassolino-e-la-cruna.html

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2-Misericordia CorporalePer Gesù Cristo – e quindi per i cattolici, che in tutte le chiese ne hanno festeggiato la Resurrezione,  le sette opere di Misericordia vanno compiute perché il Regno dei cieli provi misericordia per i peccatori.
Le prime di tali opere,  al di là della fede professata, costituiscono imperativi etici per tutta l’umanità: dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati. Se si lascia morire qualcuno di fame e di sete, è inutile vestirlo, alloggiarlo e visitarlo. Si può dargli soltanto sepoltura, come richiede la settima e ultima delle opere di Misericordia, che però sa di beffa feroce e non conquista il perdono, se la compie chi è la causa materiale e morale del decesso che conduce alla sepoltura. Seppellire chi si è lasciato morire di fame e di sete non apre le porte del Regno di Cristo e anzi le chiude per sempre: la mancanza di solidarietà non può meritare la misericordia celeste.

A Mimmo e a Marco Cusano, che a Napoli lottano per la dignità in cima al campanile della Chiesa del Carmine, Cardinali, Vescovi, sacerdoti e credenti non hanno dato finora né acqua, né pane. In quanto a Cesare, al quale Cristo riconosce il diritto di avere ciò che gli spetta, ma ha il dovere  di dare ciò che deve, egli ha oggi purtroppo un ministro maledetto, figlio dell’odio e del male, così nemico di Dio, dei figli di Dio e di Cesare stesso, da proibire che acqua e cibo giungano a Mimmo e a Marco.
Nell’indifferenza di chi finge di festeggiarlo, Gesù Cristo oggi  muore di nuovo. Stavolta senza speranza di resurrezione.

Agoravox, 23 aprile 2019

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Questa riflessione è troppo acuta e originale per non provare a farla circolare.  Leggete e poi ditemi se sbaglio.
“A patto però di andare oltre quello che ci hanno insegnato”, scrive Salvatore Prinzi. E viene in mente un modo di intendere la vita, che ti fa pensare a una ricerca altissima, a un’affascinante volontà di “seguire virtute e canoscenza”. Chi cercava Ulisse, a me pare l’abbia trovato.
Bravo Salvatore, e grazie per quello che hai avuto l’intelligenza e il coraggio di scrivere.

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Sull’antichissimo scoglio, la bellissima Partenope è scandalizzata: il bello e il  cattivo tempo in città lo fa ormai un generale di quelli “senza se e senza ma“, un Joe Petrosino locale che lancia la sua sfida celodurista:

badate a quello che fate
brutte facce ‘e marucchino
è cominciato nu repulisti fino
Joe Petrosino vi faci trimari’…

Cambiano i sindaci, mutano i generali, a Napoli, si sa, la povera gente ha sempre due anime e due volti: prima delle elezioni è un’importate riserva di caccia elettorale e fioccano promesse marinaie. Finita la caccia, cambia la scena, si tornaalla vita di smepre e la miseria è solo un problema d’ordine pubblico. Dopo blitz e retate, per immigrati, ambulanti, senzatetto, disoccupati e prostitute, non bastano ormai manette e manganelli. A Poggioreale il carcere è stracolmo e la Procura della Repubblica lavora a tempo pieno. Il Cardinale Sepe, molto preoccupato, ha lanciato l’allarme ai fedeli in un volantino stampato alla macchia: a rischio stavolta è Gesù Cristo! Attivati i canali segreti della potente burocrazia vaticana, tra parrocchie, centri sociali e quartieri malfamati c’è un prudente via vai d’angeli e diavoli e tutti consigliano prudenza al Paradiso. Con parole assai franche, come si addice a un santo pastore d’anime, il cardinale è stato chiaro e netto: meglio che Gesù Cristo quest’anno se ne stia dov’è o, quantomeno, passi per un buon barbiere e si faccia poi prestare un doppiopetto. In ogni caso, è meglio che sappia: se mette piede a Toledo, risorto sì, ma combinato come sta sulla croce, in compagnia di quella gentildonna della Maddalena, beh, non ci sono dubbi, Petrosino e la banda di camerati rossonero che governano la città gli faranno passare la resurrezione in gattabuia. Si sa, la legge è legge e di mestiere, a Napoli, il padreterno ormai fa il generale.

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