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Posts Tagged ‘Gaetano Manfredo’


Era vero, quindi: il debito che grava sul Comune di Napoli rendeva e rende difficile, se non impossibile, garantire un’amministrazione rispettosa dei diritti costituzionali della sua gente. Per convincere Gaetano Manfredi a presentare la sua candidatura a sindaco della città c’è voluto, infatti, un documento congiunto, firmato da Letta e Conte per il PD e i 5 Stelle, col quale i due hanno rassicurato il coraggioso coniglio: sta tranquillo, Gaetano, non sarai trattato come chi ti ha preceduto. I soldi che a lui sono stati negati, tu li avrai. In cambio sia che devi fare. Gli amici sono stati generosi…
I mali della società – ebbe a scrivere Robespierre – non provengono mai dal popolo, bensì dal governo. L’interesse del popolo è infatti il bene pubblico, quello di individui che stanno in posti di comando è, al contrario, un interesse privato. Se questo principio ci appartenesse ancora, dopo la lezione appresa dalla Rivoluzione borghese, vedremmo ancora un principio etico nella politica, pretenderemmo perciò i soldi promessi a Manfredi e ci rifiuteremmo di votare l’ex ministro che accettò di governare la Scuola e l’Università senza un centesimo da spendere.
Un ministro è la parte di un tutto e può facilmente nascondersi dietro le responsabilità collettive di un governo. Un sindaco no: se il governo toglie alla città che amministra l’aria per respirare, il sindaco – a prescindere dalle sue responsabilità – diventa subito il primo colpevole di ciò che va male. Eppure dovremmo saperlo che Governi e Regioni amministrano l’ossigeno secondo criteri vergognosi del tutto estranei alla politica: valvole aperte per gli amici, asfissia per chi canta fuori dal coro.
Gli applausi soddisfati che giungono dai killer d’una città martoriata sono nauseanti. Spiegano chiaramente a chi non l’avesse capito che ormai gli interessi di bottega vengono prima di quelli dei cittadini. I quali, però, anche questo va detto, sembrano aver rinunciato a esercitare un minimo di capacità critica. Vedono il nemico dove non c’è e accettano come amico chi fino a ieri li pugnalava alle spalle.
C’è stato un tempo in cui lo sapevamo bene: nessuno è tiranno senza essere al tempo stesso schiavo. Purtroppo l’abbiamo dimenticato e perciò, se tutto resta com’è, un tiranno servo vincerà queste elezioni e a perdere sarà certamente la stragrande maggioranza della popolazione.

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