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Posts Tagged ‘Fuoriregistro’

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Un ormai lontano 27 gennaio nelle parole scritte per Fuoriregistro.  Anche la critica alla “memoria di Stato” è ormai memoria e mi piace poter dire a me stesso che non modificherei di una virgola ciò che scrissi. Avevo e ho di Napolitano una pessima opinione e di ministri come Mastella conservo immutato il disgusto più profondo.

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Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica grazie al voto di deputati che nessuno ha mai eletto – i precedenti di questo Parlamento vanno cercati nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni – s’è nominato paladino ritardatario della Shoa e difensore d’ufficio del sionismo. Va bene così. Ho fondati motivi per temere che non durerà ancora molto, ma per il momento ognuno è libero di esprimere le sue opinioni e ne approfitto per ricordare a Napolitano come, grazie all’amnistia firmata da Palmiro Togliatti, segretario del suo partito politico, la stragrande maggioranza degli italiani responsabili dell’Olocausto l’hanno fatta franca. Non so se ne ha memoria, ma mi creda, persino i firmatari del “Manifesto degli scienziati razzisti“, pubblicato in pompa magna sul “Giornale d’Italia” il 14 luglio 1938, transitarono senza difficoltà dalle cattedre delle università fasciste a quelle repubblicane. Sabato Visco c’era ancora nel 1963, Eduardo Zavattari nel 1958, Nicola Pende nel 1955.
E qui mi fermerei per carità di patria, se il Presidente non ci avesse intimato di dimenticare le responsabilità del sionismo e non fossi preso dal timore di dover imparare ad esaltare o rifiutare “ope legis“, così come per legge si va ormai decidendo quello che occorre ricordare o dimenticare. Le mie opinioni politiche riguardano la mia coscienza e sono vincolate solo dalla legalità costituzionale che tutela la libertà di espressione del pensiero e quella d’insegnamento. La mia generazione non ha atteso il 2006 per esprimere la sua condanna irrevocabile delle aggressioni sovietiche: quando Napolitano e molti altri tacevano io e tanti come me, che oggi ritengono assolutamente inaccettabile il martirio della Palestina, facemmo sentire la nostra voce e uscimmo dal Pci. Oggi come allora, alta e libera deve poter salire la nostra protesta per Beirut massacrata, la Palestina martirizzata, per Guantanamo torturata e per tutto ciò che sarà domani la memoria di oggi. Il male non si combatte calendario alla mano, nei giorni deputati all’uso pubblico della storia. Il ministro Mastella faccia le leggi che vuole – leggi erano pure quelle fasciste – ma chi è abituato a star zitto quando conviene, non ci ridurrà a pecore obbedienti e non otterrà di farci tacere criminalizzandoci e minacciandoci.
Fosse vivo oggi Primo Levi – l’ha ucciso la repellenza per l’ipocrisia – ripeterebbe ciò che disse anni fa, di fronte al Libano massacrato, a un giornalista che chiedeva: “Qual è la lacerazione più profonda che provano oggi gli ebrei davanti a quello che accade in Libano?“. La lacerazione, egli rispose, “è tra l’immagine che ci eravamo costruiti dello Stato d’Israele (e cioè di essere il paese oasi, il paese della ricostruzione della nazione ebraica) e, invece, la nuova evoluzione, in senso militarista, in senso larvatamente fascista. Si trattava di ridare un centro non solo geografico, ma anche culturale, all’ebraismo mondiale. Adesso stiamo assistendo al prevalere delle istanze nazionaliste in senso aggressivo“.[1]. Che farebbe Mastella? Ne chiederebbe l’arresto? E che senso hanno di fronte ad un uomo di tale statura, di fronte alla sua tragica testimonianza, le parole del Presidente della Repubblica?
Lo dico apertamente: non vorrei essere nei panni degli storici che verranno. Cosa potranno dire di noi, a cosa si appiglieranno per giustificare la vergogna in cui sprofondiamo? Quando avranno di fronte le leggi dei nostri Parlamenti, le dichiarazioni dei nostri politici, le cronache dei nostri giornali in questi primi anni del nuovo secolo, si chiederanno invano dove sia finita l’intelligenza critica della nostra gente. Alla fine della guerra libica Salvemini ebbe lucidamente a domandarsi: “Non esistevano, dunque, in Italia studiosi seri e coscienziosi? Che cosa facevano gli insegnanti universitari di geografia, di storia, di letterature classiche, di diritto internazionale, di cose orientali? Credettero anch’essi alle frottole dei giornali? E se non ci credettero, perché lasciarono che il paese fosse ingannato? Oppure considerarono la faccenda come del tutto indifferente per la loro olimpica serenità?“.[2] Non fece a tempo a cercare risposte: seguirono a ruota la “Grande guerra” e il fascismo.

Note

1) Primo Levi, “La Repubblica”, 28 giugno 1982
2) Gaetano Salvemini in AA. VV., Come siamo andati in Libia, La Voce, Firenze 1914, p. X.

Da Fuoriregistro, 27 gennaio 2007

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logopiccoloFuoriregistro deve a Domenico Starnone e al suo fortunatissimo romanzo l’idea del titolo e l’ambizione di raccontare la scuola attraverso la cronaca dei fatti, comici o drammatici, minuti o terribili che ne scandiscono l’agire quotidiano, e la libera espressione dei pensieri o delle emozioni che li accompagnano. Passione, sdegno, rabbia, delusione o entusiasmo, vengono condivisi dentro uno spazio che vuole prima di tutto essere d’ascolto e di comprensione delle reciproche ragioni e delle differenti prospettive, alla ricerca di un autentico dialogo. Non ci sono requisiti particolari per la collaborazione, se non il desiderio di costruire una scuola, pubblica, in grado di accogliere tutti e ciascuno e a tutti e a ciascuno offrire una significativa opportunità di crescita e di sviluppo.

Nel suo duplice aspetto di pagina web e newsletter settimanale, la rivista ha ospitato e ospiterà testimonianze personali, informazioni, notizie, comunicati, appelli, proposte didattico-educative, riflessioni sui modelli pedagogici o sociali, giudizi sui percorsi di riforma o sulle scelte politiche da cui traggono origine, tutto quanto, insomma, dentro la scuola costituisce occasione di dibattito e confronto tra le sue componenti, che cercano consapevolezza critica e perseguibili ipotesi di cambiamento.

Nel tempo, la rivista ha cambiato veste e struttura, curando sempre con particolare attenzione l’aspetto partecipativo.

Nelle sezioni dello Spazio aperto chiunque sia interessato può proporre interventi di vario genere: se si tratta di opinioni sulla scuola verranno inserite nella Galassia dedicata, se si tratta di altro in Grandangolo.

Nelle rubriche, la rassegna Notizie dal fronte offre spunti di riflessione sugli avvenimenti scolastici; la nuova sezione In classe è aperta invece ad esperienze più strettamente didattiche, in un’ottica di scambio professionale tra docenti e/o studenti.

In Bacheca potrete segnalare eventi, iniziative, proposte o siti di particolare interesse, recensioni di libri, film, mostre o spettacoli.

Noi della Redazione ci riteniamo a nostra volta “lettrici e lettori”, “collaboratrici e collaboratori” e, come tali, ci assumiamo individualmente la piena responsabilità di quanto scriviamo o proponiamo. Il nostro lavoro, pur con i limiiti di un impegno volontario, è finalizzato a favorire la libera espressione, lo scambio e la circolazione delle idee, nel rispetto delle normative editoriali e di un comportamento comunicativo corretto.

Tutti i materiali prodotti sono esportabili, purché non apportino modifiche sostanziali, non abbiano scopo di lucro e non dimentichino la citazione della fonte.

I contributi inviati e pubblicati entrano a far parte dello storico della rivista in modo duraturo e incancellabile, proprio per il loro valore di, piccoli o grandi, documenti.

Nell’augurarci che la nuova impaginazione faciliti la navigazione e la scoperta di tutto il sito, vi invitiamo a suggerirci integrazioni o modifiche che ritenete utili a rendere ancor più condivisa questa piccola esperienza di rivoluzione.

Articoli e segnalazioni di ogni genere vanno inviati, preferibilmente, attraverso il modulo on-line.
La redazione risponde al seguente indirizzo: redazione_fuoriregistro@yahoo.it.

Redazione: Giuseppe Aragno, Emanuela Cerutti, Francesco Di Lorenzo, Maurizio Guercio
Direttore responsabile: Luciano Scateni
Registrazione Tribunale di Frosinone n. 324 del 08.07.2005

Newsletter del 13 marzo 2016

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Un bellissimo commento giunto poco fa da una collega per replicare a un dirigente scolastico che aveva commentato un articolo, cantando le lodi di Renzi su “Fuoriregistro”:
In bocca al lupo a Matteo Renzi che vuol fare una delle cose più difficili in Italia: cambiare la scuola, migliorare l’edilizia scolastica, premiare il merito, in un contesto dove si boicottano le prove Invalsi e come sempre si minaccia di bloccare gli scrutini!
Volere la buona scuola e attuarla sarà il compito di tutti coloro che alla scuola ci credono!
Francesco Semeraro, dirigente scolastico in pensione dal 1/9/2010″.

Potrà insistere quanto vuole il DS Semeraro, la collega lo ha fulminato:

In bocca al lupo ai nostri ragazzi. Per cambiare la scuola occorrono almeno tre qualità: cultura, onestà intellettuale e capacità di governo. Renzi è un analfabeta, sia sul piano delle conoscenze che dei valori; è molto disonesto intellettualmente, come ha dimostrato ampiamente in mille occasioni senza lasciare spazio a dubbi (e cito per tutte la vicenda Letta); in quanto alle capacità di governo, è riuscito a fare peggio di Berlusconi e pareva davvero impossibile.
Credere nella scuola? Anche Gentile ci credeva. Ciò non toglie che ne costruì una fascista, classista e nemica dei lavoratori
”.

Brava Cristina!

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Buona giornata e buona lettura da “Fuoriregistro

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clip_image002E’ difficile far vivere un’idea di scuola libera in un paese sempre meno libero. Tra mille difficoltà Fuoriregistro con le sue ormai classiche tre scimmiette ci prova da anni e un qualche segno di sé, negli anni, lo ha certamente lasciato. Naturalmente questo non vuol dire che tutti conoscano la rivista. E’ il caso perciò di parlarne e di presentarla.

Fuoriregistro deve a Domenico Starnone e al suo  fortunatissimo romanzo l’idea del titolo e l’ambizione di raccontare la scuola attraverso la cronaca dei fatti, comici o drammatici, minuti o terribili che ne scandiscono l’agire quotidiano, e la libera espressione dei pensieri o delle emozioni che li accompagnano. Passione, sdegno, rabbia, delusione o entusiasmo, vengono condivisi dentro uno spazio che vuole prima di tutto essere d’ascolto e di comprensione delle reciproche ragioni e delle differenti prospettive, alla ricerca di un autentico dialogo. Non ci sono requisiti particolari per la collaborazione, se non il desiderio di costruire una scuola, pubblica, in grado di accogliere tutti e ciascuno e a tutti e a ciascuno offrire una significativa opportunità di crescita e di sviluppo.
Nel suo duplice aspetto di pagina web e newsletter settimanale, la rivista ha ospitato e ospiterà testimonianze personali, informazioni, notizie, comunicati, appelli, proposte didattico-educative, riflessioni sui modelli pedagogici o sociali, giudizi sui percorsi di riforma o sulle scelte politiche da cui traggono origine, tutto quanto, insomma, dentro la scuola costituisce occasione di dibattito e confronto tra le sue componenti, che cercano consapevolezza critica e perseguibili ipotesi di cambiamento.
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Nell’augurarci che la nuova impaginazione faciliti la navigazione e la scoperta di tutto il sito, vi invitiamo a suggerirci integrazioni o modifiche che ritenete utili a rendere ancor più condivisa questa piccola esperienza di rivoluzione.

Articoli e segnalazioni di ogni genere vanno inviati, preferibilmente, attraverso il “modulo on-line”. Direttore responsabile è Luciano ScateniLa redazione, composta da Giuseppe Aragno, Emanuela Cerutti, Francesco Di Lorenzo e Maurizio Guercio,  risponde all’indirizzo redazione_fuoriregistro@yahoo.it.

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ImmagineIl laboratorio di metodologia della ricerca e sperimentazione di una didattica della storia, di cui sono stato ideatore ed esperto esterno, ha operato presso il Liceo Classico “Adolfo Pansini” di Napoli dal 2002 al 2011, grazie al prezioso lavoro delle colleghe Arianna Anziano, Luciana Blasi, Bianca Giuanquitto, Maria Palumbo ed Evelina Violini. Ne sono nati cinque saggi, scritti dagli studenti che hanno partecipato all’esperienza e pubblicati dagli editori Ferraro e La città del Sole nella collana “I Quaderni del Pansini”. Tutto iniziò con una visita al preside, Salvatore Pace, al quale esposi il progetto. Benché sconcertato, il preside, che non mi conosceva, ne parlò ai docenti. Si formò così il gruppo che realizzò poi il laboratorio. Propongo ai lettori, con una punta di nostalgia, il testo del progetto, ritrovato per caso, mentre riordinavo vecchi documenti. Le difficoltà in cui versa la scuola, nonostante i proclami degli ultimi, pessimi governi, hanno interrotto il’esperienza che si era dimostrata valida e coinvolgente. Il progetto iniziava così:

Presupposto teorico: il fatto e la sua lettura. La pretesa “neutralità dello storico”;
Finalità: lavoro di ricerca su testi e su documenti editi e inediti custoditi negli archivi di Stato di Napoli e Roma, riguardanti il periodo che va dall’Unità alla nascita delle repubblica;
Obiettivi: scoperta del dubbio come fondamento del sapere; consapevolezza delle relatività e, quindi, della parzialità dei risultati di ogni ricerca storica; abitudine a considerare momentanea e legata a un particolare contesto temporale, politico e socio-culturale la lettura dei fatti della storia; sviluppo delle capacità critiche…

Chi ha voglia di leggere l’intero documento può utilizzare il link che conduce a “Fuoriregistro“.

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