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Posts Tagged ‘ex Opg’

Ex OPG Materdei La procura indaga sul centro sociale occupatoC’è una sola cosa di cui dovremmo seriamente allarmarci, leggendo notizie come quelle pubblicate da Alessio Gemma: del fatto che in una città in cui la camorra fa paura, la Procura della Repubblica non trovi di meglio che impegnare risorse e tempo per indagare sull’Ex Opg. Tu leggi e pensi: ecco una notizia per cui corrotti, corruttori, camorristi e malavitosi di ogni genere fanno sicuramente festa.
Fermarsi a constatare però che questo cumulo di banalità racconta a chi ancora non l’ha capito qual è il livello culturale e morale della vita politica in questo Paese, sarebbe segno di grave superficialità. Quando diventano argomento politico e trovano addirittura spazio su un giornale del peso e del valore di “Repubblica”, per qualcuno evidentemente le cose risibili hanno un valore e una funzione. Possono anche essere stupide – e stavolta lo sono, non ci piove – ma c’è chi ne ricava un tornaconto.
Alessio Gemma fa il suo mestiere e io il mio. Il giornalista raccoglie notizie e copre le sue fonti. Io le fonti le cerco e le valuto. Ogni volta che ne scopro una, capisco a chi giovano notizie e non-notizie. Ecco. Io so qual è la fonte di questo articolo, perché si è voluto dare rilievo a una discutibile scelta della Procura e soprattutto so perché la notizia di cronaca giudiziaria è stata “agganciata” a una “vicenda passata sotto traccia”. Una vicenda che mi riguarda personalmente. Lo so, perché ci sono cose che siamo in pochi a conoscere e uno, uno soltanto ha interesse a farle circolare. Il nome lo tengo naturalmente per me, ma mi pare il caso di dirlo: l’indagine sull’ex OPG nasce morta e Potere al Popolo, che invece è più vivo che mai, farà le sue scelte serenamente. Come se, per intenderci, l’ottimo Alessio Gemma e la sua pessima fonte non esistessero.

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download«Potere al Popolo» cresce e com’è naturale comincia a dar fastidio. La prova? Cominciano le calunnie. Ecco quanto ho appena scritto sulla pagina facebook di «Stylo24», un sedicente giornale d’inchiesta:

«Poiché non voglio pensare che sia pagato per scriverle, consiglio a Giancarlo Tommasone di cambiare informatore, altrimenti continuerà a scrivere cazzate come quelle firmate oggi in un articolo barzelletta intitolato “Giggino lancia l’Opa su Potere al Popolo per Europee e Regionali.
Giuseppe Aragno».

Almeno per quanto mi riguarda, «Stylo24» è specializzato nella diffusione di notizie non solo inventate, ma anche ridicole. Secondo il giornale, infatti, «Potere al Popolo» si compone di due gruppi contrapposti: uno fa capo a me e l’altro alle figure più rappresentative dell’«ex Opg».  Si dà il caso, però, che tranne l’autore della barzelletta, in città lo sanno tutti e non c’è bisogno di fare inchieste per scoprirlo: io, Viola Carofalo e Salvatore Prinzi parliamo la stessa lingua.

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downloadC’è un «tag» sulla mia pagina facebook: mi chiama direttamente in causa e rimanda a una richiesta di non votare le bozze di Statuto di Potere al Popolo. Rispetto chi milita nei partiti di sinistra e mi aspetto di essere ripagato con la stessa moneta. Chiedo, cioè, rispetto per chi non è iscritto ai partiti sopravvissuti alla catastrofe della sinistra storica. E quando dico rispetto, intendo anche e soprattutto chiarezza.
Se un dirigente di Rifondazione Comunista descrive Podemos, France Insoumise e Potere al Popolo come «sfaccettature» di quello che definisce «populismo di sinistra», una domanda è d’obbligo: Rifondazione ha aderito o no all’appello di Lisbona? A rigore di logica, dovrei rispondere sì, perché sotto l’appello c’è la firma di Potere al Popolo, di cui Rifondazione fa parte. Se le cose stanno così, i conti però non tornano, tanto più che alle recenti riunioni promosse a Roma da demA risultano convocati e presenti sia Potere al Popolo che Rifondazione.
Questa situazione incomprensibile e per certi versi paradossale genera una nuova, a dir poco inquietante domanda: Rifondazione Comunista è dentro il promettente percorso di Potere al Popolo, o esistono due partiti con lo stesso nome, dei quali uno firma l’appello dei «populisti di sinistra», e l’altro contribuisce alla nascita di un polo diverso da quello che fa capo all’appello di Lisbona?
Non è una domanda banale per chi come me, ha subito senza poter parlare la nascita di due Statuti, nei quali ha visto un errore, ma anche una speranza di «liberazione». Quei due Statuti, infatti, non sono diversi tra loro per questioni formali e non pongono questioni che riguardano semplicemente le “regole”. Sono la manifestazione aperta di un dato di fatto: esistono due visioni diverse, contrapposte e per molti versi inconciliabili di Potere al Popolo. Se si è giunti ai due appelli è perché le discussioni eterne all’interno di un Coordinamento nazionale che nessuno ha potuto votare e che ormai ha fatto il suo tempo non sono bastate a comporre la vertenza. Consentire il voto dopo averli resi pubblici è obbligo irrinunciabile. Etico e politico. Etico, perché non puoi darmi la parola e poi mettermi a tacere senza farmi parlare. Politico, perché la questione degli Statuti è uno di quei casi in cui la forma diventa evidentemente sostanza. Se passa il primo, infatti, avremo un’organizzazione politica e sociale nuova, anticapitalista e popolare, che rompe in maniera inequivocabile con le “forme” tipiche della “sinistra”, così come l’abbiamo conosciuta. Un’organizzazione che segna una linea di continuità con l’intuizione per certi versi geniale del gruppo che ha pensato e voluto Potere al Popolo; se passa l’altro, nascerà una delle solite organizzazioni di una sinistra che non parla più alla gente e non vuole che la gente parli, un “contenitore”, fatto apposta per dar vita a un fantomatico quarto polo, che metta insieme ciò che resta di quella sinistra che ci ha condotti dove siamo, a cominciare da qualche resuscitato “antifascista” dell’ultima ora, che mesi fa osannava Minniti e i suoi provvedimenti fascisti e ora non sa se tenersi o mollare il PD depurato di Renzi.
Non ce l’ho con nessuno, ma vorrei fosse chiaro: mi sono imbarcato nella bella avventura di Potere al Popolo, ho condiviso l’appello da cui è nato, sposato il progetto e  accettato di candidarmi, perché me l’hanno chiesto quelli dell’ex Opg. Non l’avrei fatto in nessun altro caso.
E’ inutile girarci attorno e fare appello a una generica unità: ai due Statuti non si giunge per caso. C’è una differenza profonda che riguarda il modo di intendere la politica. Questa differenza insormontabile ha condotto alla conta voluta da chi ha presentato un secondo Statuto. Indietro perciò non si torna, non si può tornare perché il solo risultato che si otterrebbe sarebbero mesi di inutili trattative tra i membri di un Coordinamento che ha ormai esaurito la sua funzione. Si vada al voto perciò. Chi non ha tessere di partito ha diritto di sapere se lotta per un’organizzazione in cui la base conta davvero o si è illuso e deve rassegnarsi. Sapere se siamo tutti per l’appello di Lisbona o c’è chi vuole stare con noi per definirci «populisti».

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emergenza-freddo-opgIn un mondo che costruisce muri, recinti e campi di concentramento, c’è chi apre porte, abbatte cancelli e cancella recinti. Saviano dice che a Napoli non cambia nulla, ma lui vive lontano e non sa di che parla.
Da quando è cominciata l’emergenza freddo, i giovani dell’Ex OPG di Napoli, in collaborazione con la ormai benemerita associazione Napolinsieme, hanno provato a dare una risposta dal basso ai problemi pressanti di chi, purtroppo, è costretto a vivere per strada. E’ per questo che le porte del’ex manicomio criminale sono aperte ai senza tetto della città.
Se li ascolti, quelli dell’EX OPG ti dicono che hanno imparato tanto, che hanno «scoperto un mondo invisibile, lontano dai riflettori mediatici, che però ci restituisce chiaramente l’immagine della società in cui viviamo, fondata sull’individualismo e l’egoismo, una società che lascia indietro chi, spesso non per sua causa, non riesce a stare al passo con gli altri». Forse non lo sanno, ma questi giovani, che i loro problemi li hanno e non vivono certo una vita facile, stanno insegnando più cose di quante ne stiano imparando; stanno dimostrando soprattutto, con la concretezza dei fatti, che la solidarietà e l’attenzione verso l’Altro non sono parole scritte nei testi sacri della sinistra, ma fanno parte del suo Dna. Un tempo era chiaro a tutti noi: il mondo lo cambi ogni giorno, a poco a poco, vivendo in armonia con le cose che dici. Val la pena di segnalare, perciò, una videotestimonianza di questi giorni e di concludere questa brevissima nota con una considerazione che non è banale: in un mondo come quello di oggi aprire porte significa avere mente aperta e capacità di amare. Ecco perché le porte dell’Ex OPG sono aperte per tutti, tutte le sere dalle 18 in poi!

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11205493_473099272859211_3845585372630580146_nStamattina tutto mi pareva cominciasse bene e mi ero anche divertito a leggere i commenti demenziali di una sorta di serial killer, che mi spara spesso con una pistola ad acqua e si dispera perché poi lo cestino. Purtroppo non posso ringraziarlo per il divertimento che mi regala, né consolarlo per il cestino in cui finisce puntualmente. Si nasconde dietro falsi indirizzi mail e non c’è che fare. Avrei dovuto fermarmi allo scemo divertente, ma non avevo voglia di lavorare e ho voluto dare uno sguardo a facebook. La prima cosa che ci ho trovato risaliva a qualche giorno fa: era l’affermazione di un principio rivoluzionario che spiega la natura maligna dei referendum. Una truffa, un ricatto e un inganno. Il gioco delle tre carte.
Caspita, come ho fatto a non pensarci? Il ricattatore è Tsipras! Va beh, maledetto controrivoluzionario, ora basta. Tu ti credi che sono fesso ma ti sbagli, cacchio di greco imbroglione. Mò vengo ad Atene, ti prendo a calci in culo, ti metto agli arresti, ti affido a un tribunale del popolo, poi salgo velocemente sull’Acropoli e dalle sacre colonne dal Partenone dichiaro solennemente che stamattina, di buon ora, dopo aver fatto colazione, ho cominciato la rivoluzione. Farò delle pause per riposare e andare a mensa all’ora di pranzo, ma state tranquilli che dopo la siesta tornerò al lavoro. L’immancabile vittoria è prevista per stasera. A che ora? In tempo per la cena. Non posso andare a letto digiuno. Ho la gastrite.
Mentre preparavo alacremente la rivoluzione, ecco un amico sconsiderato che mi segnala un capolavoro molto meno divertente delle amenità dell’anonimo killer: un articolo del solito Giannuli, che vi consiglio di leggere perché di buono una cosa ce l’ha: dimostra che Renzi non ha il primato della stupidaggine. Al mondo c’è di peggio. Ecco Giannuli. Non ho mai letto un articolo più superficiale, fazioso e inconcludente. L’autore vede tutto, tranne la pazzia dei sacerdoti fondamentalisti dell’austerity, che hanno inchiodato la trattativa con Tsipras ad una verità di fede, puntualmente smentita dalla realtà. Tsipras ha fatto la sua parte, ma non ha né il potere di ammanettare delinquenti come Draghi, né la facoltà di mettere la camicia di forza a neonazisti, matti da legare come Merkell, Dijsselbloem Schäuble e compagnia cantante.
Possibile che questo sia tutto quanto passi il convento? No. Per fortuna ci sono anche segnali positivi e piccole soddisfazioni. Intanto una bella analisi su EuroNomade. Scrittura collettiva, mi dice Francesco Festa che ci ha messo mano, e questo la rende ancora più preziosa.
Oggi, poi, per dirne una, presidio in piazza a Napoli, davanti al Municipio, con la bandiera greca esposta al balcone del sindaco (eh, cari miei, ci sono anche i buoni consiglieri!) e mercoledì all’ex OPG occupato,  due compagni greci di Syriza verranno a parlarci di ciò che accade in queste ore e si prenderanno contatti per costruire la rete della solidarietà.
Non è molto, ma non è nemmeno poco e chi vuole vederla si accorge che una luce si è accesa nel buio.
Mi metto al lavoro.

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