Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Enea’

L’immagine che apre questo breve intervento mostra Enea che, vincendo la battaglia con l’istinto di conservazione, fugge da Troia in fiamme, portando sulle spalle il vecchio padre Anchise. E’ un’immagine che m’è venuta in mente mentre un tweet di Giovanni Toti scatenava una feroce e sdegnata polemica. Un tweet che ha letto mezzo mondo e che ripropongo:

Per quanto ci addolori ogni singola vittima del Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate“.

Per quanto mi riguarda faccio tranquillamente a meno di un inutile sdegno, che sa d’ipocrisia. Mi domando piuttosto se chi è anziano come, leggendo, non si è sentito chiamare in causa dalla coscienza, più che dalle parole del tweet e non ha ritenuto giusto riflettere invece di puntare il dito. Riflettere sì, senza scandalizzarsi, senza chiamarsi fuori o – peggio ancora – ricorrere al giudice come parte lesa. Il problema che abbiamo di fronte infatti non è il tweet. Purtroppo Toti ha scritto quello tanti pensano ma non dicono.
Giunto ormai a un passo dai 75 anni, non posso fare a meno di chiedermi quali responsabilità abbiamo noi anziani, in quanto generazione, se il mondo che ci accingiamo a lasciare è popolato da gente come Toti. Più che sdegnarci, ricordiamoci che è un mondo che purtroppo abbiamo costruito noi. Chiediamoci perciò anzitutto dove e quando abbiamo sbagliato, se oggi la realtà che abbiamo costruito ci dice brutalmente che siamo vecchi, non produciamo nulla e possiamo anche togliere il disturbo.
Chiediamocelo, è necessario farlo, perché, ci piaccia o no, questo mondo popolato da analfabeti dei sentimenti umani è figlio nostro. Siamo noi che l’abbiamo generato.

classifiche

Read Full Post »

Forse sbaglio, ma più giorni passano, più la ferocia che ci assedia e ci tiene prigionieri degli esiti atroci della malafede di chi ci ha governato negli ultimi anni, non solo produce una sempre più intollerabile sofferenza, ma fa sì chi meno ha, più patisce. Pare di sentire – cupo per ora, in apparenza lontano, ma indubbiamente minaccioso – un urlo rabbia devastante. Una di quelle cose che girano le pagine della storia.
I quaderni delle doglianze sono stati ripetutamente presentati a chi avrebbe dovuto leggerli, ma non è servito a niente. Se non avranno pietà di se stessi, forse restare a casa per scampare al pericolo, come noi stiamo a casa per evitare contagi, non basterà a chi ci ha condotti dove siamo. Per molto meno di quanto ci hanno fatto e ci stanno facendo soffrire, si sono viste teste cadere.
Boccia, presidente di Confindustria, insiste: bisogna riaprire le fabbriche. Questi barbari, peggiori di bestie feroci, continuano a badare a se stessi e ai propri interessi eppure lo sanno – i loro professori gliel’hanno insegnato e glie’ha ricordato recentemente sul Manifesto Laura Marchetti – che, mentre Troia bruciava, Enea non cercò scampo per sé, ma portò in salvo con lui il piccolo figlio e il vecchio padre, caricato sulle sue spalle. Così, nel momento della barbarie, il guerriero salvò la civiltà.
Tra i giorni del nostro assedio e l’incendio che si annuncia c’è ancora un po’ di tempo. O chi ha appiccato il fuoco lo userà per far vivere almeno un barlume di pietas, oppure non troverà pietà.

Agoravox, 2 aprile 2020

classifiche

Read Full Post »