Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘dogma dell’infallibilità’

Date retta a Maroni, il galantuomo verde bottiglia che diventerà santo per i miracoli nordafricani: sono anni ormai che le anime pie in divisa da tutori dell’ordine soffrono di un crescente timore psicologico. La gente, in genere, non se ne accorge perché non può guardarli in viso, bardati come sono da controfigure di robocop ma, da Genova 2001 in poi, va sempre peggio. Ogni volta è un crescendo di paura: rompere teste e, se occorre, ammazzare qualcuno in una manifestazione è ancora un po’  pericoloso. Terminata la pacchia del ventennio, messi in naftalina i giorni felici vissuti dai celerini di Scelba, in questa repubblica parlamentare senza Parlamento, vive o, per dir meglio, sopravvive a se stessa – e ha i colpi di coda dell’animale ferito a morte – l’eredità funesta della guerra partigiana: quel capolavoro di comunismo consociativo che si chiama Costituzione. In attesa che il distratto Napolitano ne firmi l’atto di morte, per i più disordinati tra i tutori dell’ordine ci sono ancora rare probabilità di trovarsi nei guai. Nessuno li porterà mai in gattabuia, questo si sa, ma ci sono le versioni ufficiali da concordare, gli avvisi di garanzia, le incriminazioni le sospensioni e i processi. Grattacapi, insomma, che il verde bucolico Maroni è deciso ad evitare agli uomini che in passato ha preso a calci e a morsi – s’è difeso con le unghie e con i denti scrissero i giornali – ma ora sono diventati il suo più grande amore, la vera passione della sua vita. Ed eccolo alla carica. E’ vero, manifestare è un diritto costituzionalmente garantito, ma cosa c’è di più serio di poliziotti impuniti? Il Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive) non sarà costituzionale, non basta una semplice denuncia per privare di un diritto un cittadino, prima che arrivi almeno una condanna ma, quando si tratta di repressione, i “nominati” sono tutti d’accordo: si tratta di prevenzione e si può tranquillamente procedere nonostante manchino processo e sentenza sia d’obbligo la presunzione d’innocenza. Se il “daspato”, si dice, verrà l’ assoluzione. Quanto ci vorrà nessuno lo sa, perché in Italia un processo può durare anche molti anni, ma questo conta poco. Né serve invocare misura di sicurezza che tutelino i manifestanti dai frequenti eccessi dei sempre più nervosi robocop. Nulla da fare. Per i manifestati si stringe la morsa: introduzione dei reati di possesso e lancio di materiale pericoloso. divieto di portare maschere antigas e caschi protettivi nelle manifestazione pubbliche, sicché le teste siano inermi di fronte allo strapotere dei manganelli, estensione alle manifestazione pubbliche dell’arresto differito entro le quarantotto ore dal fatto. Una galleria degli orrori, insomma, mentre da anni si chiede inutilmente di rendere riconoscibili i robocp con giacche o pettorine che ne consentano “l’immediata identificazione“. Il ministro dei campi d’internamento, però, non ne vuole sapere. Per il galantuomo verde bottiglia, non ce n’è alcun bisogno. Per lui è un dogma: come il papa non può sbagliare quando parla ex cathedra, o per essere chiari, quando si esprime come dottore universale della Chiesa, i robocop sono infallibili ex platea. Insomma, se picchiano e ammazzano hanno certamente ragione.

Read Full Post »