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Posts Tagged ‘Contropiano’

AgoravoxAl di là di quello che si può pensare dell’Amministrazione, è impossibile non prendere atto di un gravissimo dato di fatto: continua scientificamente organizzato l’attacco premeditato a Napoli, ai lavoratori, ai cittadini napoletani e al loro sindaco, legalmente eletto per due volte. Ciò che non si può dire del Governo di cui fa parte Minniti, che vive della fiducia di un Parlamento nato da un imbroglio certificato dalla Consulta.
Nel mirino non ci sono come si vuol far credere, i cosiddetti “centri sociali”, presentati come il “male assoluto”, che sarebbe di per sé una cosa gravissima. Nel mirino c’è De Magistris e tutto questo è intollerabile. L’uscita dalla Magistratura non è bastata. Ora si vuole che esca anche dalla politica, perché, comunque l si voglia vedere, si è posto di traverso sulla strada del PD. Non si può accettarlo e non si può permetterlo. Non possiamo lasciare il gioco in mano a gente come Mara Carfagna e Vincenzo De Luca e ignorare che si sta tentando di stringere in una morsa tutto ciò che si muove in direzione contraria a quella imposta dal capitale finanziario. I “centri sociali” costituiscono una delle componenti più autonome e nello stesso tempo più positive della cosiddetta “città ribelle” e hanno contribuito ad arricchire il processo di “liberazione”, in atto nella capitale del Sud. E’ incredibile che persino i 5Stelle non facciano sentire la loro voce.
Nei limiti del possibile e conservando ognuno la propria autonomia, occorre far quadrato, rompere l’accerchiamento, opporre una narrazione diversa, che smonti quella orchestrata ad arte da una stampa sempre più serva. Non possiamo permettere la criminalizzazione dei Centri sociali, non possiamo subire in silenzio un’offensiva costruita sulle menzogne. Le forze sono quelle che sono e di fronte abbiamo davanti un gigante, ma q esto non vuol dire che bisogna rassegnarsi. Mentre ringrazio Contropiano e Agoravox, che mi ospitano, invito a leggere e – qualora si condivida – fare circolare ogni tentativo di dar voce al dissenso.

http://www.agoravox.it/Ma-i-Questori-si-cambiano.html

http://contropiano.org/interventi/2017/03/16/mi-sorge-un-dubbio-questori-si-cambiano-089935

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In qualche modo abbiamo rotto l’accerchiamento mediatico e infranto il muro del silenzio. L’articolo che riguarda la gestione della vicenda Salvini da parte del ministro Minniti e gli scontri addebitati strumentalmente al sindaco De Magistris, per numero di voti e di letture è al diciannovesimo posto tra le notizie politiche uscite oggi sul web in Italia, compresi i blog dei grandi nomi. L’articolo, nato sul mio Blog, è uscito poi su tre giornali on line (Agoravox, Contropiano e Canto Libre), che ringrazio per l’ospitalità). Non ha ricevuto commenti negativi e ha riscosso notevoli consensi.
In una giornata che non manca di note inquietanti, una luce si è accesa nel buio. Al marinaio tocca ora tenere la rotta e portare la barca a un approdo sicuro.

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Questa cosa me la segnala un amico e devo dirlo: da solo non ci sarei arrivato. E’ stupefacente! Non so chi siano, ma me li tengo buoni: non si trova mica tutti i giorni gente che ti dà così tanta importanza. Mi ha colpito, stupito e mi ha fatto anche sognare una scoperta: sono in grado di scendere in campo!

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logoblog920«23 dicembre – Aragno, già corifeo emozionale ufficiale di De Magistris a Napoli scende in campo a difesa della giunta grillina di Roma – supportato prontamente dalla Rete dei comunisti

 

Dalla lotta alle grandi caste e alle mafie capitali alla difesa delle ‘piccole caste’ e delle piccole mafie capitali.
Lor ‘signorini’ si lamentano dell’impegno della grande stampa padronale nel mettere in luce le magagne romane e del cerchio ‘magico-tragico’ grillino.

E’ inutile dire che per chi si picca di intellettuale autoprestato alla politica non ci dovrebbe trovare nulla di strano… Usare questo, invece, per nascondere e minimizzare fatti e far rientrare tutto nella grande congiura, è solo una manifestazione della miseria dell’elettoralismo e del riformismo municipale, che copre, pur di far rientrare il tutto nel nuovo schema della sinistra filogrillina e ‘filopopulista’, l’ignobile politica politicante che pratica come direbbe qualcuno “la scomparsa dei fatti”.
proletari comunisti  – dicembre 2016


Per conoscenza pubblichiamo tutto l’articolo di contropiano perché ognuno si faccia una idea
».

L’articolo è sul mio Blog. Contropiano l’ha letto e ha deciso di pubblicarlo. Ha fatto bene e mi fa piacere. Il processo al corifeo emozionale (ma che è sta cosa?) continua. Se c’è chi ha voglia di leggerlo, ecco il link.

Buon Natale a tutti.

 

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FucilatiDue parole, prima di segnalare un articolo di Contropiano sulla reazione targata Alfano.
Intanto un invito: dopo aver letto, aderiamo. Faccio da riferimento. Subito dopo una considerazione: bisogna stare uniti, raccogliere forze, soprattutto uscire dalla solita cerchia dei militanti e parlare alla gente. Non siamo di fronte a un fatto eccezionale, purtroppo, questa è la regola nella tradizone dei nostri legislatori. Dall’unità fino a oggi, le peggiori leggi, quelle più liberticide, sono state sempre presentate inizialmente come strumenti di lotta alla criminalità organizzata. La legge Pica si fece per i “briganti” e colpì la sacrosanta protesta del Sud colonizzato. Non c’è stato mai freno, si è giunti a consentire la discrezionalità nell’uso delle armi e non a caso ci siamo tenuti il Codice del fascista Rocco. Qui da noi la civiltà giuridica pare sovversione: non si fa una legge sulla tortura, non si mette un numero identificativo perché sennò non si possono mettere in piazza impuniti mazzieri. Genova insegna.
La Costituzione, per quel tanto che è stata applicata, si è dimostrata un freno alla deriva autoritaria e neofascista. E’ per questo che la si vuole cambiare. Credo che l’occasione offerta dal referendum sia preziosa e non vada persa. In una campagna forte per il no, ci sono sia l’opportunità di inserire il tema della repressione negli argomenti a difesa della Costituzione sempre più ignorata, sia di contattare quanta più gente possibile. Marcella Raiola, valorosa docente precaria che ha combattuto in questi mesi la battaglia per raccogliere firme a sostegno dei referendum sociali, mi diceva ieri che questo obiettivo l’hanno certamente raggiunto con i loro banchetti.
Su questa linea bisogna muoversi, farlo presto, farlo tutti.
Ecco la denuncia dell’USB

http://www.usb.it/index.php?id=1132&tx_ttnews%5Btt_news%5D=89591&cHash=7b75b741d3

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DV1991038_MGTHUMB-INTERNACommentando l’iniziativa di Landini, “Contropiano” pone a chi lo sostiene le seguenti domande:
«1) Quali sono gli avversari dichiarati contro cui la “coalizione sociale” chiama i lavoratori (e disoccupati, studenti, pensionati, esodati, ambientalisti, pacifisti, ecc)?”;
2) Sono consapevoli, quanti si apprestano a seguire la coalizione sociale, che ogni decisione economicamente rilevante del governo italiano è presa in base a “trattati costituenti” dell’Unione Europea? Che quindi ogni legge di stabilità e ogni “riforma” deve passare il vaglio critico della Commissione, dell’Eurogruppo e di altri organismi comunitari prima ancora di venire esaminata e votata dal Parlamento italiano?
3) Stanno guardando quello che accade tra la Grecia e l’Unione Europea? Si stanno rendendo conto che l’esecutivo di Syriza, […] è al momento costretto – come minimo – a una guerriglia quotidiana per non capitombolare sotto la pressione irresistibile delle “istituzioni sovranazionali” […]? Pensano che l’Italia otterrebbe un trattamento diverso? […],
4) Pensano ancora che l’Unione Europea sia “riformabile”?
5) Entro quale prospettiva pensano di collocare la proposta di “cambiare il paese in senso favorevole ai lavoratori”?».
Si può anche far finta di ignorarlo, ma il tema dei rapporti con l’Europa è il nodo centrale di ogni iniziativa politica. Landini vi accenna di sfuggita, senza mai dire chiaramente se la sua iniziativa si colloca entro o fuori lo schieramento di forze che ritengono possibile modificare la natura del mostro partorito dal capitale finanziario.
Questa ambiguità non si supera, come suggerisce Cofferati, nominando un portavoce che zittisca chi teme una “discesa in politica” di Landini. Sebbene sia solo alle prime battute, l’esperienza greca lo dimostra ampiamente: nei Paesi dell’Unione Europea le elezioni politiche sono ormai un’indecente pantomima. Vinca chi vinca, infatti, tutti dovranno fare i conti col “patto di stabilità” e nessuno potrà chiedere modifiche o trattamenti di favore. Per Dagri e i suoi camerati di Bruxelles il mandato popolare non ha alcun valore. Le risposte da usurai ricevute da Tsipras non consentono dubbi in proposito e la dottrina della banda Juncker, Schaeuble e Dijsselbloem è molto chiara: «nessun voto popolare può rimettere in discussione i trattati sottoscritti finora». Questa è la gabbia in cui ci hanno chiuso Berlusconi, Napolitano e i suoi governi di “salute pubblica”.
Dietro le richieste del giornale, del resto, ci sono fatti inoppugnabili, che “Contropiano” fa bene a ricordare:
«a) l’Unione Europea comanda in virtù di trattati non riformabili; b) […] le amministrazioni statali sono funzionalmente subordinate alle istituzioni comunitarie; c) […] i singoli progetti di riforma nazionali – sia sul fronte sociale che su quello economico, se comportano voci di spesa o limiti al libero scorazzare dei capitali – debbono essere approvati dalle “istituzioni della Troika”, pena la sospensione delle linee di credito e di garanzia monetaria da parte della Bce, oppure di sanzioni penalizzanti le esportazioni o i servizi».
Può sembrare sgradevole per chi ha scelto di “sognare”, ma va detto: si tratta di problemi reali e domande legittime, sia pure di quelle a cui poi non è facile dare risposta. E inutile girarci attorno o prendersi in giro: chi pensa di modificare l’Unione dall’interno suscita speranze destinate a cadere.
E poiché alla guerra si va come alla guerra – occorre quantomeno un “piano possibile”. Aggiungerei perciò ancora due domande a quelle di “Contropiano”: si può ritenere il nostro Parlamento legittimo e legalmente costituito? Landini ritiene che lo sia? E si può ritenere legalmente costituita l’Unione Europea? Anche qui Landini dovrebbe esser chiaro.
Se ritiene che tutto sia in regola, la sua coalizione risulterà probabilmente inutile. Se la risposta, invece, è che siamo fuori dalla legittimità, perché ci sono state inaccettabili forzature, inganni, violenze ai danni delle regole democratiche e comportamenti criminali che hanno massacrato le popolazioni, allora occorre partire da qui e denunciare anzitutto questo dato di fatto: l’Europa è un grossolano imbroglio e noi non ci stiamo.
Se le cose stanno così, vincere le elezioni non può bastare. Da questa situazione non si uscirà solo con una eventuale vittoria elettorale. Per quanto riguarda il governo Renzi, per Landini e le forze che lo appoggiano, a cominciare da SEL, presente in Parlamento e negli Enti Locali, l’illegittimità del governo comporta una conseguenza immediata: l’interruzione di ogni forma di dialogo e di collaborazione e l’invito alla disobbedienza, anche fiscale. Con un governo golpista non si discute, si denunciano tutti gli accordi, si chiedono dimissioni immediate e si porta la battaglia fino alle estreme conseguenze, ovunque sia possibile. Nelle piazze e nelle Istituzioni, rifiutandosi di stare alle regole, a partire da quelle sullo sciopero. Sciopero selvaggio. quindi, disoccupati sul piede di guerra e occupazioni di luoghi di lavoro. Ci si dà dei tempi compatibili con l’evolversi di una crisi che strangola i diritti, ci si prepara con puntiglio e decisione, poi si agisce compatti.
Per quanto riguarda l’Europa, su di essa pesano sia i no dei referendum fatti (dove si sono tenuti c’è stato un rifiuto senz’appello) sia i referendum mai indetti; se si pensa perciò che l’Unione sia un organismo totalmente illegittimo e sostanzialmente golpista, occorre fargli guerra all’interno e lavorare con le opposizioni dei Paesi Mediterranei all’esterno, per abbandonare assieme il Parlamento di Bruxelles – un organismo puramente ornamentale, buono per avallare la menzogna di una “Europa democratica”  – e creare le condizioni per una uscita dall’Unione dei Paesi Mediterranei.

Agoravox“, 20 marzo 2015.

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Non mi piace chi sale in cattedra e fa la lezione e non mi piace nemmeno di passare per uno di quelli che in piazza si defilano, fanno i furbi e cercano un modo di non buscarle, come pare suggerire questo corsivo di “Contropiano
5d2101fda8bfe41df207359136de5b3c_LDiscutere di quello che è accaduto a Roma il 12 – ma evidentemente anche di come ci si è arrivati, va bene e soprattutto va bene fare tesoro dell’esperienza. Il “rancore“, però, e il senno di poi sarebbe meglio lasciarli da parte. Tutti avremmo da dire qualcosa, ma non è questo il modo. Anche io avrei le mie critiche da fare, ma quest’articolo divide. Contro il muro ci sono andato e me la sono anche vista brutta, ma non ho detto una parola contro nessuno. Se ero lì, non c’ero perché scappavo e nemmeno per non buscarle. C’ero perché ci sono finito, spinto e trascinato da chi cercava riparo, ma non accuso nessuno, perché la paura è umana e poi si sbaglia o si fa bene assieme. Se ne può parlare pacatamente tra compagni, perché problemi ce ne sono stati, ma accuse, processi e ironie stupide non mi stanno bene; la mia parte di responsabilità, se e quando ce l’ho, me la prendo sempre e non mi va di passare per stupido, ingenuo o vigliacco.

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