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Posts Tagged ‘Contropiano, Napoli, De Magistris, Roma’

abc-720x300.jpgCondivido la posizione di “Contropiano“. Il giornale ha un merito che può anche sfuggire: riconduce la questione particolare dell’acqua pubblica al contesto più ampio e generale, suggerendo di aprire una vertenza-Napoli. Intendiamoci: non lo dico per rivendicare inutili primogeniture, ma sono ormai due anni che insisto su questo tema: l’esperienza De Magistris e l’anomalia Napoli possono costituire una svolta a condizione che una vertenza finalmente si apra, partendo da una premessa ineludibile sulla legittimità delle regole che ci stanno imponendo e su quella di chi vuole imporcele. In questo senso, il referendum è un’occasione preziosa e, ahimè, finora non sfruttata.
Solo quando tutti assieme, movimenti, sindacati conflittuali e Amministrazione, sapranno passare dalla denuncia dell’illegalità istituzionale in cui ci muoviamo, alla disobbedienza motivata, dichiarata e concreta, la “città ribelle” uscirà dalle virgolette e sarà davvero una realtà. Se soldi non ce ne mandano e quelli che noi inviamo a Roma servono per pagare un debito che non abbiamo mai contratto, bene, a ciascuno il suo. I soldi nostri, noi ce li teniamo e lo diciamo chiaro e per iscritto: questo Parlamento è nato da una legge illegittima. Non è un nostro capriccio e non si tratta dei “soliti estremisti”, lo dice una sentenza inappellabile della Consulta, che non può essere sospettata di bolscevismo. Ne conseguono alcuni inoppugnabili dati di fatto: moralmente e politicamente illegittima è la maggioranza che vota la fiducia a questo Governo che non doveva e non poteva nascere. Idem per l’elezione del sedicente Presidente della Repubblica. Con tutte le conseguenze del caso.
Se questa è la premessa, la rottura meditata, costruita, prudente ma inevitabile, non può essere che radicale: noi non vi riconosciamo. Mettetevi in regola con le leggi, che invocate solo quando conviene a voi, poi ne riparliamo.
Giusto andare a Roma, giusto parlare di cambiamento radicale e addirittura di rivoluzione, ma viene il tempo in cui o le parole diventano fatti, o i fatti ti travolgono.

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