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Posts Tagged ‘Clash City Workers’

Mercoledì 22 Aprile- ore 18:00 – Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

Napoli rivoluzionaria. La Camera del Lavoro e la resistenza operaia al fascismo
con Giuseppe Aragno (storico) e Clash City Workers

verso…

manifesto_25_aprile-exopg_jesopazzosabato 25 aprile – ore 10:30 – p.zza Garibaldi
Corteo cittadino antifascista
in serata: FESTA DEL FRIARIELLO (p.zza metro Materdei)

venerdì 1 maggio
dalle ore 17:00 – Ex OPG Occupato “Je so’ Pazzo”
inaugurazione della Camera Popolare del Lavoro
dalle ore 20:00: E’ Zezi in concerto

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Quest’anno ricorrono i 70 anni della Resistenza (1945-2015). Il 25 aprile ricorderemo la Liberazione, le lotte partigiane, il sacrificio di tutti quelli che hanno combattuto per l’uguaglianza, e per la libertà. Non si tratta però solo di un esercizio di memoria: l’antifascismo è per noi qualcosa che deve essere messo in pratica ogni giorno.

Ma ha ancora senso oggi definirsi antifascisti? Ci sono ancora, nel 2015, i fascisti? E chi sono?
Il fascismo ha tante facce e porta tanti abiti diversi, non solo la vecchia camicia nera
: ha la divisa blu del poliziotto che spara e uccide Davide Bifolco solo perché è un ragazzo della periferia. Ha il volto dei secondini che riempiono di botte e uccidono i detenuti, come nel caso di Stefano Cucchi. O quello di chi applica un TSO a Francesco Mastrogiovanni perché lo reputa “pazzo” e lo lascia morire dopo averlo tenuto legato e immobilizzato ad un letto di contenzione.
Veste i panni del militante dei gruppi estremisti di destra che si diverte a picchiare il barbone che dorme sulla panchina, l’immigrato, il ragazzo “alternativo”, l’omosessuale.
Si è infilato il camice del medico antiabortista. Ha l’aspetto apparentemente rassicurante dell’uomo convinto che la sua donna – sua moglie, sua figlia, sua sorella – debba starsene zitta, perché gli appartiene, e che, se prova a essere indipendente, va “raddrizzata” con la forza.

Ha il completo buono del politico che sostiene di agire “nell’interesse del paese”, ma che fa solo il proprio. Indossa la giacca e la cravatta del padrone che dice: “qui in azienda siamo una grande famiglia”, ma che poi ti sfrutta ogni giorno con la scusa della crisi mentre lui fa i milioni, che ti licenzia se provi a reclamare i tuoi diritti, che non ti rinnova il contratto se ti iscrivi al sindacato.

I fascisti non sono “roba da libri di storia”. Fascista è la mano che ha ucciso Ciro Esposito, giovane tifoso in trasferta a Roma per seguire la squadra del cuore. Fascisti sono Salvini, la Lega e i suoi alleati – tra cui, non a caso, c’è la formazione di estrema destra Casapound! – che rivendicano l’indipendenza di un Nord costruito anche sul sudore e sui sacrifici di chi è partito dal Sud alla ricerca di un lavoro e di un futuro e che hanno fatto del razzismo la loro bandiera.

Il fascismo è sopraffazione, sfruttamento, disprezzo per la diversità. Il fascismo, purtroppo, è ancora qui. Tocca a noi riconoscerlo e combatterlo, nei nostri quartieri, nelle scuole, sui posti di lavoro. Ogni giorno è il 25 aprile.

0002 Napoli 22 aprile 2015 ex OPG occupato La Napoli Rivoluzionaria La Camera del Lavoro0004 Napoli 22 aprile 2015 ex OPG occupato La Napoli Rivoluzionaria La Camera del Lavoro

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Questa è “casa mia”. Non lo dico per dire e non è una stupida “passione proprietaria”, che non è il mio genere di passioni. Casa mia, perché qui scrivo io, quando vale la pena di spendere due parole e un cop-dove-sono-i-nostri-web1po’ di tempo della vita. Se un ospite c’entra, potete star certi, ci unisce un legame vero, di quelli che nascono solo se condividi l’ansia e la gioia, i sogni, la fatica e le speranze di una vita di lotte. “Clash City Workers” è un collettivo di lavoratrici e lavoratori, disoccupate e disoccupati, vite accomunate di solito da un’arida definizione che pretende di dire tutto, però non spiega niente: “giovani precari”. Eppure da capire e spiegare ci sarebbe tanto. La traduzione del loro nome suona un po’ come “lavoratori della metropoli in lotta”. Nati a metà del 2009, sono attivi in particolare a Napoli, Roma Firenze e Padova ma seguono e sostengono tutte le lotte che sono in corso in Italia. Dopo anni di lotte, riflessioni e significativa presenza sul campo, è uscito il loro primo libro. Si intitola Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi. Vi consiglio di leggerlo.
Parla di com’è fatta la classe nell’Italia di oggi.
Parla di lavoratori, disoccupati, precari, studenti, e di tutte quelle figure che fanno il proletariato contemporaneo.
Ma, soprattutto, è un libro che serve per l’azione.
E’ uno strumento per conoscere e intervenire sulla realtà.
E magari cambiarla!

A breve disponibile in tutte le librerie d’Italia e per l’acquisto nelle librerie on-line.
Intanto se volete acquistarlo, avere maggiori info, organizzare una presentazione, cliccate qui.

La quarta di copertina

Uno spettro si aggira per l’Europa diceva qualcuno parlando dei proletari e delle loro istanze. Questa presenza spettrale – nel senso di pervasiva e inquietante – ha assunto oggi, nel discorso comune, dei media, della politica, una curvatura differente: la classe che vive di lavoro e le sue lotte sono diventate “spettrali” in quanto evanescenti, fantasmatiche, quasi invisibili. Non per questo sono però inesistenti, anzi: mai come negli “anni della Crisi”, il conflitto tra capitale e lavoro si è fatto così aspro e serrato.
Con lo sguardo rivolto a questo campo di battaglia, questo libro vuole raccontare, con rigore e accuratezza scientifica, com’è fatto il proletariato nell’Italia di oggi. A partire da un’analisi della struttura produttiva del nostro Paese, capiremo non solo come si produce la ricchezza, ma chi la produce, quali sono state le trasformazioni più significative del mondo del lavoro negli ultimi decenni e quali le linee di tendenza per il prossimo futuro.
Chi sono i nostri? E dove sono? Lavoratori dipendenti, parasubordinati, produttivi e improduttivi, “finte” partite iva, Neet, immigrati: manifestazioni differenti dello stesso fenomeno, etichette e catalogazioni – molte delle quali imprecise e da sfatare – che spesso servono a frammentare ciò che in realtà è unito da interessi comuni e simili ritmi di vita.
In questa fase delicata, di passaggio, per l’Italia – e per il mondo – è necessario pensare a modelli organizzativi adeguati alla struttura del capitale. Dall’altra parte della barricata lo stanno già facendo. Ora tocca a noi.

cliccate qui per leggere anteprima di indice e introduzione
Calendario presentazioni

Roma – Sabato 8 Marzo – ore 17
ore 17 – Lucernario Occupato (via delle Scienze 1)
Cava de’ Tirreni (Sa) – Domenica 16 Marzo – ore 19
ore 19 – Spazio sociale Ipazia (Via Balzico n.78)
Napoli – Martedì 18 Marzo
ore 17 – Aula Magna Matteo Ripa, Palazzo Giusso, Università l’Orientale
Milano – Sabato 29 Marzo
CSA Vittoria (Via Muratori 43)
Urbino – Mercoledì 2 Aprile
Rimini – Giovedì 3 Aprile
Pesaro – Venerdì 4 Aprile
Mantova – Venerdì 11 Aprile
Centro Bruno Cavaletto – Via Tezze 6 a
Firenze – Mercoledì 16 Aprile
ore 21 – Santa Verdiana, Facoltà di Architettura
nell’ambito del cilclo di seminari “La classe non è acqua”

a breve altre date… stay tuned

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