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Posts Tagged ‘Ciro Esposito’

12801244_939779709424425_8119971876729752403_nL’Assemblea del 27 febbraio al Maschio Angioino non è stata solo un’iniziativa riuscita, che ha trovato il consenso di numerosissime realtà di lotta, Associazioni e Comitati. Essa si è conclusa con una dichiarazione, approvata all’unanimità, che definiva un percorso per una mobilitazione verso il 25 aprile. Eccone il testo:

L’assemblea contro il fascismo il razzismo e l’omofobia, riunita a Napoli, presso la sala dei Baroni del Maschio Angioino il giorno 27 febbraio 2016, dichiara la sua ferma condanna della violenza continuamente esercitata dai neofascisti di Casa Pound e di qualsiasi altra organizzazione che si richiami all’esperienza del fascismo e che propagandi qualsiasi forma di discriminazione.
L’assemblea chiede verità per gli assassinii di Giulio Reggeni e di Ciro Esposito, ultime vittime di silenzi, complicità e connivenze che non è più disposta ad accettare.
Chiede la chiusura delle organizzazioni neofasciste e l’espulsione dalle liste elettorali di chiunque sia ad esse collegato.
L’assemblea prende impegno di costruire una forte mobilitazione cittadina in vista di un 25 aprile scevro da qualsiasi celebrazione retorica e di portare avanti la battaglia antifascista nel nostro Paese.
Il primo marzo i componenti dell’assemblea si ritroveranno in piazza contro la guerra e al fianco dei migranti in lotta per i loro diritti.
L’assemblea si aggiornerà il 15 marzo presso l’Asilo Filangieri per discutere e organizzare il percorso di mobilitazione per il 25 aprile.

 

Il precorso prosegue e ieri nel corso di una riunione si è meglio definito, programmando la prossima tappa: la giornata del 15 marzo. Questo il Comunicato venuto fuori dalla riunione:

Dopo la grande assemblea contro il fascismo e il razzismo del 27 febbraio al Maschio Angioino, che ha visto la partecipazione di circa 400 persone, di tante e variegate realtà associative, comitati, reti studentesche, sindacati etc, ci incontriamo di nuovo martedì 15 Marzo alle 17:00 all’ex Asilo Filangieri per organizzare il percorso di mobilitazione in vista del 25 Aprile.

Un percorso che ci veda impegnati in campagne di controinformazione, di inchiesta e di denuncia politica delle coperture istituzionali di cui godono i gruppetti di estrema destra.
Un percorso di iniziative e momenti collettivi che possa far vivere fra le masse della nostra città i temi dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo, del rifiuto della guerra.

Un percorso che ci porti il 25 Aprile a riempire la strade dei quartieri popolari delle nostra città, per fare avanzare un’idea di Liberazione. Liberazione dai gruppi xenofobi e dalle loro aggressioni compiute per attaccare la convivenza multietnica e l’attivismo sociale che c’è in questi quartieri. Ma anche Liberazione da tutte le forme di miseria e sfruttamento, dal lavoro nero, dalla disoccupazione, dalle camorre, dalle guerre e dagli eserciti di occupazione che non servono a nulla…

Vogliamo ribadire che chi fomenta l’odio per il diverso, chi indica nell’immigrato un nemico, chi difende l’ordine dominante, non deve avere alcuna agibilità. Ma non vogliamo solo difenderci, vogliamo avanzare, estirpare questi mali alla radice, costruire un’alternativa alla violenza, alla prevaricazione, alla miseria che ci circonda, cercando di aprire nuovi spazi di democrazia.
Per questo il 15 marzo proveremo anche a buttare giù un calendario cittadino di iniziative, in cui tutti possano riconoscersi e in cui tutte le sensibilità trovino posto. Perché insieme possiamo davvero costruire una forte mobilitazione, una Festa della Liberazione scevra da qualsiasi celebrazione retorica e in grado di portare avanti la lotta per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale nel nostro Paese.

DOVE Ci TROVEREMO: A Napoli, all’Ex Asilo Filangieri
vico Giuseppe Maffei 4 (una traversa di via San Gregorio Armeno)

www.exasilofilangieri.it

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Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito a colpi di pistola da uno squadrista, mentre si recava allo stadio per assistere a Roma alla finale di Coppa Italia lo scorso 3 maggio, si è spento al Policlinico Gemelli nel reparto di terapia intensiva. Una crisi improvvisa, le condizioni generali d’un tratto ritornate gravi, un disperato tentativo di intervenire ancora una volta sul povero polmone perforato dal proiettile fascista e la morte ha preso infine il sopravvento.
Mentre va in scena l’insopportabile finzione dell’Italia «in lutto», ecco che inarrestabile ci piomba addosso la valanga delle domande inutili e retoriche. E’ un coro stonato che ha il sapore amaro di una ignobile farsa: com’è potuto accadere? Com’è che la polizia non ha fermato in tempo un neonazista di cui conosceva benissimo i precedenti? Com’è che dopo quasi due mesi nessuno ha ancora «saputo» chiarire le dinamiche degli «scontri» e tirare fuori i nomi dei camerati che hanno agito indisturbati col fascista De Santis? Com’è che non s’è mai aperto un dibattito onesto sugli ambigui comportamenti della Prefettura e della Questura di Roma?
La verità è che ormai non c’è più nulla da chiedersi o da capire. Abbiamo visto un oscuro tecnocrate consultato da Napolitano per un incarico da Presidente del Consiglio, mentre era legittimamente in carica un governo che godeva della fiducia delle Camere; abbiamo avuto uno dietro l’altro tre governi di molto dubbia legittimità costituzionale e dal 2008 votiamo con una legge elettorale ufficialmente illegale: un imbroglio costruito ad arte per pugnalare alla schiena il «popolo sovrano». Al momento, con un’arroganza pari solo all’ignoranza e all’inettitudine, una banda di parlamentari nominati e non eletti, abusivi, più che deputati, sta cambiando la Costituzione per la quale sono solo degli abusivi. Che c’è da capire?
Ciro Esposito è morto per mano fascista – lo sanno tutti, ma i media hanno memoria corta – nessuno però mette catenacci ai covi fascisti da cui partono puntualmente gli assassini. Renzi ricorderà bene Gianluca Casseri, la fiorentina Piazza Dalamzia e la Smith & Wesson che seminò la morte nella sua città, ma che fa? Coglie al volo l’occasione e in nome di una violenza che a quanto pare nessuno ha cercato veramente d’impedire, dà carta bianca all’ineffabile Alfano e mette così in moto una nuova serie di leggi repressive. Sembrerà un paradosso, ma non lo è: si tratta di una serie di provvedimenti che non hanno nel mirino i neofascisti e non si applicano nemmeno ai soli ultras. Il nuovo «pacchetto sicurezza», ha questo di osceno: riguarda ogni tipo di manifestante e non solo allunga il DASPO a 8 anni, ma estende il provvedimento a tutti i cosiddetti reati di ordine pubblico – No Tav, popolazioni ribelli della «terra dei fuochi», Comitati no Mous e compagnia cantante sono avvertiti – e prevede aggravamenti delle pene n caso di un non meglio definiti ruolo di “organizzatore di gruppi di facinorosi”. Non bastasse, secondo la logica ormai resuscitata della lotta al “terrorismo”, ai «ribelli daspati» si offre la «riabilitazione», in cambio del «pentimento». Ciò che interessa al Governo, evidentemente, non sono quindi la verità e la giustizia, né un provvedimento ad hoc per i neofascisti. Nei programmi delle premiata ditta Renzi&Alfano i neofascisti devono essere liberi di fare quel che vogliono, mentre leggi liberticide cancellano con la forza, se possibile anche in via preventiva, ogni forma di conflitto sociale nel nostro Paese. Come negli anni Venti, gli squadristi agiranno liberamente e questori e prefetti saranno pronti a coprirli, e decideranno chi colpire e chi ignorare.
Non è difficile immaginarlo: mentre politicanti e pennivendoli si accingono a scatenare la solita campagna sulla «sicurezza», non c’è nessuno che trovi l’animo per dirlo:: purtroppo non è morto solo un giovane indifeso e sventurato. Da anni qui da noi muore nell’indifferenza generale, la democrazia conquistata col sangue dai nostri nonni.

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