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Posts Tagged ‘Ciro Crescenti’

Mi decido a toccare un tasto che ho lasciato da parte per molto tempo. So che incontrerò rari consensi e riceverò soprattutto critiche. I consensi non mettono e non tolgono, le critiche spesso fanno male, ma che dire? Per mestiere metto insieme i diversi momenti di un’esperienza e ricostruisco gli eventi nel tempo lungo, inserendoli nell’ampio contesto in cui si verificano, senza far prevalere sul giudizio complessivo questa o quella scelta particolare.
Ho letto e trovato giusta una notizia oggettiva e priva di pregiudizi su alcune dichiarazioni di De Magistris: «L’ex Pm uno dei pochi esponenti politici e istituzionali che si oppone alle ordinanze autoritarie dello sceriffo salernitano» ha scritto senza sbavature Ciro Crescentini, riportando una dichiarazione del sindaco:
«Il covid viene utilizzato per fare politica e lo abbiamo visto con le elezioni regionali che hanno molto condizionato la tenuta degli equilibri costituzionali. C’è molta amarezza perché non c’è stato un effettivo coordinamento nazionale e si è dato potere assolutistico alle Regioni, fatto che è stato determinante per far vincere le elezioni».
Sono tra quelli che ha sostenuto con piena convinzione e pubblicamente Luigi De Magistris e ho anche avuto motivi di forte dissenso. Anche di quei motivi ho parlato apertamente. Posso dirlo perciò senza suscitare sospetti, anche perché in fondo è storia che ho vissuto: nei suoi confronti c’è stato spesso un duplice ambiguo atteggiamento: consenso nei momenti in cui le sue scelte politiche sembravano vincenti e il salto sul carro più veloce tornava comodo, attacco a testa bassa nei momenti difficili, soprattutto, oggi, a fine mandato, quando chiedere è complicato e avere difficile, se non impossibile. Per quanto mi riguarda, credo che abbia governato la città in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente, quando la crisi dei partiti, il tracollo economico incombente e lo strapotere dei sedicenti «governatori» annunciavano la dolorosa, oscura e per molti versi pericolosa transizione che è oggi sotto gli occhi di tutti.
Ha portato sulle spalle il peso di un debito ingiusto e paralizzante, ha scontato la scelta coerente di tenere le porte di Palazzo San Giacomo chiuse per affaristi ed esponenti del crimine organizzato, facendosi così una interminabile serie di nemici. Tra ombre e contraddizioni, ha restituito alla città una sua dignità e ha saputo dialogare a lungo coi movimenti. Non a caso, quando si tentò di estrometterlo da Palazzo San Giacomo, ebbe al suo fianco anche chi non l’aveva votato.
Ha commesso degli errori, anzitutto nella costruzione dello schieramento per la seconda candidatura. Tutti sbagliamo e in un saggio storico sarebbe inevitabile sottolineare gli errori commessi anche da molti tra quelli che oggi lo attaccano e parlano di fallimento.
C’è stato un momento in cui Napoli è stata davvero una speranza e per molti aspetti un modello. Prima di sputare sentenze e dimenticare che oggi De Magistris è uno dei pochi esponenti politici e istituzionali a puntare il dito sulla figura oscena di De Luca, occorrerebbero prudenza e onestà intellettuale.
E’ presto per scrivere la storia di un’esperienza che non si è ancora chiusa. Per quanto mi riguarda, però, è stata abbastanza lunga per dire che ammiro la coerenza dei pochi che l’hanno attaccato sin dal primo momento, nutro un profondo disprezzo per chi ha abbandonato la barca nel momento in cui ha ritenuto che affondasse e non condivido la scelta – legittima, ma a mio modo di vedere sbagliata – di considerare chiusa e perdente l’esperienza politica dell’ex PM.
Termino con un’affermazione di cui mi assumo la responsabilità: la repubblica antifascista vive in uno stato comatoso e la battaglia si fa purtroppo seguendo l’agenda dettata da suoi carnefici. In questo clima, ho fondati motivi per credere che cambiato il sindaco, rimpiangeremo De Magistris.

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