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Posts Tagged ‘chiatamone’

imagesIl silenzio del circo mediatico e dei rappresentanti delle Istituzioni è caduto come una nuova pietra tombale sulla figura di Giancarlo Siani, il giovane cronista del Mattino assassinato dalla camorra a Napoli il 23 settembre 1985.
E’ un silenzio significativo per chi voglia misurare la temperatura di un’Italia gravemente malata. Nel momento storico più buio della vita della repubblica, ieri, 19 ottobre 2013, ci ha pensato l’associazione “Studenti Napoletani Contro la Camorra” a mobilitarsi per commemorare il coraggioso giornalista. L’ha fatto, radunandosi alle 11 in via Chiatamone, davanti alla sede del “Mattino” ma, nonostante il gran parlare che si fa di lotta al malaffare, l’iniziativa non ha trovato sponsor tra le istituzioni e la grande stampa si è guardata bene dal pubblicizzarla. L’Italia ormai sembra aver dimenticato il principio stesso della democrazia, così come ebbe a formularlo Montesquieu: “non serve molta onestà a governi monarchici o dispotici. Re e tiranni stanno in piedi con la forza della legge o con la violenza. Lo Stato popolare ha bisogno invece d’una molla in più: gli occorre la virtù”. Noi invece siamo inchiodati a due eventi: i filmini osceni di un pregiudicato e le invereconde manovre precongressuali del PD, che ogni giorno attacca il Pdl, però è al governo con Berlusconi e da anni lo copre, trascinandoci cosi nella miseria e nella vergogna.
Uno strano Paese, il nostro. Il Paese della “memoria a comando”, di un meccanismo sconcio, che pudicamente definiamo “uso pubblico della storia” laddove sarebbe necessario e a dir poco corretto parlare semplicemente di imbroglio e mistificazione.
Per un anno, nell’indifferenza complice delle Istituzioni, le più svariate organizzazioni neofasciste fanno il bello e il cattivo tempo; le destre giunte al governo hanno ottenuto persino un “giorno del ricordo” che il 10 febbraio sta lì a imbrogliare le carte, utilizzando la tragedia delle foibe come foglia di fico per le atrocità dei nostri soldati in Libia e nei Balcani. Trecentosessantaquattro giorni di libera uscita per innocui nostalgici e pericolosi neofascisti, poi, voilà, il 25 luglio, come per incanto, ci svegliamo dal sonno e va in scena l’ormai tragicomica passerella antifascista che ricorda la “Liberazione”.
E’ un dato di fatto: il razzismo dilaga a tutti i livelli. Le Istituzioni repubblicane hanno voluto i Centri d’accoglienza, campi di concentramento in cui ammassare in condizioni disumane gli immigrati clandestini. Come se campi e internati non esistessero, però, il 27 gennaio ci laviamo la coscienza con la “giornata della memoria” in ricordo dell’Olocausto e delle vittime del nazismo e celebriamo la liberazione del  campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta storicamente ad opera dei soldati sovietici, che Benigni ha prontamente travestito da militari americani.
L’Italia d’oggi è questo: manipolazione della memoria e retorica della legalità aprono coni d’ombra su una crescente ingiustizia sociale e, mentre un volgare delinquente monopolizza l’informazione, il silenzio cade su giovani caduti lottando contro un potere marcio, che tiene in scacco impunemente il Paese. Mentre Berlusconi straparla, l’eloquente silenzio su Giancarlo Siani racconta l’agonia della nostra democrazia.

Uscito su Liberazione.it e su Report on line il 20 settembre 2013 col titolo Gli studenti ricordano Giancarlo Siani.

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