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Posts Tagged ‘Casa Pound’

J u n g e  W e l t

Giovedì 20 dicembre 2018, n. 296

Un anno nero

Revisione annuale 2018. Oggi: Italia. La coalizione Lega razzista e “Movimento a cinque stelle” di destra installano il regime fascista

116551 (1)Il 2018 è stato segnato in Italia dalle elezioni parlamentari del 4 marzo. L’alleanza fascista razzista formata da Forza Italia di Silvio Berlusconi (FI), dalla Lega di Matteo Salvini e da «Fratelli d’Italia» di Giorgia Meloni, erede del mussoliniano MSI e poi di Alleanza Nazionale, è stata la forza più votata con circa il 36 per cento. La Lega, che aveva lasciato cadere il Nord dal suo nome e gareggiato per la prima volta a livello nazionale, ha raccolto il 17,4 per cento, FI è sceso a 14 e il capo della Lega, Salvini, è diventato il leader dell’alleanza. Il «Movimento 5 Stelle» (M5S) si era guadagnato un’ottima reputazione con acuti attacchi contro Berlusconi e ha ottenuto poco meno del 33 per cento.
Il Partito Democratico (PD), nato nel 2007 dalla fusione della Sinistra Democratica e del Partito di centro «Democrazia e Libertà-La Margherita» è crollato dal 40 per cento delle elezioni europee del 2014 al 18,7 per cento. L’ex democristiano Matteo Renzi, Primo Ministro del PD dal 2013 al 2016, aveva già collaborato come capo del partito per un lungo periodo con Berlusconi e non aveva escluso un governo con lui dopo le elezioni. Per protesta, sono stati circa 100.000, per lo più ex democratici di sinistra, quelli che hanno lasciato il PD e dato vita a un’alleanza politica presentatasi come «Libero ed uguale» (Leu) e al movimento di sinistra «Potere al popolo!» (PaP). Un’alleanza di centrosinistra è fallita a causa del rifiuto del Partito Democratico. Solo la LeU è arrivata appena al di sopra della soglia di sbarramento del tre per cento e quindi in parlamento. Il PaP, in cui anche i comunisti sono rappresentati e che esprimeva le sole posizioni anticapitaliste e antifasciste, ha raggiunto solo l’1,1 per cento.
Il leader del M5S, Luigi di Maio, figlio di un attivo fascista MSI / AN, ha formato un governo con la Lega, guidato dal primo ministro Giuseppe Conte, un professore di economia che non proveniva da un partito. Di Maio ha ricevuto il Ministero del lavoro e dell’economia, Salvini è diventato ministro il dipartimento degli interni.
Il governo demagogico chiamato «giallo-verde» sta «copiando spaventosamente il fascismo storico», ha detto a Junge Welt  il professore e giornalista antifascista Giuseppe Aragno.  «Salvini, dice Aragno, lascia che i fascisti di Casa Pound, attivi soprattutto a Roma, facciano il lavoro sporco, formino i gruppi di vigilantes per dare la caccia ai migranti e rappresenti così l’anima squadrista (terrorista) del movimento di Mussolini, mentre utilizza il M5S come l’anima sociale giunta al fascismo dai ranghi dei socialisti».
Salvini, ad esempio, ha annunciato un «censimento» di 120.000-150.000 Sinti e Rom per organizzare possibili spostamenti. Gli immigrati sono accusati della miseria economica e sociale dell’Italia. Da giugno ci sono stati numerosi omicidi razzisti. Secondo il cosiddetto decreto sulla sicurezza approvato in Parlamento a novembre, 490.000 migranti presumibilmente «residenti illegalmente in Italia» devono essere deportati.
«Questo governo non ha risposte da dare ai problemi del paese, alimenta la guerra tra i poveri, crea nuove leggi razziali e con il rifiuto dell’aborto e del divorzio riporta il paese al Medioevo», ha affermato Aragno. La natura esplosiva di questo arretramento è che si svolge all’interno del quadro parlamentare, dandogli una parvenza di «legittimità democratica». Tutto questo porta consenso al fascismo attraverso l’influenza dei media, incarnata dal monopolio televisivo di Berlusconi.
Cresce intanto la delusione nel M5S perché Di Maio finora non ha rispettato nessuna delle promesse elettorali: un reddito minimo, pensioni migliori e agevolazioni fiscali. Il «Decreto sicurezza» è stato respinto da 14 parlamentari e diversi senatori del M5S. Con la minaccia che un rifiuto avrebbe «messo fine al governo congiunto», Salvini ha fatto passare il provvedimento col ricatto. Nel frattempo, come riportato l’11 dicembre dal quotidiano romano «La Repubblica» si è orientato verso le “elezioni anticipate”.
Secondo i sondaggi, la Lega potrebbe raddoppiare i suoi voti e giungere a circa il 34%, mentre il M5S scenderebbe al di sotto del 30%. Ciò potrebbe anche influire sulle elezioni europee, dove Salvini, con il capo francese del fascista Rassemblement National (ex Front National), Marine Le Pen, ha annunciato un’alleanza in ottobre. Essendo il nucleo di un’alleanza con i cosiddetti stati di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia), questo accordo riunirebbe tutto il potenziale elettorale neofascista in Europa.
Intanto Salvini distrae il Paese da obiettivi più giusti ed intensifica lo scontro con Bruxelles sull’aumento del debito pubblico. L’ultima manovra di Salvini è quella di formare un asse con Berlino per subordinare l’Unione europea a una predominanza tedesco-italiana. Il governo tedesco dovrebbe guidare il carro di un’Unione di Bruxelles di estrema destra e rafforzare i compari di Salvini nell’Alternativa per la Germania (AfD). Nel frattempo, «i principali circoli del Padrone» (cioè del capitale), come riportato da Repubblica, hanno cambiato volto in questo gioco ben organizzato. Se prima stava dalla  parte del governo guidato dal PD, la «Confindustria», la confederazione degli industriali,  è ora per un «governo dominato da Salvini».
Resistono tuttavia a sinistra, nella base antifascista, forze che difendono la costituzione. Ancora e ancora decine di migliaia scendono in piazza e sfidano il razzismo. Tuttavia, l’opposizione rimane profondamente divisa e senza un orientamento comune. «Per fermare e far cadere questo governo», ha detto Aragno, che è un esponente del movimento «Potere al popolo», il paese deve ritrovare una sinistra, che è essenziale per costruire un ampio fronte antifascista e anti-neoliberista”.

Von Gerhard Feldbauer

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Secondo la Costituzione “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Eppure, stiamo ancora a discuterne.

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Alla televisione il ministro Delrio recita la parte dell’antifascista, però lo sa: se un musulmano avesse sparato nel mucchio per strada, ci avrebbe bombardato con le accuse all’Isis e al terrorismo. Quello che il ministro targato PD non dice e non dirà mai è che il macellaio fascileghista di Macerata è figlio legittimo della dottrina Salvini che volutamente confonde il terrorismo con lo scontro sociale.
Minniti, ministro dell’Interno nello stesso governo di Delrio e suo compagno di partito, se ne sta zitto, copre la Lega, lascia i fascisti nelle piazze negate agli antifascisti e consente a quelli di Casa Pound di partecipare alle elezioni.
Perché meravigliarsi? Marco Rossi Doria, guarda caso anche lui candidato a Napoli dal PD, è stato ed è il principale sostenitore del colloquio con Casa Pound, il fascismo del terzo millennio.
Lo sanno tutti, ma nessuno lo dice: il pilastro della reazione nel nostro Paese è il partito di Renzi, pronto alla grande coalizione con Forza Italia, guidata da Berlusconi, principale alleato di Salvini, pregiudicato incandidabile, cacciato dal Senato, privato del titolo di cavaliere e affidato ai  servizi sociali per essere recuperato.

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Condivido ciò che scrive Michele Franco  e aggiungo: Marco Rossi Doria anni fa si assunse la responsabilità di patrocinare il “dialogo con Casapound”. Per contestarlo, scrissi due articoli, uno su Repubblica, l’altro sul Manifesto e lui difese ostinatamente la sua inaccettabile posizione. Oggi, di fronte al dilagare di un razzismo apertamente fascista, non ne parla più. Le sue responsabilità , però, erano e sono gravissime. 
In genere non amo le generalizzazioni e gli attacchi personali, ma in questo caso non posso fare a meno di dirlo: i due candidati del PD non sono né ingenui, né superficiali. Recitano da guitti un ruolo antico e vergognoso: prestano volti puliti all’infinita vergogna del potere. E hanno uno scopo preciso: esercitarlo e ricavarne tutti i possibili vantaggi.
Ecco l’interessante annotazione del candidato di “Potere al Popolo”

E’ – veramente – una prima uscita da autentico Marziano quella di Paolo Siani, candidato, senza macchia e senza paura, del PD a Napoli. Durante la convention di presentazione dei candidati del PD quando un ragazzino di un bar ha portato l’acqua al tavolo dei relatori l’eminente candidato non ha trovato di meglio che rivolgersi al ragazzino per chiedergli: “ma tu non dovresti essere a scuola in questo momento?”.
Evidentemente il Siani circola per Napoli e la sua area metropolitana in elicottero o attraverso il teletrasporto….ma come si fa ad “accorgersi” del fenomeno della dispersione scolastica solo quando si è sotto i riflettori dei media o quando si è candidati a qualche scranno in parlamento. Eppure, il Siani, accento a lui aveva il Marco Rossi Doria che avrebbe potuto (in virtù del suo recente passato di maestro di strada) consigliargli una maggiore prudenza e meno eccentricità. Anche se lo stesso Marco è partito dai vicoli di Montecalvario ed è approdato alle politiche di macelleria sociale del governo Monti/Fornero….da sottosegretario!

Michele Franco

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banner-antifascistaPer l’assemblea di oggi.
Qualche ricordo, un cenno al recente passato e una testimonianza di Curzio Maltese che racconta pericolose verità e indica responsabilità di cui oggi nessuno parla più.

Campanello di allarme:
Intervista a Erri de Luca su Repubblica del 30 settembre 2009
Scotto di Luzio. I notai della rivoluzione

La polemica. Un uomo che sarà “di governo”:
La risposta a Erri de Luca da parte di Marco Rossi Doria su Repubblica del 2 ottobre
La replica a Marco Rossi Doria da parte di Giuseppe Aragno su Repubblica del 7 ottobre
L’articolo di Marco Rossi Doria su Repubblica del 9 ottobre 
Nuova risposta a Marco Rossi Doria da parte di Giuseppe Aragno sul Manifesto del 15 ottobre

Le coraggiose, ma inutili denunce. E’ venuto il momento di dire  basta

La stampa cosiddetta libera:

I silenzi complici

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APPELLO E ASSEMBLEA CONTRO VECCHI E NUOVI FASCISMI
NAPOLI 27 FEBBRAIO 2016

Venerdì 29 gennaio, in un tranquillo quartiere di Napoli, in pieno giorno, tre esponenti di Casa Pound, organizzazione che si richiama esplicitamente al fascismo e a Mussolini, hanno aggredito a colpi di mazze e martelli alcuni studenti che tornavano da scuola, provocandogli loro traumi e gravi ferite al capo. Questo tentato omicidio contro ragazzi che avevano l’unica colpa di essere riconosciuti come “nemici politici”, è solo l’ultimo episodio di un’escalation di barbarie che pochi mesi prima aveva già visto, sempre a Napoli, una ragazza di 17 anni minacciata con un coltello e molestata sessualmente da quattro fascisti solo perché aveva un look “di sinistra”.

In realtà in tutta Italia si susseguono da anni le aggressioni di Casa Pound. Persino il Ministero dell’Interno in una recente interrogazione parlamentare ha dovuto ammettere che dal 2011 a oggi sono stati 106 gli attacchi ad altre realtà politiche, con 20 arresti e 359 denunce fra i militanti di Casa Pound. Una sottostima, quella del Ministero, visto che dal 2011 sono documentabili circa 180 aggressioni di stampo fascista, alcune finite in tragici omicidi, come nel caso di Samb Modou e Diop Mor (uccisi a Firenze da un ex-militante di Casa Pound), o a quello di Ciro Esposito, ucciso a Roma da un noto fascista che era stato persino candidato nelle liste di Alemanno.

Queste aggressioni sono facilitate dalla sostanziale impunità di cui godono questi soggetti, legati a doppio filo alla politica istituzionale, da cui percepiscono fondi e aiuti, e ben visti dagli apparati dello Stato che si sono addirittura spinti, in un’informativa della Direzione Centrale della Polizia, a definire Casa Pound come giovani dallo “stile di militanza fattivo e dinamico”, volto a “sostenere una rivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio”, “nel rispetto della normativa vigente e senza dar luogo ad illegalità e turbative dell’ordine pubblico”.

A nostro avviso è arrivata l’ora di dire basta! Bisogna fermare queste organizzazioni che hanno lo scopo di fomentare l’odio e la guerra fra poveri e di impedire l’attività di chi prova a trasformare lo stato di cose presenti. Anche perché con l’avanzare della crisi economica, sociale, culturale del paese, queste organizzazioni e le loro idee razziste, omofobe, sessiste, diventano sempre più pericolose…

Per queste ragioni crediamo che sia urgente lanciare una campagna, aperta a tutte le forze politiche e sociali autenticamente democratiche, che chieda:

che vengano smascherate le coperture politiche di tutte le organizzazioni fasciste presenti sul territorio napoletano. Tante volte dietro i fascisti armati ci sono politici e uomini delle istituzioni. Questo non è accettabile, è giunto il momento che chi finanzia e protegge i mazzieri che poi aggrediscono studenti, lavoratori, omosessuali e immigrati venga pubblicamente accusato e interdetto;

che non ci sia spazio per i fascisti nelle liste che correranno per le prossime amministrative. C’è infatti bisogno di una seria vigilanza democratica per impedire che membri di gruppi xenofobi possano addirittura ritrovarsi candidati, come è già successo in passato, e concorrere per un posto nelle istituzioni;

che non venga concesso alcuno spazio pubblico, alcuna sede, alcun finanziamento a chi propaganda idee reazionarie. Bisogna sciogliere, una volta e per sempre, le organizzazioni neofasciste, come prevede già la Costituzione scritta con il sangue dei partigiani, fare in modo che questi nostalgici della dittatura non possano più esercitare la loro violenza.

Per questo invitiamo tutti ad aderire all’appello e a partecipare alla grande assemblea cittadina di Sabato 27 Febbraio, per confrontarci sul problema e decidere insieme come articolare questa campagna di civiltà.

Primi Firmatari:
Giuseppe Aragno, storico; Alessandro Arienzo, Università Federico II; Piero Bevilacqua, università “Sapienza” di Roma; Gianfranco Borrelli, Università Federico II; Aldo Bronzo, storico della Cina contemporanea; Renzo Carlini, ex docente Università Orientale; Claudia Cernigoi, giornalista e ricercatrice storica;  Gemma Teresa Colasanti, ricercatore presso ISSM Centro Nazionale delle Ricerche; Luigi Criscitiello, presidente Assopace Napoli;  Salvatore D’Amico, presidente “Napolinsieme”; Maurizio De Giovanni, scrittore; Aurelia Del Vecchio, scrittrice; Giuseppe Antonio Di Marco, Università Federico II;Gateano Di Vaio, regista; Michele Fatica, ex docente Università Orientale; Giuseppe Ferraro, Università Federico II; Cristiana Fiamingo, Università Statale di Milano; Eleonora Forenza, Europarlamentare; Angelo Genovese, Università Federico II; Sylvia Guzmán Grossi, militante del CNT Madrid; Alexander Höbel, Fondazione Luigi Longo; Alessandra Kersevan, ricercatrice storica; Daniele Maffione, Precario; Carmine Malinconico, Avvocato; Francesco Maranta, Portavoce del Forum Diritti e Salute; Luigi Marsano, I Teatrini; Sergio Moccia, Università Federico II; Tomaso Montanari, storico dell’arte Federico II; Sergio Muzzupappa, ricercatore Università Orientale; 99 PossePaola Nugnes, senatrice; Leonardo Pica Ciamarra, Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno, CNR; Valeria Pinto, Università Federico II; Maria Puddu, Associazione Ciro Vive; Ugo Pugliese – Ludoteca cittadina del Comune di Napoli; Nicola Quatrano, Magistrato; Barbara Pianta LopisMarcella Raiola, Coordinamento Precari Scuola; Francesco Soverina, Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”; Paola Staccioli, scrittrice; Thomas Straus, astronomo; Sandi Volk, ricercatore storico; Paola Venditti, Università Federico II; Padre Alex Zanotelli.
Mystical PowaAmarilis Gutierrez Graffe, Politologa e diplomatica venezuelana;  Leonardo Pica Ciamarra, Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno, CNR;  Manlio CalafrocampanoCecchino Antonini, giornalista di Popoff quotidiano;  Fabrizio Greco, Dottorando; Paola Venditti, Università Federico II;  Mario Coppeto, Presidente della Municipalità 5 di Napoli; Indira Pineda, Sociologa, Anros-Italia; Daniele Quatrano, Consigliere di municipalità; Mauro Morelli, Consigliere di municipalità; Peppe De Cristofaro, senatore; Mariano Peluso, Consigliere di municipalità; Enrico von Arx, Consigliere di municipalità; Carlo Cerciello, Teatro Elicantropo; Vincenzo Di Costanzo, coordinatore circolo SEL Municipalità 5; Salvatore Ivone, Comitato provinciale ANPI Napoli; Ciro Colonna, Anpi Napoli; Stanislao Balzamo, consigliere comunale Atrani (SA); Giuseppe Cristoforoni, architetto ambientale; Adriano Cotugno, giornalista; Tullio Coppola, RSU Cobas; Vincenza Muto; Dan TarantiniDonato Stefanelli, FIOM-CGIL Puglia; Francesco Brigati, Silvana GiannottiRosario NastiClaudio Cimmino, musicista; Pietro Santangelo, musicista; Riccardo De BiaseVittorio TorreAntonio BarbatoArturo Bonito, precario; Susanna PooleFerdinando GogliaSalvatore FerraroLuciana CalabresePierpaolo d’AmoreMartina MennaLaura Iacomino; Donatella Guarino, docente precaria; Massimiliana PiroAdriana La VolpeMario Visone, Scrittore; Yolanda TugbangDevi Sacchetto, Università degli studi di Padova; Arturo Scotto, capogruppo Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati; Pierpaolo Sepe, regista teatrale;  Gianmaria MarraraAntonio PalumboPatrizia Perrone, docente; Angela Attianese, medico;
Roberta SpadacciniEnzo Scandurra, ex- docente La Sapienza; Tobia R. ToscanoUgo M. Olivieri, docente Federico II; Luigi PernaFrancesco Esposito, studente; Ear Injury, duo di musica elettronica;

Organizzazioni, partiti, associazioni:
ACT- Napoli; Afro Napoli United; ANPI Napoli; ACT Napoli: Arcigay Napoli; Associazione “Ciro Vive”; CGIL Napoli – Camera del Lavoro; ASD Partizan Matese- squadra di calcio popolare; ASD Atletico Brigante- squadra di calcio popolare; Associazione Illumin’Italia; Assopace Napoli – Associazione per la Pace; Associazione Osservazione; CantoLibre; Casa del Popolo Fuorigrotta; Attac Napoli; Centro DAMM; Centro Miriam Makeba; Cobas; Collettivo Autorganizzato Universitario; Collettivo Insorgenza Musica; Collettivo 48ohm- Pomigliano d’Arco; Collettivo Studentesco Cavese; Comitato Civico Cambiamo Mugnano; Comunità Palestinese Campana; Comunità Senegalese Napoletana Coordinamento Cittadino Possibile; Coordinamento KAOS; Coordinamento Lotta per il Lavoro; Coordinamento Precari Scuola; DemA democraziaautonomia; Donne in Nero – Napoli; Ex Asilo Filagieri; Ex OPG Je so pazzo; Federazione Campana P. CARC; FGCI Campania; FIOM Napoli; Giardino Liberato di Materdei; Giovani Comunisti/e; GliAsini – rivista di educazione e intervento sociale; Gridas- Gruppo Risveglio dal Sonno; Insurgencia; Laboratorio Politico Kamo; Link Napoli; Movimento Lavoratori e Disoccupati Giugliano; Officine Periferiche; Operai Alenia di Nola; Possibile Napoli e provincia; Rete Commons; Rete della Conoscenza Napoli; Rete Kurdistan; Rete Sanità; Rete universitaria nazionale; Rifondazione Comunista; Sinistra classe rivoluzione- Napoli; Sinistra Ecologia Libertà; Sindacato Nazionale Cinese; Sinistra Anticapitalista Napoli; Spazio Pubelo; Studenti Autorganizzati Campani; TILT Napoli; UDS Campania; Unione degli Universitari; 

Per aderire scrivere a bastafascismo@gmail.com





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Dopo aver ricordato a chi compete la necessità di difendere i nostri studenti, Luigi De Magistris ha espresso al liceo “Vittorini”, colpito dall’ennesimo raid degli squadristi di Casa Pound, la sua solidarietà maddalena-cerasuolopersonale e quella della città che amministra. L’ha fatto senza esitare e a testa alta, com’è naturale per un sindaco legittimato dal voto di quella che Mussolini definì la capitale dell’antifascismo.
Preoccupati dalle conseguenze di scelte discutibili, fino ad apparire insensate, gli uomini del PD, invece, sono sulla graticola. Da anni ormai nessun dirigente “democratico” chiede alla Questura com’è che la forza pubblica carichi e manganelli quotidianamente studenti e lavoratori, ma manchi puntualmente all’appuntamento, quando la piazza è in mano a Casa Pound. Il PD ha forse paura che il Questore, chiamato direttamente in causa, sia costretto a puntare il dito? Che può fare un Questore, infatti, se la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – che dipende dall’ineffabile Alfano – presenta i neofascisti come bravi ragazzi il cui «impegno primario» è volto alla «tutela delle fasce deboli»? E, d’altro canto, che mai potrebbe chiedere al “suo Prefetto” il PD, se, alla resa dei conti, il funzionario rappresenta un governo di cui il partito di Renzi è la trave portante? Messo alle strette, il Prefetto finirebbe col dire ciò che tutti sanno da tempo: suo malgrado, il prefetto rappresenta un governo la cui legittimità costituzionale è praticamente inesistente.
E’ inutile girarci attorno. Il PD è un partito che non ha radici nella nostra storia e lavora soprattutto per distruggere la scuola, l’università e il sistema formativo e creare un popolo di “senzastoria”, un “bestiame votante” di cui servirsi per piazzare patacche sul mercato dei ferri vecchi. Quel mercato in cui a buon diritto rientra ormai quanto sopravvive della nostra democrazia. Non a caso ha espulso dai suoi ranghi persino Maddalena Cerasuolo, partigiana decorata e combattente delle Quattro Giornate, cui era intitolata la sede del partito che si trova alla Cesarea. Una sede che ha cancellato il nome glorioso dell’antifascista. Perché stupirsi? Un partito antifascista non può contare sui voti delle destre e non può governare con gli Alfano, i Verdini e i Berlusconi, l’alleato del Patto del Nazareno. A questa gente il PD doveva regalare per forza il massacro della Costituzione antifascista e il peggioramento del Codice Rocco.
Tutto sbagliato? Beh, basterebbe smentire coi fatti, chiedere conto al Questore di amnesie da anni Venti e restituire alla mortificata sezione il nome cancellato. Maddalena Cerasuolo non va più bene, perché troppo comunista per un partito di senzastoria? Ma Napoli è un campionario di antifascisti e per il PD c’è solo l’imbarazzo della scelta: tra i combattenti antifascisti ci furono liberali come Alfredo Parente e Alberto Bouché, repubblicani come Pansini ed Ezio Murolo, socialisti come Zvab e persino democristiani come Gustavo Troisi. Non sono i nomi che mancano purtroppo. E’ mancata e mancherà la volontà politica. I voti delle attuali destre, infatti, quali che siano e comunque camuffate, persino quelle infarcite di padrini e patroni del neofascismo, si pagano a caro prezzo e non puoi tenerli assieme alla città antifascista e alla sua storia di lotte per la democrazia. Poiché il piatto piange e gli affari di un tempo sono solo un ricordo, se vuoi tentare il colpo disperato e tentare di vincere al ballottaggio, costruendo un’ammucchiata contro l’odiato De Magistris, devi rassicurare i futuri alleati. Tutti, anche quelli impresentabili, come gli sponsor di Casa Pound.
I conti torneranno? Per carità, tutto è possibile e chi vivrà vedrà. Intanto, però, mentre Casa Pound si muove indisturbata, la scommessa è sempre più azzardata e i segnali sono chiari: Napoli è più sveglia che mai e i napoletani non sono in vendita.

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