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Posts Tagged ‘cantastorie’

AliceDove sei? L’hai trovato un cantastorie? Aspetta e mi raccomando, lascia libero un posto. Dopo settanta e più anni di uomini, carissima Alice, ho un infinito bisogno di cani.

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 Narrano i cantastorie, che il ministro Vattelapesca, s’era fatto un nome come scaldapoltrone e viveva da osservatore strapagato. Un giorno, però, convinto di non essere ascoltato, per dimostrare che da ministro sapeva ben meritarsi lo stipendio, pensò di compiere finalmente un gesto politico significativo: “è uno schifo”, sibilò tagliente, parlando con un collega. Ce l’aveva coi deputati e nella cerchia ristretta di un’élite senza popolo si sarebbe guadagnato di certo il titolo di principe dei moralisti, se qualcuno, però, non l’avesse ascoltato. Ne nacque invece un immediato pandemonio, si scatenò nel totoschifo il qualunquismo e si accettarono scommesse su chi di tutti facesse veramente poi più schifo. Vattalepesca allora badò al sodo, mise da parte l’etica, difese la poltrona e lo stipendio e si scusò davvero prontamente: “lo schifo c’è, un ministro lo sa bene, però non deve dirlo, perciò domando scusa”.

Tutto tornò com’era, raccontano i cantastorie. Vattelapesca riprese a scaldar poltrone, facendo l’osservatore strapagato e i politici accusati di fare schifo non esitarano a tenere in vita il governo che li disprezzava, ma gli chiedeva il voto e si metteva alla pari, facendo così schifo come loro.

Chi di schifo ferisce, però, poi di schifo perisce, narrano i cantastorie, sicché un bel mattino il popolo schifato si sollevò indignato e mandò a gambe all’aria Vattelapesca, il governo e pure il Parlamento.

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