Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Campania’

Diciamolo pure senza girarci attorno, perché non siamo nati ieri e lo sappiamo bene: per Vincenzo De Luca, pessimo Presidente della Regione Campania e Commissario regionale per la Sanità, più il coronavirus fa balenare lo spettro delle peggiori disgrazie, più l’epidemia diventa un’occasione d’ora, un inatteso e autentico terno al lotto. Lui naturalmente non lo dirà mai, ma si vede lontano un miglio: più il tempo passa, più l’epidemia ci aggredisce e annuncia una catastrofe, più lo sceriffo salernitano sgomita, scalcia e ruba la scena al dolore della gente, alle angosciate riflessioni degli scienziati, ai medici e ai paramedici che vivono in prima linea e a rischio della vita una battaglia durissima e coraggiosa.
La narrazione che cerca di costruire il politico in difficoltà può essere efficace solo a una condizione: che la gente abbocchi all’amo, lo segua sulla via di una unutile repressione e dimentichi il ruolo che ha svolto in questi anni. E’ un’illusione destinata però a naufragare di fronte alle dimensioni del dramma e ai nodi che vengono al pettine.
Polizia municipale, carabinieri e forze armate che De Luca chiama a raccolta come per un golpe cileno, non hanno alcun potere di incidere sulla situazione che viviamo. I contagi purtroppo aumenteranno fino a raggiungere il picco, le vittime cresceranno fatalmente, nonostante l’abnegazione dei medici e degli infermieri e il prezzo che pagheremo sarà purtroppo altissimo e doloroso. Così alto e così doloroso, che alla resa dei conti nessuno dimenticherà gli ospedali che De Luca ha chiuso, i posti letto che ha cancellato, il turn over bloccato con le strutture boccheggianti per i vuoti di organico. Tutti ricorderanno la sua esclusiva responsabilità nei vuoti di organico, le oltre 45mila unità di personale che mancano alla sanità pubblica, priva di medici, e infermieri.
Quando usciremo da questa tragedia, De Luca non sarà il salvatore della Campania, ma l’uomo delle ordinanze stupide e autoritarie; sarà – ciò che è peggio – l’uomo degli ospedali chiusi, delle interminabili liste di attesa, dei reparti cadenti, delle barelle che sostituiscono i letti, delle condizioni igieniche da voltastomaco, della prevenzione oncologica praticamente cancellata. Non si faccia illusioni, perciò: quando usciremo da questa tragedia, la gente ricorderà tutto e dovrà rassegnarsi: la sua vergognosa carriera politica è giunta al capolinea.

classifiche

Read Full Post »

Ci sono occasioni in cui le mezze parole non giovano a nessuno e fanno probabilmente male soprattutto a chi le dice. Meglio, quindi, esser chiari, diretti e per certi versi brutali. I sostenitori dell’Appello Maggio sulle elezioni regionali non avrebbero dovuto aprire alcuna trattativa con SEL. Le trattative, invece, ci sono state e non faccio polemiche. Dico solo che, a conti fatti, considero il loro naufragio prevedibile, inevitabile ed estremamente positivo. logo-azzurroSEL detta regole, pretende posti e si sfila? Benissimo. Finalmente si può ragionare davvero di una lista alternativa in Campania. Vendola sarebbe stato per noi una contraddizione. Eterno inseguitore del PD, ne è stato l’alleato che alle elezioni politiche gli ha consentito di impadronirsi del Paese. E’ SEL che ci ha consegnati in mano ai peggiori carnefici delle classi subalterne che l’Italia abbia mai visto dai tempi del fascismo .
Mi sto facendo dei nemici? Pazienza. Non sono in cerca di amici. Ho considerato sin dall’inizio l’Appello Maggio una incresciosa ma tremenda necessità e allo stesso tempo una irripetibile opportunità.
Necessità gravosa, perché la condizione in cui si svolgeranno le elezioni si caratterizza soprattutto per un dato politico: la riconosciuta illegittimità delle massime Istituzioni del Paese. Illegittima, infatti, è stata dichiarata da una inappellabile sentenza della Consulta la legge elettorale da cui nasce il Parlamento, illegittima, di conseguenza, è la fiducia accordata al governo Renzi, figlio peraltro di un matrimonio politico spurio, bocciato dal risultato delle urne. Illegittima, infine, a rigor di logica, è anche l’elezione di Mattarella, portato al Quirinale da “grandi elettori” che nessuno ha eletto.
In una situazione così grave, che non è esagerato parlare di un vero e proprio golpe bianco, lasciare il campo ai soli candidati delle due destre che si sono impadronite del Paese, senza denunciare ciò che accade, sarebbe un suicidio politico che pagheremmo tutti davvero a caro prezzo. L’opportunità offerta dalla tornata elettorale è, in questo senso, favorevolissima.
Per quanto mi riguarda, in questo quadro di estrema violenza istituzionale, occorre assolutamente presentare una lista. Non ci mancano né uomini, né idee, né un programma e c’è un elemento di fondo da cui partire: noi non riconosciamo alcuna legittimità ai candidati dei partiti protagonisti di questo sfascio. Andiamo alla Regione con un intento chiaro: dare alle elezioni regionali un valore tutto politico, disobbedire e non riconoscere le leggi approvate a danno della popolazione da questo Parlamento. La lista non è difficile da fare e i consensi verranno. Chi si è distinto di più nelle terre dei fuoco, chi più si è battuto per l’acqua, la salute, i beni comuni, la scuola dello Stato, i diritti dei lavoratori, quelli sono i nostri candidati, le persone preparate e disinteressate al tornaconto personale.
Quali impegni prendiamo? Acqua pubblica in tutta la regione e non un centesimo dei nostri soldi a Roma, finché non sarà sciolto questo Parlamento. Le tasse che la Campania paga, resteranno in Campania, Serviranno a disinquinare, sostenere la precarietà, tutelare i diritti negati. Sperimenteremo forme alternative di governo dal basso, di pratiche autenticamente inclusive e partecipate e un rapporto diretto coi territori, per ammortizzare i danni delle politiche di austerità, Su questa base si può e si deve costruire una lista, perché siamo perfettamente in grado di intercettare la voglia di innovazione, il fermento sociale e politico che cresce nella regione e di riportare alle urne l’elettorato di sinistra che non ci va più. Tutto si può discutere, naturalmente, tutto si può perfezionare, articolare e migliorare. Ritirarsi ora, però, sarebbe un errore imperdonabile. Noi non abbiamo bisogno di organizzazioni inaffidabili. Più che voti, portano divisioni e dissenso.

Contropiano“, 27 marzo 2015

Read Full Post »

418895Oggi in tutta Italia s’è spacciata droga, si sono vendute armi e s’è pagato il pizzo. Come ogni giorno, anche oggi c’è stata la solita evasione fiscale e lo sfruttamento della prostituzione è andato a gonfie vele come sempre. Per non parlare di corrotti, corruttori, ladri e rapinatori. A guardia e ladri non gioca più nessuno.  Se i ministri li fanno uscire, perché acchiapparli? E’ molto meglio caricare in piazza gli studenti. Si rischia poco e si fa il gioco di chi comanda.
Quando esagerano – e lo fanno molto spesso, per non dire sempre – i poliziotti sono irriconoscibili. BZGujHFIEAAQu5uQui da noi, in piazza, la polizia non porta numeri o matricole. Perché dovrebbe? studente-fermato1_672-458_resize
I tutori dell’ordine – così si chiamano – difendono chi ha distrutto il Paese e rubato il futuro alle giovani generazioni, anche quello dei loro figli naturalmente. Per questo li paghiamo, no? Difendono chi che ha riempito la Campania di veleni per più di vent’anni sotto il loro naso. Non hanno mai visto e mai sentito nulla. Mai una volta. Per forza: sono quotidianamente impegnati a manganellare studenti, operai, migranti, senzatetto. E che volete? studenti_01_672-458_resizePer questo gli diamo da mangiare, no? Difendono i prepotenti e i ladri di regime – per questo portano una divisa e sono armati, no? – e sono pronti a sparire quando dovrebbero esserci e a sbucare alle spalle della gente perbene quando dovrebbero stare da un’altra parte e rivoltarsi contro chi li comanda.
Bella gente, Bella davvero. Gente che fa da scorta ai pregiudicati come Berlusconi. Gente forte. Forte coi deboli e debole coi forti. Oggi Cucchi, ieri Pino Pinelli. Per questo li paghiamo, no?

Read Full Post »