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Posts Tagged ‘Caltagirone’

downloadDomani Renzi giunge a Napoli, che in questi anni ha massacrato e per l’ennesima volta finge di ignorare che la città ha un governo. Lo fa e la stampa dei padroni parla di violenza. Violenza di Renzi? No. Violenza della città. Una violenza che si teme, una violenza che si immagina. Una violenza che soprattutto si vuole.

Domani Renzi giunge in una città che non lo ama e lui disprezza. Ogni strada, ogni vicolo, ogni casa di povera gente piange le vittime del suo malgoverno. E la stampa che fa? La stampa parla di un rischio-violenza.

Il 50 % dei giovani è senza lavoro e buona parte degli altri è sfruttata, spremuta come un limone, umiliata da contratti capestro e la stampa dei padroni che fa? Continua a parlarci di “possibili violenze”.

Si sentono notizie che mettono i brividi: un operaio licenziato per un nonnulla dagli amici di Renzi, rischia la vita in una protesta disperata per la dignità e Renzi che fa? Va in visita al giornale di Caltagirone, uno che su Bagnoli interessi certamente ne ha. E il giornale di Caltagirone, che fa?Continua a parlare di una ipotetica violenza e non vede quella che ogni giorno subisce la città.

Violenza? Mentre circola voce che si stanno negando accrediti ai giornalisti indipendenti e si dice che la Questura abbia tracciato confini e linee rosse per imbavagliare il dissenso e impedire la protesta? Ma chi è che vuole la violenza? Chi è che la cerca?

Violenza. Quale? Quella su chi si ammala e non sa come curarsi? Quella sugli studenti a cui si nega una scuola degna di questo nome?  Quella sui lavoratori che non hanno più diritti? Chi parla di violenza? Renzi, che si porta appresso l’ombra della Guidi? Questo governo che passa più tempo a rispondere ai magistrati che a governare? Violenza? Mentre uno scandalo segue l’altro e la corruzione ci uccide?

Violenza? Quando si commissaria illegalmente una città che si tenta di violentare?

Sarà bene dirlo subito: parlare di violenza mentre si preparano le condizioni per scatenarla, è un gioco antico e semplice, ma pericolosissimo e significa solo questo: volerla, la violenza.

C’è da sperare che domani i manifestanti possano sfilare tranquillamente, senza divieti che sanno di provocazione. C’è da sperare che domani tutto sia tranquillo. Se così non dovesse essere, se qualcuno ha deciso di provocare la rabbia per accendere la miccia, è meglio dirlo stasera: i responsabili di eventuali incidenti hanno un nome, un cognome e un indirizzo: Governo, Prefettura e Questura.

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