Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Calenda’


Com’era prevedibile, la discussione sull’inganno ucraino, dopo il caso del missile caduto in Polonia, è diventata subito spinosa. I piccoli dittatori mentecatti che contiamo tra i nostri alleati – quelli che alzano muri e sparano ai migranti – hanno subito gridato al caso di guerra (guerra mondiale). Polonia e Ungheria, guidate dal tragicomico Capitan Fracassa ucraino volevano la Nato subito e direttamente in guerra. Vauro ha ragioni da vendere, quando afferma che all’urlo dei guerrafondai, ha fatto subito eco lo starnazzare di Letta e Calenda, mitiche oche di guardia al Campidoglio. Nessuno, nemmeno i commentatori meno pavidi, si sono azzardati a osservare che le cose stavano in maniera lievemente diversa: i morti in Polonia – Paese della Nato – li avevano fatti gli ucraini, che non sono nell’Alleanza Atlantica, quindi, legge alla mano, la Nato avrebbe dovuto far guerra alla sventurata Ucraina, guidata da un bugiardo incosciente.
Il caso ha poi voluto che nello studio di Bianca Berlinguer a Cartabianca, su Rai tre, il 15 novembre, si trovassero il prof. Alessandro Orsini e il l’ex ministro degli Interni Marco Minniti. Naturalmente nessuno s’illude che Minniti si giochi il futuro dicendo quel che pensa, ma i suoi toni smodati, decisi a scatenare la rissa, sono stati sinceramente fuori luogo e perdenti. Orsini era calmo e pacato, Minniti aspro, irridente e pronto a tirare in ballo le scienza storiche di cui non conosce praticamente nulla, nemmeno che mille “verità della storia” si sono rivelate volgari patacche. Sia lode al dubbio Minniti, perché dopo ventidue secoli non è facile spiegare un tirannicidio e decidere se Bruto e Cassio furono sciocchi sognatori o martiri della libertà! Per non dire dei popoli “aggrediti” per i quali nessuna difesa esterna si è mai storicamente spinta fino al rischio dell’estinzione del genere umano.
Ai fatti esposti da Orsini – la guerra è stata e sarà a lungo un bagno di sangue, l’Ucraina non vuole la pace ma una resa incondizionata e prova in tutti i modi a provocare un disastro mondiale – Minniti rispondeva con una infervorata retorica sulla libertà degli ucraini, – che non riguarda però le genti del Donbass – e un provocatorio saltare di palo in frasca. A suo dire, Orsini operava un “capovolgimento storico pazzesco”, si esibiva in continui salti tripli senza rete e non conosce la storia. Secondo Minniti, infatti, la vicenda del secondo conflitto mondiale ci ha lasciato una lezione da non dimenticare: i totalitarismi che la vollero, furono battuti dal paradiso occidentale.
Nei panni di storico, Minniti ha fatto così la figura di un patetico saccente. I totalitarismi non furono battuti. La Russia sovietica uscì vittoriosa ed è legittimo supporre che, senza il suo contributo, l’esito dell’immane conflitto non sarebbe stato quello che fu.
Assunta la posizione dello studioso che discute, ignorando le provocazioni, Orsini ha difeso dignitosamente le sue idee. D’altra parte, parla ancora in Tv perché è tra i pochi che sa ciò che dice. Se lo fanno tacere faremo peggio di uomini come Interlandi! Avesse utilizzato i metodi da giocatore d’azzardo del suo interlocutore, che si stracciava le vesti per i bambini ammazzati, Orsini gli avrebbe ricordato che le sue politiche per i migranti furono definite disumane dall’ONU. Lei – gli avrebbe detto – ha ucciso più bambini che ucraini e russi messi insieme.

Read Full Post »


Presto la dimensione della sconfitta politica e culturale renderà più chiaro il valore e il costo del «voto utile»: il PD sopravvive a se stesso, ma potrà tornare ancora «utile» quando distruggeranno la Costituzione nata dalla Resistenza. In compagnia di Calenda, infatti, consentirà alla Meloni di garantirsi un risultato tale da evitare il referendum su cui inciampò Renzi.

Sarà tutto legale.

Da Bertinotti e Diliberto, giù fino a Letta, il suicidio della sedicente sinistra giunge al momento estremo. Si tratta solo di sapere se cremare o tumulare il corpo del suicida.

Read Full Post »


È vero, sì, la gente non è andata a votare. Si può dire, però, che la legge elettorale era vergognosa, ma chiara: o si faceva una coalizione o la gente di sinistra non avrebbe votato? La coalizione l’ha fatta il PD e buonanotte al secchio.
Ora sì, ora è la situazione è veramente grave. Non lo è però perché torna il fascismo. Ci metto la firma: chi si aspetta di vedere manganelli e olio di ricino può aspettare in eterno. Questa gentaglia imporrà una torsione autoritaria al Paese con il consenso di Renzi, Calenda e pezzi di PD. Tutto regolare e tutto secondo la legge. Come fece Minniti con la Libia e i migranti e con i fascisti di Casa Pound ammessa alle elezioni.
Il disastro vero è questo: prima della Meloni, politiche di estrema destra le ha fatte una destra vestita di un rosa pallido scambiato per rosso fuoco. Ora la gente s’è abituata. I lavoratori non sanno più distinguere tra un diritto e un grazioso regalo dei padroni. La scuola e l’università sono state distrutte dalla sedicente sinistra; la stessa che ha bombardato Belgrado, approvato il federalismo fiscale, il Jobs Act, l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e chi più ne ha più ne metta.
È stata questa sinistra a fare il “lavoro sporco”. Alla Meloni basta completare l’opera. Questo è il disastro: immaginare che la destra resuscitasse il fascismo e non capire che le politiche padronali le stavano facendo i “sinistri” all’acqua di rosa. Nessuno ha voluto ricordare che il Benito, padre di Ignazio Benito La Russa, veniva dalle file del socialismo!

Agoravox, 17 ottobre 2022

Read Full Post »


Perdonate se parto da lontano, ma senza il prima non si capisce il poi.
Quando cadde il Governo Conte due, Mattarella non sciolse le Camere. In Parlamento, spiegò, c’era una maggioranza e sarebbe stato folle mandare il Paese al voto, mentre c’erano la pandemia, la crisi economica e gli impegni dell’Italia con l’Europa. Dimenticò di dirlo, ma dopo la riduzione del numero dei parlamentari, andare al voto con la vergognosa legge elettorale voluta dal PD sarebbe stato come prendere per i fondelli gli elettori. Chiamò Draghi alla guida di un «governo del Presidente» e gli assegnò il compito di risollevare l’economia e risolvere coi vaccini la tragedia della pandemia. Misteriosamente dimenticò la legge elettorale e non ci pensò poi nemmeno il «salvatore della patria».
Draghi si presentò subito con un’anacronistica enfasi per un atlantismo acritico da servo sciocco, che di lì a poco divenne comprensibile e deprecabile: dietro l’insistenza apparentemente stupida e dogmatica, c’era la guerra in Ucraina di cui evidentemente conosceva l’imminenza. Nei mesi successivi, la furia bellicista del governo prevalse su tutto, sicché il Covid c’è ancora, l’economia agonizza e il Paese sta molto peggio di come Draghi l’aveva trovato.
Consapevole dello sfascio causato dal suo governo, Draghi, esecutore fanatico degli ordini di Biden, in vista dell’inevitabile tempesta, salì al Quirinale e si dimise. Mai nella storia della Repubblica un Presidente del Consiglio s’era dimesso avendo la maggioranza assoluta. In genere, un capitano che abbandona la nave che affonda finisce in galera. Draghi è stato invece premiato come lo statista dell’anno. Dai tempi di Conte la situazione era peggiorata. Al Covid e alla crisi economica spaventosa s’era aggiunta la guerra. Indire le elezioni in piena estate ai più sembrò un suicidio. A Mattarella no.
Stavolta Mattarella non ha formato un «governo del Presidente» incaricato di varare una nuova legge elettorale. Ha sciolto le Camere e ci ha mandati a votare con una legge che è pugnala alla democrazia. E’ dopo questi eventi inqualificabili che il 25 di questo mese andremo a votare.
Avete ragione: tutto è così vergognoso, che il primo impulso è quello di chiamarsi fuori. Avete ragione ma, per me, reagite nella maniera sbagliata. C’è un’altra via. Una di quelle che il potere accecato non vede e se la seguite, gli potete dare una lezione difficile da dimenticare.
Votare per Letta non si può. Il suo partito ha voluto la legge elettorale che ci tocca. Non perdonategli lo sgarro, non dategli il vostro voto e ricordate che è grazie al PD che la Costituzione è sparita dai posti di lavoro. Ricordate il Jobs Act, l’articolo 18 cancellato, la scuola fatta a pezzi e chi più ne ha più ne metta. Parlare di Bonelli e Fratoianni è inutile: sono alleati del PD e ne condividono colpe e responsabilità.
Per favore, attenti ai furbastri. Dietro l’inaffidabile Calenda, che prima va col PD e poi lo abbandona, sognando un ritorno di Draghi, dietro questo misterioso personaggio, c’è Renzi, che voleva abolire il Senato e poi è diventato senatore. Renzi, nemico della povera gente e della Costituzione, così rispettoso delle donne da essere amico dei loro peggiori nemici; Renzi, passato per mille bandiere e attento solo agli affari suoi.
Vi sto dicendo di votare Berlusconi? No, non sono impazzito. Ricordate che è un pregiudicato, ricordate il mafioso Dell’Utri e le mille promesse mancate. Se siamo ridotti alla fame è anche per colpa sua. Siete donne? Ricordate che idea ha di voi.
Donne, uomini, omosessuali, transessuali, ricordatevi cosa pensano di voi e dei vostri diritti la Meloni e i suoi “Fratelli d’Italia”, con i loro cimiteri di feti, i loro piani sull’aborto, il rifiuto di riconoscere diritti e liberà a chi non rientra nel loro vocabolario sessuale. Meloni, atlantista, che vuole la guerra e la NATO e le navi contro gli immigrati.
Vi fidate di Salvini? Non siate ingenui, per carità. L’hanno preso a pedate gli ucraini imbestialiti, ha fatto fortuna inventandosi sempre un cattivo da punire: prima i meridionali, poi gli immigrati e sottobanco, Pontida, la Padania indipendente e l’autonomia differenziata, che significa più soldi a chi ne ha, più fame a chi ha fame. E ricordatevi che su questa vergogna sono tutti d’accordo: Meloni, Berlusconi, Letta, Calenda e l’intera compagnia cantante.
State pensando a Conte e al reddito di cittadinanza? A volte persino al diavolo riesce di fare un miracolo. Non dimenticate, però, che ha voluto la riduzione dei parlamentari, sicché nei vostri territori non c’è chi vi rappresenti; ha governato per anni con tutti e la legge elettorale non l’ha cambiata. Non dimenticate che, oggi si dice contro la guerra e le sanzioni, ma ha approvato e voluto sia l’una che le altre e se Letta non l’avesse mandato via, ora sarebbe suo alleato.
Molti di voi probabilmente non lo sanno, nessuno ve l’ha detto – tranne rare eccezioni, i nostri giornalisti hanno un’idea approssimativa della democrazia – ma non è vero che non esiste un’alternativa. Se volete dare una lezione a Mattarella, Draghi e chi in questi anni vi ha ridotti alla disperazione, se volete un Paese migliore, l’alternativa esiste: si chiama «Unione Popolare con De Magistris» e ha questo anzitutto di bello: ha candidati che non sono mai stati complici dello sfascio che ci sta travolgendo.
Non volete mandare agli ucraini armi che ci costano un patrimonio? Volete che si cerchi una via di pace e pensate che le sanzioni ci stiano affamando? Credete che chi si è arricchito speculando sulla crisi, debba restituire il maltolto? L’«Unione Popolare» la pensa come voi. L’«Unione Popolare» difende il reddito di cittadinanza e vuole che un’ora di lavoro debba essere pagata almeno con dieci euro lordi. Il partito che c’è, ma viene trattato come non ci fosse, pensa che la NATO sia una spesa enorme, inutile e folle, che non serve ai popoli, ma alle classi ricche ed egoiste, che più hanno e più vogliono avere; pensa che il problema più grave per l’umanità sia il cambiamento climatico e ritiene un crimine il ritorno al carbone che uccide il pianeta. Pensa che bisogna ricorrere subito all’energia prodotta dal sole, dal vento e da tutto ciò che la natura ci offre di sano per noi e per il pianeta.
Voi vedete che la scuola e l’università sono state distrutte da chi oggi chiede il vostro voto. L’hanno fatto apposta, perché vi vogliono ignoranti, perché chi non ha gli strumenti per ragionare con la propria testa è facile da ingannare. Vogliono che siate un bestiame votante, così vi illudete di vivere in una democrazia, mentre da tempo la democrazia è in coma. L’Unione Popolare vuole una scuola statale, libera, gratuita che non imponga l’alternanza col lavoro; una scuola e una università che formino coscienze critiche. Per questo abolirà l’«INVASI» e l’«ANVUR», sono cinghie di trasmissione del pensiero unico.  Potrei continuare a lungo, cominciando dalla Sanità, ma mi fermo qui.
Io voterò per l’«Unione Popolare». Se ciò che ho scritto non basta,  cercate e leggete il programma; sono certo che voterete come me anche voi. Se lo farete in massa, vedrete che cambiare si può. Non disertate i seggi, votate, date fiducia a chi ha i vostri stessi problemi, ma non vuole darla vinta a chi ci sfrutta, ci inganna, ci vende e distrugge il futuro delle nostre giovani generazioni.

classifiche


Read Full Post »