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Posts Tagged ‘Bonomi’

Patrimoniale e chiusura. Non si vede altra via.
Lo dimostra con qualche titubanza la Spagna che qualche quattrino lo sfila dalle tasche dei Paperoni. La Francia non tocca patrimoni, ma chiude per un mese e tira fuori miliardi per evitare strappi sociali. Qui da noi si parla di tutto tranne che di patrimoniale e in quanto alla chiusura, si va avanti coi pannicelli caldi. Tu ti rifiuti di pensare a problemi di capacità e giungi persino a immaginare ministri incerti di fronte alle grandi e profonde questioni filosofiche poste dalla pandemia: vita o lavoro? Soluzioni immediate o le trasformazioni richieste dalla storia quando gira pagina?
Ci pensi e un sospetto atroce fa capolino nelle tue riflessioni. Come tutti i disastri, per qualcuno c’è anche da guadagnare! E ti pare di sentirlo il ragionamento fatto per altri disastri: meno vecchi, meno pensioni… Perché, si sa, alla fine il virus fa fuori soprattutto i vecchi… Facciamolo lavorare!
A questo punto torni sulla vicenda così come si è svolta dall’inizio e ti pare sia chiaro da maggio, da quando l’ormai dimenticata «fase 2» è diventata ritorno a quella «normalità» che ha partorito la pandemia. Inizialmente mancava il coraggio di dirlo, anche se a leggere tra le righe non era difficile capire. Ora il nuovo «Mein Kampfe» è apertamente riconosciuto come principio guida della battaglia in corso. Il peggio, però, non è la strage di anziani. Il punto più agghiacciante è che la soldataglia nazista incaricata di affrontare il «mostro» è così culturalmente indigente, da non poter capire che il pianeta ha ormai giustamente identificato l’uomo come suo nemico. L’umanità in quanto tale, al di là dell’età.
Dopo questa, verranno purtroppo altre pandemie e virus meno selettivi. Mentre si progetta lo sterminio dei vecchi, dai ghiacci che si sciolgono al polo emerge metano che produce un «effetto serra» quattro volte più forte di quello causato dell’anidride. Un fenomeno da rialzo termico rapidamente mortale.
Bonomi e i suoi finti nemici del governo non sono solo criminali. Sono ignoranti. Troppo ignoranti purtroppo per poter capire che gli anziani sono l’avanguardia di una razza umana ridotta ormai alla condizione degli ultimi dinosauri. E purtroppo c’è così poco tempo, che sarà difficile evitare la fine. Lo dici e ti fa male dirlo: anche chi in piazza chiede chiusura e patrimoniale non sembra avere chiaro questo rischio mortale. La scienza ci ha avvertiti da tempo: siamo all’ultima spiaggia. Ce ne siamo resi conto davvero?

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Tutte le elezioni, anche quelle amministrative in un piccolo centro, hanno significato e valore politico. Politico, a maggior ragione, è il voto in elezioni regionali che non solo coincidono con un referendum sull’ennesimo tentativo di stravolgere la Costituzione repubblicana, ma capita nel momento di un’offensiva padronale così violenta, da voler svincolare il salario dall’orario di lavoro.  Un’offensiva scandalosa, che si potrà anche leggere come prova di una forza che non teme lo scontro, a condizione però che sia valutata per quello che è: forza della disperazione, di fronte a una crisi che il capitale ha provocato e non sa come gestire, se non con la forza.
Bonomi, sa bene che la soluzione della crisi passa per una politica di programmazione pianificata e per un salario che non cala di fronte alla necessità di abbassare l’orario di lavoro per creare occupazione. Se finge di non saperlo e parte all’attacco, nonostante le crescenti diseguaglianze nate dalle recenti vittorie dei padroni – Jobs Act, Buona Scuola, legge Fornero, abolizione dell’art. 18 e chi più ne ha più ne metta – la ragione è semplice: sa che di fronte non ha forze politiche intenzionate a intimargli lo stop, né sindacati pronti a organizzare la lotta nelle piazze.
In questo senso, un esito elettorale particolarmente positivo di Potere al popolo! e l’ingresso di un’autentica sinistra di classe nei luoghi del governo della  Regione Campania, avrebbe un enorme valore politico. Per la prima volta dopo decenni, i grandi evasori fiscali, gli speculatori, i predatori dell’ambiente, i garanti dell’intreccio devastante tra politica e malavita organizzata, gli sfruttatori del lavoro umano, i creatori di precarietà, in altre parole la “forza” di Bonomi, avrebbero da fare i conti con una proposta politica alternativa che essi conoscono e della quale negano l’esistenza. Allo stesso tempo milioni di sventurati, privati di diritti e costretti a vivere in condizioni disperate – molto degli italiani che Salvini mette al “primo posto” delle sue inesistenti politiche sociali, ma nei fatti consegna a Bonomi con le mani e i piedi legati, troverebbero un riferimento e la musica cambierebbe.
La Campania è piccola ed è solo una parte del Paese? Certo, ma la vittoria avrebbe un chiaro valore nazionale e favorirebbe un processo di unificazione che spinge Bonomi impaurito ad affannarsi in una continua e dissennata corsa in avanti.
Il voto non è lontano, ma il tempo per riflettere non manca. Confindustria sa che si è aperta una nuova terribile fase della nostra storia e pensa di dominarla partendo dalla “rivoluzione “ di Bonomi, che così chiama la lotta di classe condotta dai padroni. Se sfruttati e precari coglieranno il segnale e voteranno per Giuliano Granato e i candidati di Pap! le parole torneranno ad avere il loro reale significato e tutto sarà più chiaro: Bonomi non c’entra nulla con la rivoluzione. E’ un reazionario poco intelligente e terribilmente disperato.

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