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Posts Tagged ‘bombe fasciste’

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Da un po’ tutto s’è fatto così buio, che se accendiamo un lumicino è necessario riparare gli occhi con la mano, perché la luce ti ferisce. Lavori, militi, rifletti, scrivi, ti accampi negli archivi in cui sei entrato giovane e lo sai bene: ormai ci sei stato tanto, che occorre ti prepari a uscirne. Sei vecchio quanto basta perché sempre più spesso ti capiti di chiederti a che sia servito e a che serva interrogare il passato, quando il presente minaccia il futuro e di mille battaglie, non una alla fine ne hai vinto. 
Da un po’ c’è tanto buio attorno a te, che se un lumicino s’accende, tutto riacquista un senso  e ti accorgi che, tornassi mille volte indietro, mille volte rifaresti quello che hai fatto e non hai rimpianti. A qualcosa è servito, certo che è servito, mi dice un messaggio venuto dalla Spagna a cancellare i dubbi. Una buona notizia e val la pena di raccontarla.

Cari partecipanti al congresso di Barcellona del novembre 2011,
in attesa dell’imminente uscita del volume degli atti vi comunico con un certo orgoglio che la nostra denuncia dei bombardamenti di Barcellona da parte dell’aviazione legionaria ha aperto una prima breccia nel muro di impunità che “tutelava” i crimini della guerra civile.
È un risultato storico.
Qui l’articolo de El País
Allego il nostro un comunicato e vi invito a diffondere la notizia!
Un caro saluto,
Ida
Associació Altraitalia – Barcellona“.

 

SENTENZA – COMUNICATO STAMPA

La sentenza pronunciata oggi dalla sala X dell’Audiencia Provincial di Barcellona rappresenta un avvenimento di portata storica.
Finalmente si è infranto quel muro del silenzio che per anni ha impedito, sul fronte pubblico, la conoscenza di importanti avvenimenti del nostro recente passato, mentre su quello giudiziario ha bloccato qualsiasi tentativo di individuare i responsabili dei crimini contro l’umanità commessi durante la Guerra civile spagnola.
Questa sentenza determina l’apertura di una fase istruttoria volta a individuare i responsabili dei bombardamenti a tappeto, condotti dall’aviazione italiana, che tra il gennaio 1937 e gli ultimi mesi del 1938 colpirono la popolazione civile della città di Barcellona.
Paradossalmente, i promotori di questa azione di denuncia contro uno degli episodi più drammatici della violenza fascista in territorio spagnolo sono proprio i membri di un’associazione di italiani, l’Associació Altraitalia – Barcelona, che costituendosi parte civile ha accompagnato nel percorso giudiziario due delle vittime ancora in vita dei bombardamenti del quartiere della Barceloneta.
Con la precisa volontà di rendere noti e divulgare importanti fatti storici volutamente dimenticati e occultati dalle rispettive autorità istituzionali.
Dal 2009 la commissione memoria di questa associazione antifascista non legata ad alcun partito, ha testardamente portato avanti il suo progetto, nonostante le reazioni di sarcasmo e incomprensione
ricevuti da gran parte dei suoi interlocutori, ed è riuscita a raccogliere tutto il materiale storico necessario per esporre la sua denuncia per i bombardamenti effettuati dall’aviazione e dalla marina fascista nel 1937-38 ai danni della popolazione civile inerme, che costò oltre 6 500 morti al popolo catalano. L’ indifferenza e l’ostracismo che questa iniziativa ha incontrato nelle istituizioni catalane e italiane durante questi anni è stata sottolineata dalla sentenza stessa in riferimento al comportamento negligente tenuto dalla Generalitat e dai comuni delle zone bombardate che dal punto di vista giuridico non hanno promosso o appoggiato iniziative per sanare questa ferita umana e per restituire dignità storica alle vittime.
L’intervento delle truppe e le armi inviate da Mussolini sono stati decisivi per il trionfo del colpo di stato militare di Franco contro un governo democraticamente eletto e legale. Legalità che i bombardamenti violarono sistematicamente: l’Italia non aveva mai dichiarato guerra alla Repubblica spagnola, gli aerei e le imbarcazioni che effettuavano le azioni erano “pirata”, perchè avevano accortamente mascherato i loro segni di riconoscimento e operavano prevalentemente di notte, inoltre con la modalità dei bombardamenti a tappeto, utilizzata per la prima volta contro una grande città europea, si infrangevano i patti internazionali che lo stesso stato italiano -in quanto firmatario- si era impegnato a far rispettare.
Per come è stato dimostrato dai documenti d’archivio italiani i bombardamenti avevano l’obiettivo di attaccare e terrorizzare la popolazione civile catalana con il fine di provocare la demoralizzazione della retroguardia repubblicana.
I membri di AltraItalia hanno anche promosso una ricerca d’archivio (pubblicata nella rivista Sapiens num. 114 del 2012) in cui si dimostra come fino alla fine degli anni Cinquanta lo stato democratico italiano continuò vergognosamente a ricevere dal regime franchista il risarcimento delle spese di guerra sostenute. Con l’intenzione di promuovere il dibattito sulle implicazioni dle fascismo italiano con il colpo di stato di Franco, la guerra civile e la successiva dittatura, l’associazione ha organizzato inoltre delle giornate internazionali di studio dal titolo: “Catalunya-Itàlia: memòries creuades, experiències comuns Feixisme i antifeixisme des de la Guerra Civil fins a la Transició (1936 -1977)”, che si realizzarono con il supporto del Memorial Democràtic della Generalitat de Catalunya il 25 e 26 novembre 2011.
Eppure lo stato italiano non solo non ha mai riconosciuto le responsabilità di queste azioni militari, anzi ha permesso la creazione di monumenti e lapidi agli eroi della “Guerra di Spagna” che dagli aerei dell’esercito italiano uccisero donne e bambini a sostegno della sollevazione franquista. In varie città italiane, come Arezzo e Trieste, si mantengono e addirittura si inaugurano spazi dedicati a membri delle truppe fasciste caduti nella guerra di Spagna. Una guerra che rappresenta una pagina volutamente rimossa dalla memoria storica e civile italiana.
Per costruire una nuova Europa dei popoli su valori condivisi bisogna ristabilire la verità storica. Così l’hanno inteso i figli e i nipoti delle vittime dei massacri nazisti perpetrati tra il 1944 e il 1945 in diversi centri italiani che, con l’appoggio delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, hanno portato a processo, 60 anni dopo, i responsabili di quei crimini, ottenendo condanne e riconoscimento di risarcimenti.
Le vittime dei bombardamenti del quartiere della Barceloneta, contattate e sostenute da AltraItalia, attraverso gli avvocati Newton Bozzi (membro dell’associazione), Jaume Asens (membro della Commissione di difesa dei diritti umani del Collegio d’avvocati di Barcellona) e con il supporto di Josep Cruanyes (presidente della Commissione per la dignità) hanno presentato il 2 giugno 2011, una prima denuncia all’Audiencia Nacional, che dopo essere stata respinta dal tribunale, che si è dichiarato “non competente per il territorio”, è stata ripresentata l’1 giugno 2012 al tribunale di Barcellona.
Oggi, finalmente, è stata accolta la richiesta di apertura della causa.

Si spera che questa prima breccia aperta nel muro del silenzio e dell’impunità che ha protetto finora i crimini di una delle più lunghe dittature europee possa facilitare la comparsa di più iniziative di denuncia da parte della società civile di tutte le comunità spagnole che sono state colpite dai bombardamenti e dagli atti di violenza indiscriminata della guerra del 1936-1939.
Sono numerosi i familiari delle vittime dei bombardamenti che ci hanno contattato nel corso di questo percorso. Ci siamo limitati a raccogliere nella denuncia le dichiarazioni di due sole vittime per non dilatare i tempi e i costi dell’azione legale, ma speriamo che a partire da adesso le legittime richieste di queste persone siano sostenute da istituzioni e amministrazioni pubbliche.
Come italiani e catalani di Barcellona siamo orgogliosi di questa iniziativa e speriamo che la società civile antiautoritaria e antifascista catalana e spagnola nel suo insieme – con il supporto inderogabile di istituzioni e amministrazioni pubbliche – accetti e dia continuità al nostro contributo al riconoscimento di una giustizia universale che, oltre a dovunque e sempre i crimini contro l’umanità, permetta legare i valori che hanno ispirato le lotte di ieri per la libertà, la giustizia sociale e la dignità con quelle di oggi.

Testimoni – Vittime dei bombardamenti
1) Alfons Cánovas Lapuente
El 19 de Enero de 1938 alrededor de las 12, mi padre, que trabajaba como estibador para los Almacenes Generales del Comercio en el puerto de Barcelona, salió de su lugar de trabajo que se encontraba cerca de donde hoy está el Museo de Historia de Catalunya – Palau del Mar, es decir en la zona del puerto entre Plaza de Pau Vila y Paseo Joan de Borbón, y se fue, como hacía siempre, a cuidar de su huerto ubicado en un pequeño espacio de tierra en frente de los mismos depósitos, entre las vías del ferrocarril. Mientras trabajaba, unos aviones de la Aviación Italiana bombardearon los almacenes, las cercanías y le mataron. Este día yo me encontraba en el frente de Aragón combatiendo. Supe de lo ocurrido algunos días más tarde, cuando recibí una carta de mi tío. Cuando volví a Barcelona, mi hermana, que fue testigo presencial de los bombardeos, me repitió la misma narración del hecho delictivo.
2) Anna Raya
El día 1 de Octubre del 1937, tenía la edad de ochos años; me encontraba en el colegio de la calle Baluard del barrio de la Barceloneta en Barcelona. Una bomba lanzada por los aviones de la Aviación Italiana cayó directamente sobre el colegio. Hubo una nube, caían piedras, los niños corrían por todos lados y los aviones nos ametrallaron. Yo fui herida a la cabeza por un trozo de metal. Un soldado me llevó a un dispensario, ya que en la Barceloneta no había hospital y el más cercano estaba colapsado por la cantidad de muertos y heridos que provocaron los bombardeos. En el dispensario, un doctor me puso unas grapas para suturar la herida en la cabeza.

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