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mattino 12-02-2018 - Copia (2)

Per quanto tagliata e ridotta all’osso, l’intervista uscita sul “Mattino” di stamattina  dimostra chiaramente che Potere al Popolo è l’unico partito che parla di politica e ha un programma alternativo alla feroce ricetta neoliberista.
Assieme alla foto del giornale con l’intervista tagliata pubblico qui il testo integrale inviato al giornale.

Potere al Popolo. Aragno: ridurre le spese militari e dirottare i fondi su enti locali

Giuseppe Aragno è candidato con Potere al Popolo

1) Qual è la prima cosa che farà in caso di elezione?
Se sarò eletto, dovrò interrompere il mio lavoro di ricercatore. Andrò all’Archivio di Stato ringrazierò commessi e archivisti e dedicherò tempo ed energie all’attività parlamentare. In quanto alla mia prima iniziativa, non intendo vendere fumo: i problemi locali si risolvono solo se inseriti nel quadro politico nazionale. In caso di elezione, quindi, chiederei anzitutto una drastica riduzione delle spese militari – parliamo di decine di miliardi all’anno – e la distribuzione dei cospicui risparmi agli Enti Locali. Stesso discorso per il “patto di stabilità” che soffoca i Comuni e a Napoli, per esempio, impedisce di utilizzare i risparmi accumulati nelle casse della Città Metropolitana. Inutile dire che la richiesta sarebbe avversata dal PD e da Forza Italia, la “maggiominoranza” che si alterna o si associa al governo da anni, senza un contrasto efficace dei 5Stelle, intenti alla battaglia morale contro la casta e in viaggio dal ribellismo al neoliberismo.

2) Dall’invasione alla fuga: Vomero e Arenella tra crisi produttiva e perdita di identità. La sua strategia.
Il nodo centrale è il lavoro. O meglio la sua assenza in città come ovunque le Paese. I commercianti del Vomero hanno ragione, quando lamentano una forte diminuzione dei consumi. Se pensano che i consumi possono aumentare, mentre ogni giorno ci sono famiglie che sprofondano nella povertà, che il lavoro si crei colpendo il reddito, rendendo sempre più precaria l’occupazione, impedendo agli anziani di andare in pensione e consegnando tutti noi alla ferocia del mercato senza regole, non cambino orientamento: votino PD, Forza Italia, 5Stelle, Grasso che ha accettato senza fiatare tutte le scelte che ci hanno condotto dove siamo. C’è solo l’imbarazzo della scelta. votino come sempre e poi però non si lamentino, perché così non si crea lavoro, ma si produce disperazione. Noi riteniamo che occorra cancellare il Jobs Act, la legge Fornero sul lavoro, e tutte le leggi che negano il diritto a un lavoro e sicuro e a tempo indeterminato, il ripristino dell’articolo 18 esteso anche alle aziende con meno di 15 e 32 ore lavorative per tutti a parità di salario.

3) Violenza minorile, stese, agguati di camorra: Napoli resta una città insicura, cosa propone?
Anche in questo caso, il problema viene da lontano e c’è un errore che non possiamo permetterci: scambiare il sintomo per la malattia. Purtroppo è quello che facciamo ogni giorno con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi venti anni abbiamo visto crescere esponenzialmente la delinquenza e la violenza minorile. L’unica risposta che siamo stati in grado di fornire è di ordine pubblico. La presenza di forze dell’ordine a Napoli è cresciuta però di pari passo alla criminalità. E questo non ha risolto assolutamente nulla. Recentemente per affrontare il problema delle cosiddette babygang qualcuno ha persino proposto l’arresto e la carcerazione dei minori. Sarò brutale: è come spazzare la polvere sotto il tappeto. Non si vede quindi non c’è. La sicurezza non si ottiene con la repressione ma con prevenzione. Occorrono politiche sociale, occorre investire nell’educazione, nell’istruzione, nella formazione, nel tempo libero, offrire lavoro, creare una prospettiva, un futuro. Non ci sono alternative. Questo è l’unico modo per invertire la tendenza e recuperare i giovani alla società civile.

4) Nonostante gli sforzi di parrocchie, comitati civici e associazioni, il rione Sanità resta una zona a rischio. Come aiutarlo a voltare pagina?
Mi ricollego alla domanda precedente. Faccio lo storico, ma ho lavorato per anni nella scuola. A Secondigliano come maestro elementare. Al Corso Malta come insegnante delle scuole medie. L’attuale situazione di degrado l’ho vista nascere e crescere. Con i colleghi andavamo a prendere gli studenti a casa per portarli a scuola. Lentamente non è stato più possibile. Siamo rimasti soli. Così come lo sono oggi gli operatori sociali, i sacerdoti di frontiera e chiunque si batta contro il degrado e la delinquenza. A Napoli in certe zone lo Stato non esiste più. Il volontariato non basta. Bisogna costruire scuole, finanziare l’assistenza sociale, creare le condizioni perché le famiglie svolgano fino in fon do il loro ruolo: reddito e tempo da dedicare al figli. Non ci sono i soldi? Non è vero. Basterebbe ridurre la spesa militare.

5) Perché gli elettori dovrebbero votare per lei?
Credo che le ragioni siano tutte nelle risposte alle domande precedenti. Votare per me significa votare per l’unica forza politica che rifiuta la ricetta neoliberista che vorrebbe curare la crisi con la medicina che l’ha creata.

 

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